La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

BENVENUTO

BENVENUTO E GRAZIE PER IL TEMPO CHE DEDICHI A QUESTO BLOG. MI FA DAVVERO PIACERE CHE TU SIA QUI CON TUTTE LE SCELTE POSSIBILI CHE INTERNET OFFRE OGGI. SENTITI LIBERO DI CONDIVIDERE E COMMENTARE. I TUOI COMMENTI ARRICCHIRANNO IL BLOG E CHIUNQUE PASSERÀ DI QUA. SE LO DESIDERI PUOI ANCHE SCRIVERMI UTILIZZANDO
Il Modulo di Contatto Blog O SCRIVENDO A
sinforosacastoro@gmail.com

AGORÁ

AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

sabato 30 marzo 2013

Pasqua

Pasqua
un'esplosione di gioia perché Gesù ha vinto la morte






sinforosa castoro

venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua 2013

Vorrei raggiungere ciascuno di voi con l'augurio di una Santa Pasqua nella pace, gioia e serenità, fiduciosi che quel Cristo, morto e risorto,  porterà avanti le nostre esistenze, malgrado noi e le situazioni attuali. Poiché: "Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede".                                                                                              
                                                                                                                                                                               
 

sinforosa castoro                                               

giovedì 28 marzo 2013

La Passione di Gesù

 Continuiamo ad ascoltare i nostri piccoli che raccontano gli ultimi giorni della vita di Gesù.
«Poi lo portano dai signori che avevano studiato tanto... ».
«Lo portano dai Sommi Sacerdoti».
«Sì, e loro gli dicono: "È vero che tu dici che sei il figlio di Dio?" e lui risponde: "Sì, è vero" e loro dicono: "Avete sentito? Lui dice le bugie perché è il figlio di Giuseppe e non è il figlio di Dio". Allora lo mandano dal re Erode, che però non era quello che voleva ucciderlo quando era appena nato...».
«Sì, però era anche lui re Erode, ne maestra?».


«E re Erode dice: "Dai, fai qualcosa che vediamo". Ma Gesù non fa niente e allora re Erode si arrabbia e dice: "Portatelo via". E allora lo portano da...».
«Da Pilato».
«Sì, da Pilato e poi lui gli chiede: "Chi sei" e Gesù dice che è il Figlio di Dio e che lui è un re, ma non come re Erode, lui è il re di tutti. Allora Pilato dice ai soldati di frustare Gesù e poi i soldati lo scherzano e dicono: "Siccome sei un re ti abbiamo fatto una corona" e gli mettono in testa una corona di spine, che faceva molto male...
«Però, Pilato non voleva ucciderlo, voleva uccidere uno che era in prigione... ».
«Barabba».
«Sì, Barabba, ma tutti gridano: "Uccidi Gesù" e allora Pilato dice: "Va bene" e dice ai soldati di dargli il legno che deve portare fin su sulla montagna e poi va su, fino sulla montagna».
«Però, con lui c'erano sono altri due, ne maestra?... ».
«Sì».

mercoledì 27 marzo 2013

Comunicazione agli amici di rete

Mi fanno tanto piacere i vostri commenti, perché è bello poterci confrontare, ascoltare il parere degli altri, almeno, per me è un arricchimento. 
Tuttavia gli impegni nella giornata sono talmente tanti che mi spiace non poter arrivare a tutti.
Per questo vi chiedo un favore, se desiderate commentare o esprimere liberamente il vostro parere sui miei post, fatelo nel blog, per me è più semplice raggiungervi, risponderò a tutti.
Vi aspetto numerosi. Grazie



sinforosa castoro

L'Ultima Cena

«... Adesso, chi vuole raccontare ai compagni quello che abbiamo ascoltato e che vi ho raccontato?».
«Io... Io... Io».
«Oggi racconteranno Nicolò, Giovanni e Nazarena, okay? Venite, e voi... shhh, silenzio e ascoltiamo  Comincia pure Nicolò».
«Allora, Gesù dice ai suoi amici di andare a preparare una stanza perché voleva mangiare con loro, quella sera lì».
«No, prima dice di andare da un signore che poi lui li portava in quella casa là».
«Sì, poi, prima di mangiare lava i piedi ai suoi amici, perché le strade non erano come le nostre, c'era tutta la terra e poi faceva caldo e portavano i sandali, come noi in estate, e i piedi si sporcavano tutti di polvere. E Gesù lava i piedi, anche se lui non è un servo, perché lo facevano i servi,  ma Gesù dice che anche loro dopo devono fare come lui... ».
«Sì, ma non lavare i piedi, devono aiutarsi, tutti».
«Poi prende il pane e ne dà un pezzo a tutti e poi passa il calice con dentro il vino e lo dà a tutti e dice che poi dovrà morire, ma loro non hanno capito».
«Sì, e poi dice che uno lo tradirà e tutti chiedono: "Sono io?" ma lui dice "No"».
«Poi Giuda dice "Sono io?" e Gesù dice "Sì". Allora Giuda va via».
«Sì, va a chiamare i soldati».
«E Gesù, invece, va a pregare e dice ai suoi amici: "Pregate anche voi", perché era triste, ma i suoi amici, invece, si addormentano e lui dice: "Fa niente"».
«Poi arrivano i soldati e fanno rumore e i suoi amici si svegliano e Giuda va a dargli un bacio e allora  i soldati dicono: "È quello lì, quello che gli ha dato il bacio" e lo arrestano e poi un suo amico, con la spada, stacca l'orecchio a un soldato e Gesù dice: "No, non si fa così, bisogna volerci bene lo stesso" e Gesù guarisce l'orecchio del soldato...».
«Sì, e poi portano via Gesù per fargli le domande... ».
«Alt. Ci fermiamo qua bambini. Siete stati bravissimi. Facciamo un bell'applauso ai nostri amici e adesso facciamo la scenetta dell'ultima cena, d'accordo. Chi fa Gesù?».
«Ioooo... ».










                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
sinforosa castoro

martedì 26 marzo 2013

Non voglio

Non voglio star seduto.
Non voglio solo questi.
Non voglio lui, vicino.
Non voglio più giocare.
Non voglio stare in fila,
voglio solo quel che piace a me.
Sono miei tutti i pastelli,
miei i giochi belli,
è mio il trenino,
mio è il cavallino,
miei sono i mattoni,
mie le costruzioni.
Ma... son rimasto solo,
nessun mi fa giocare!
Per forza bimbo mio:
non voglio e voglio io
son parole da scordare.


.
di sinforosa castoro

lunedì 25 marzo 2013

News Città Nuova

Oggi ho trovato proprio una bella sorpresa. 
Il blog Città Nuova ha visitato il mio blog e ha fatto una bella riflessione sulla capacità dei bambini di comprendere il mondo attorno a loro... Basta saperli ascoltare e accompagnare nella comprensione, suggerisco io.
Visitate questo interessante blog fatto da due "specialiste" dell'infanzia: Annamaria Gatti, insegnante e psicologa, e Maddalena Petrillo Triggiano, una neuropsichiatra infantile.
Grazie mille per l'attenzione.
sinforosa castoro





Benvenuti ai genitori... e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.


lunedì 25 marzo 2013


Quello che ascoltano le maestre. Ci interessa.


Una conferma sul fatto che i bambini sono spugne pronte ad assimilare tutto sono i piccoli-grandi eventi che scandiscono le nostre giornate nel rapporto con loro. Letture della realtà che non avremmo mai pensato loro potessero percepire e valutare, ecco si stagliano, spesso come macigni, nella quotidianità, a conferma che "...non si può non educare..." in qualsiasi momento, con qualsiasi gesto o parola.
Testimoni di questi percorsi umani sono anche (determinanti) le maestre e i maestri, che se vissuti come validi acccompagnatori delle fatiche familiari, danno un contributo notevole alla crescita affettivo-cognitiva dei bambini.
Tutti i giorni, tutti i momenti sono filtrati dall'educatore, dall'educatrice che noi speriamo sempre abbia passione per quello che comunque non è mai solo una professione. Resta, nonostante tutto e tutti, una vocazione.
Nel commento al precedente post - I bambini possono e vogliono capire quel che succede!-, una testimonianza arriva  da un'insegnante un po' speciale che scrive:
"...Se vieni a trovarmi sul mio blog... i miei bambini di scuola d'infanzia sono attenti, aggiornati, curiosi e capiscono, eccome.
Ciao
sinforosa castoro
"

Scrive la maestra "sinforosa"sul suo blog:

"E' da una vita che faccio la maestra e a furia di stare con i bambini e bambine ho imparato a vedere e guardare il mondo con gli stessi loro occhi. Intendiamoci, questo non è uno dei tanti bellissimi blog sulla scuola dell'infanzia, ma solamente un piccolo e semplice angolino web gettato in rete, come un messaggio in bottiglia gettato in mare, dove chi entra, mi auguro - anche un bambino o una bambina con mamma e papà o chiunque altro - possa ritrovare un po' di quello sguardo e di quella magia che solo l'infanzia ci sa dare."

Simpatico e curatissimo questo blog
:http://sinforosacastoro.blogspot.it/ dove si sciorinano pensieri, disegni  e contributi "filosofici" infantili. E molto altro ancora.
Per inciso bambini e filosofia  è un binario interessante e sempre più studiato! 
Potremo riparlarne...

Pubblicato da Annamaria
gatti54@yahoo.it
ill. a sinforosacastoro.blogspot.it. Papa Francesco

domenica 24 marzo 2013

Pinocchio. Parte 4°

Continua la meravigliosa storia del burattino più famoso del mondo: Pinocchio, raccontata da un bimbo di cinque anni.
Segue http://sinforosacastoro.blogspot.it/2013/03/pinocchio-iii-parte.html

«... L'Omino vende Pinocchio a un signore che aveva un circo e Pinocchio deve fare tante prove per fare lo spettacolo al circo. Poi, una sera, Pinocchio, che è un asino, mentre fa lo spettacolo si fa male alla zampa e allora non può più fare lo spettacolo.
Allora il signore lo vende a un signore che vuole farsi un tamburo e dice: "Io lo butto nel mare e poi quando è morto adopero la sua pelle per fare il tamburo".
Il signore lega Pinocchio con la corda, ma era l'asino, ma lui non lo sa, e lega anche una pietra e lo butta nel mare, così va in fondo e aspetta che l'asino muore. 
Ma nell'acqua Pinocchio ritorna un burattino e il signore dice: "Ma, come mai sei diventato un burattino?".
E Pinocchio dice: "Io sono un burattino, ero diventato un asino perché l'Omino mi ha portato nel Paese dei Balocchi". Ma il signore non capisce un bel niente.
Pinocchio incomincia a nuotare e chiede a un tonno se ha visto il suo papà. Il Tonno dice che forse è finito nella bocca del Pescecane.
E poi Pinocchio incontra il Pescecane che apre la sua boccona e mangia tutti i pesci e insieme ai pesci mangia anche Pinocchio.
Pinocchio va a finire nella pancia del Pescecane e trova il suo papà Geppetto.
Allora Geppetto è contentissimo e abbraccia Pinocchio e Pinocchio racconta tutto quello che gli è successo e poi dice: "Adesso usciamo dalla bocca del Pescecane".

"Ma io sono vecchio, come faccio?".
"Ti aiuto io" dice Pinocchio. "Quando il Pescecane dorme, tiene la bocca aperta perché non respira, perché ha l'alma, asma, sì, l'asma, e noi usciamo".
Pinocchio esce dalla bocca del pescecane con suo papà e incomincia a nuotare.






sabato 23 marzo 2013

Domenica delle Palme

Inizia la settimana più importante per i cristiani, quella che porterà alla Pasqua.
Ascoltiamo dalle parole dei bambini, osserviamo le loro immagini sul racconto evangelico: Lc 19,28-40.
«Gesù, con i suoi amici, va in una città, grande grande, che si chiama Gerusalemme. Tutta la gente è contenta e dice che lui è come un re e poi cantano e mettono per terra i loro mantelli, mentre lui passa su un asinello.
Però dei signori non sono contenti che tutti sono felici di Gesù... ».










sinforosa castoro

venerdì 22 marzo 2013

Ti aspetto

In questi giorni è morto un amico caro. È morto improvvisamente, lasciando sgomento e senso di vuoto in tutti noi che lo abbiamo conosciuto.
Era un uomo gentile, sorridente, sempre disponibile al dialogo, al confronto, all'aiuto concreto, alla condivisione fraterna e sincera.
Tornando dal lavoro parlavo col Signore:
«Perché Signore? Ci sono anziani, per non dire vecchi, allettati da mesi, da anni, con sondino naso-gastrico, in semi coscienza, che desidererebbero porre fine alle proprie sofferenze... Perché lui? Avrebbe potuto avere dinanzi ancora trenta, quarant'anni di vita...».
Il Signore mi ha risposto:
«Per me mille anni sono come il giorno di ieri che è passato».
«È vero Signore io sto qui a quantificare la vita, Tu, invece, sei per la qualità della vita. Lui era pronto per il cielo».
Lo sgomento, almeno in me, pian piano se n'è andato, il vuoto, lentamente, s'è colmato:
«Ciao amico mio, ci vediamo in cielo».
«Ciao Sinforosa, ti aspetto».




sinforosa castoro


giovedì 21 marzo 2013

"Sono Ciellino"

In questi giorni ho conversato un po' con un collega che, come me, insegna religione a scuola. Ebbene, quel collega mi ha espresso tutta la sua amarezza per l'elezione a Papa di Papa Francesco: «È troppo populista... Con i suoi gesti farà apparire la Chiesa come se fosse qualcosa dii misero... Io, poi che vengo da una cultura ciellina... ».
A parte che conosco ciellini felici per questa elezione.
A parte che prima di essere ciellini o del rinnovamento e quant'altro "siamo figli della chiesa" e proprio per questo non dovremmo neanche dire io sono di questo... di quello (Mi viene in mente la I° lettera di Paolo ai Corinzi al versetto 12: «Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "Io di Cefa", "E io di Cristo". Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi...»).
Devo confessare che questo genere di giudizi li trovo inopportuni - l'ho espresso al collega, con molta semplicità ma altrettanta chiarezza -, ma non perché non si possa esprimere la propria opinione, mancherebbe altro che tutti avessimo le stesse opinioni, ma perché  a prescindere dal giudizio personale, favorevole  o meno, il Papa, per un cristiano-cattolico-convinto, è un dono di Dio al suo popolo, nient'altro che questo. Quindi, se è un dono di Dio, devo solo accoglierlo.
Ogni Papa, almeno quelli che ho conosciuto io, ha apportato alla Chiesa benefici, doni immensi e inaspettati, parole e riflessioni sapienti, gesti e intenzioni ammirevoli.
Purtroppo noi cristiani ci accorgiamo di "queste grandezze" solamente quando un Papa muore o, come per Benedetto XVI, se ne va e spesso, noi cristiani, parliamo senza riflettere a fondo sulla Parola di Dio.







Dalla libera fantasia dei bambini



















 sinforosa castoro

mercoledì 20 marzo 2013

Blog?

Navigando un po' in rete ci si imbatte...
Mi piace pensare alla rete come a un immenso oceano dove scorrono correnti di acque cristalline e, si sa, purtroppo, anche acque inquinate.
Vedo pesci dai mille colori che nuotano solitari o in gruppi. Ne vedo di piccoli e senza pretese che potrebbero benissimo stare nei nostri acquari domestici, e altri, grandi, imponenti e possenti, che occuperebbero lo spazio di una casa intera.
Un mare di immagini e di parole scritte: uuuunnn... mareeeeeeeee... senza fine.
Mi domando, però, quanti di noi, che ogni giorno mettiamo in rete parole e immagini, sono in realtà in grado di "leggere" e "guardare" l'altro/l'altra attraverso le immagini e parole che pubblica? Non so voi ma io faccio una certa fatica ad arrivare al "cuore" di tutti e questo mi fa riflettere sul perché ho deciso di aprire un blog...
P.S. non voglio annoiarvi oltre, magari ne riparlerò, ne riparleremo, se volete. Buona giornata




sinforosa castoro

martedì 19 marzo 2013

Il papà più felice del mondo

La Festa del papà... A scuola abbiamo fatto di tutto e di più: conversazioni, domande, risposte e considerazioni. Abbiamo realizzato un piccolo dono, fatto disegni e ritratti e oggi molti bambini hanno detto a gran voce della contentezza del loro papà.
Un bambino in particolare mi ha detto: «Maestra, stamattina ho dato il pacchetto al papà».
«Cos'ha detto?».
«Mi ha detto... mi hai fatto diventare il papà più felice del mondo».
Non è meraviglioso? Basta così poco per far felice un papà e allora auguri a tutti i papà, soprattutto a quelli lontani dai propri figli. Penso anche al mio papà; era un grande papà, ve lo assicuro, una roccia, fino all'ultimo e allora... Ciao papà.




Ritratti di papà





















sinforosa castoro

lunedì 18 marzo 2013

San Giuseppe di Gesù

San Giuseppe uomo giusto,
tu che sei tanto vicino a Gesù,
perché del Figlio di Dio, in terra, gli eri papà,
ti preghiamo.
Affidiamo alle tue cure e premure
la Chiesa, il Papa e tutti i papà,
chi lavora e chi il lavoro non ha,
e chi, in questo giorno e in questa notte,
in cielo arriverà.


di sinforosa castoro

domenica 17 marzo 2013

Ti perdono

Anche oggi siamo invitati a riflettere su un Dio che non si stanca mai di perdonare, qualunque sia il nostro peccato.
Il perdono è un balsamo di cui tutti abbiamo bisogno.
E allora, riusciamo a perdonare chi ci ha offeso, fatto un torto, fatto soffrire? Ma ancor di più, riusciamo a perdonare noi stessi? Perché, se dobbiamo perdonare il fratello settanta volte sette, altrettanto dobbiamo farlo per noi, perdonarci, essere più misericordiosi con noi stessi e, senza falsi pudori, chiedere il perdono di Dio, continuamente. Lui ce lo concede sempre, se in noi c'è un vero desiderio di migliorare.
Raccontate, se volete, il vostro rapporto col perdono. 

sinforosa castoro

sabato 16 marzo 2013

La città

La città è proprio bella,
sempre sveglia e in movimento,
auto, tram, bus e moto,
bici, gente, passeggini,
carrozzelle e poi bambini.
Se c'è il sole brilla brilla,
con le nuvole, la pioggia,
con il buio e di notte
tu lo sai... lei sfavilla.
Luci grandi, piccoline,
da semafori e lampioni,
da negozi, da vetrine,
da casette e palazzoni.
Tutti corrono veloci,
sulle strade e i marciapiedi:
clacson, suoni, voci e rumori
la città ti parla al cuore.
Poi di sera, finalmente,
ognuno a casa tornerà,
la città, dalla finestra,
buonanotte canterà.



di sinforosa castoro

venerdì 15 marzo 2013

Papa Francesco

«Bambini, allora abbiamo il nuovo Papa?».
«Sììììì... Io l'ho visto alla tele».
«Io l'ho visto ieri sera».
«Io l'ho visto quando c'era chiaro, mio papà l'ha visto tutto».
«Usciva tutto il fumo dal camino (comignolo)».
«Alla mattina, però, era nero e poi era bianco».
«Suonavano tutte le campane... ».
«E poi c'era taaanta gente con tutti gli ombrelli... ».
«Sì, perché pioveva».
«Ne maestra che c'era come tutto il mondo?».
«È vero, il vostro amico ha ragione, in piazza c'erano tante persone che arrivavano da tutto il mondo».
«Io ho visto tutte le bandiere».
«C'era quella dell'Italia... ».
«Sì, ma ce n'erano tante, anche non quelle dell'Italia».
«E chi sa il nome del nuov Papa?».
«Francescooo».
«Come mio nonno».
«Anche un amico di mio papà si chiama Francesco».
«Anche il nostro compagno di classe si chiama Francesco, è verò?».
«Sììì».
«Vi ricordate quale Santo si chiamava Francesco?».
«Sì, quello che ha fatto diventare il lupo buono».
«Bravo, Davide».
«E che sapeva parlare con gli animali. Anche tu, ne, sai parlare con gli animali, ne maestra?».
«Un pochino».
«Allora, bambini, speriamo che Papa Francesco riesca a far diventare buoni tutte le persone del mondo, come San Francesco ha fatto diventar buono il lupo di Gubbio.
La piazza gremita di gente




Meravigliose rappresentazioni grafiche di bambini e bambine di cinque anni





Persone da tutto il mondo, in attesa
Eccolo, finalmente!

Papa Francesco saluta tutti.











L'Esultanza dei presenti.

















sinforosa castoro




giovedì 14 marzo 2013

Habemus Papam

Lo Spirito Santo ha stupito tutti.
Habemus Papam: Papa Francesco. In questo semplice nome tutto "un" programma di Pontificato.


sinforosa castoro

mercoledì 13 marzo 2013

Primavera verdolina

Primavera verdolina
ti ho cercato stamattina
tra le nuvole grigine
piene zeppe di goccine.
Poi la pioggia ti ha lavata
or l'erbetta è assai bagnata:
qua e là margheritine,
viole, primule piccine.

Qualche giorno e poi verrò,
col bel sol ti scalderò,
rondinelle e farfalline,
verdi grilli e formichine,
riempiranno il tuo giardino
piccolino, piccolino.
L'amico Inverno se ne andrà,
a me il posto lascerà



 di sinforosa castoro

martedì 12 marzo 2013

Extra Omnes

È un momento storico quello che stiamo vivendo in questo preciso istante, in realtà lo stiamo vivendo dal 11 Febbraio scorso, dal giorno in cui Benedetto XVI ha  annunciato al mondo il suo ritiro dal ministero petrino.
Hanno appena proclamato l'Extra Omnes: fuori tutti.
Il portone è stato chiuso e i cardinali sono in conclave: sotto chiave.
Oggi c'è bisogno solo di un silenzio-orante allo Spirito Santo affinché i Cardinali scelgano il successore di Pietro secondo il desiderio stesso di Gesù Cristo.
Non sentiamoci soli, siamo uniti nella preghiera a Benedetto decimosesto, a tutti i Vescovi, i sacerdoti, i missionari, i religiosi, le religiose e tutti i credenti in Cristo, del mondo intero, non dimentichiamolo mai.


sinforosa castoro

lunedì 11 marzo 2013

La bella cinesina

Tutti pronti, disposti in file o in cerchio.
Ci abbassiamo e mimiamo come se uscissimo da un meraviglioso vaso di porcellana.
Un braccio teso verso l'alto, come se avessimo in mano un ombrellino, l'altra mano piegata al fianco, e la gamba e il piedino sinistro che si sposta a ritmo a destra e a sinistra passando davanti alla gamba e il piedino fermo. Cambiamo braccio, gamba e piedino.
Forza, su:
Dentro un vaso
di porcellana
c'era dentro
una bella cinesina,
che danzava 
la danza americana
che danzava,
con l'ombrellin.
Cinesin pam pam.
Cinesin pam pam,
alabaiu, alabaiu, alabaia.
Cinesin pam pam.
Cinesin pam pam,
alabaiu, alabaiu, alabaia.















sinforosa castoro

domenica 10 marzo 2013

Padre ho peccato

Il Vangelo della IV° domenica di Quaresima, la domenica della gioia, ci presenta una "famosa" parabola, quella del Figliol prodigo o più correttamente quella del Padre Misericordioso.
Il tema del perdono difficilmente lo associamo alla gioia e invece chi, come me del resto, ha sperimentato più volte nella vita la grazia del perdono, del ritorno alla casa del Padre, sa quanta gioia procura l'essere-il sentirsi perdonati da un Dio che è anzitutto un Padre.
Nella parabola, per ben nove volte ricorre la parola padre e, per paradosso, per ben cinque volte è pronunciata dal figlio minore, quello "scapestrato", quello che ha vissuto da dissoluto sperperando la fortuna del padre, mentre il figlio maggiore, quello che ha sempre obbedito a ogni comando del padre - viene da pensare per dovere e non per amore - non nomina mai la parola padre; il rapporto che ha col padre è più di sudditanza, di servilismo che filiale.
Sappiamo tutti come si conclude la parabola: il figlio che, pentito, ritorna, il padre che gli va incontro, lo perdona e gli fa festa, e il fratello che non capisce il motivo di si tanta gioia.
Il Padre, da parte sua, ama senza chiedere nulla in cambio: ama il figlio perduto e ritrovato e il figlio che, nonostante condivida tutto di lui, non lo ama come dovrebbe amare un figlio.
Mamme, papà, cerchiamo di amare i nostri figli, soprattutto quando, grandi, prendono la loro strada, come quel Padre.
E tutti noi che siamo "dentro" la Chiesa, condividendo in tutto e per tutto l'amore di Dio, cerchiamo di "esserci" come figli, per amore e non per dovere; abbiamo l'umiltà del secondogenito nel  riconoscerci  sempre bisognosi del Suo perdono.
Coloritura di una scheda riguardante i Sacramenti: il Sacramente del Perdono. G. B. anni 5
Buona Domenica
sinforosa castoro

sabato 9 marzo 2013

Auguri maestra

«Maestra, auguri».
«Grazie, tesoro».
«Oggi, mi ha detto mia mamma che è... il compleanno di tutte le donne».
«Non è il compleanno, è la festa di tutte le donne».
Riflette un attimo e poi mi chiede: «E quando c'è quella degli uomini?».
Interviene un amico: «Sempre, me l'ha detto mio papà!».
«Ogni giorno è la festa delle donne e degli uomini, bisogna, però, andare d'accordo, tutti, papà e mamma e cercare di non litigare, mai».
«Mio papà ha fatto piangere mia mamma».
«Anche mio papà, le ha detto che il padrone della casa è lui e lei è andata in camera e piangeva».
«Invece mia mamma e mio papà, quando mangiamo, gridano sempre e io mangio e mi chiudo le orecchie».
«Anche mio papà e mia mamma urlano sempre e io vado di là».
«Mia mamma e mio papà, invece, no, non litigano, però mia mamma dice sempre che mio papà è servito e riverito».
«Maestra, sai che mia mamma aspetta un bambino?».
«Ohhh! Bambini, finalmente una bella notizia, avete sentito? Il vostro compagno avrà un fratellino o una sorellina, non è bello?».
«Siii!!!».
«Io... io lo voglio anch'io, ma mia mamma non lo fa mai!».
«Vedrai che magari nasce anche a te».




  sinforosa castoro
                                       

venerdì 8 marzo 2013

Donne. 8 marzo

Fermiamoci un attimo a riflettere e pensare alla moltitudine di donne che ci hanno preceduto e che sono state la spina dorsale di società in lotta fra loro, in guerre infinite e loro, le donne, sempre lì, forti e piene di energia a mandare avanti la famiglia - magari da sole -, la società, a essere davvero, a modo loro, in prima linea. Eppure, sui libri di storia se ne parla poco di questa moltitudine di anonime donne, senza le quali non avremmo ciò che ora abbiamo, non saremmo ciò che ora siamo. Erano donne straordinarie, tutte d'un pezzo, incrollabili, di valore, non tanto per l'immagine quanto per i contenuti, che trasparivano dal loro modo di affrontare la sfida del vivere, la famiglia, l'educazione dei figli, il lavoro, il dolore, la prova, la sofferenza. Prendiamole a esempio, donne e uomini.
È corsa molta acqua sotto i ponti e siamo approdati al "68".
Poi è arrivato il "77", anno di svolta in cui le donne si erano finalmente liberate dall'idea di compiacere a ogni costo il maschio liberandosi dagli schemi che le voleva "in un certo modo, a ogni costo", mantenendo tuttavia quell'aurea meravigliosa di femminilità spogliata di tutto il superfluo .
Poi, chissà perché, dopo quella data, pian piano, ma, inesorabilmente, si sono fatti passi indietro, come i gamberi.
Oddio, la donna è di nuovo schiava di quell'idea? La donna si è involgarita come il peggiore degli uomini? Altrimenti non mi spiego certi linguaggi e atteggiamenti di ragazzine dodicenni con i loro compagni all'uscita dalla scuola o le richieste di tante adolescenti di voler diventare come questa o quella cantante.
Donne, nonne, mamme, signorine, ragazze, bambine, riprendiamoci i nostri valori, che non sono di fatto quelli di calcare una certa immagine o di diventare il più possibile simili ai maschi.
I nostri valori sono soprattutto di testa, di sentimenti, di emozioni, di donazione, generosità, intelligenza, prudenza, creatività, dello spendersi per l'altro; non per niente il Creatore ha designato noi a generare la vita, noi che siamo forti, tenaci e tenere nello stesso tempo, rocce sicure sulle quali fondare la famiglia, la società, solo se lo vogliamo, però.
















sinforosa castoro