La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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giovedì 23 novembre 2017

Soddisfazioni

Lui è stato uno dei primi bambini stranieri che ho avuto in classe, arrivava dal Marocco ed era un bellissimo bambino con due occhi che sembravano due marroni. Mamma e papà sempre disponibili, cordiali e gentili.
L'altro giorno, dopo anni, li incontro. La mamma mi abbraccia e mi dice, nel suo italiano ancora incerto nonostante gli anni passati, che lui, il bambino ormai diciannovenne, parla ancora di me, della scuola e dai sorrisi di questa mamma col velo comprendo che il ricordo è un bel ricordo. Anch'io le dico che ho bene in mente suo figlio e anche per me il ricordo è un ricordo bello. Il papà, più padrone della nostra lingua, mi aggiorna sul figlio: dopo il liceo scientifico adesso è a Parigi per perfezionare gli studi. Ci si saluta cordialmente, io inforco la mia bici e me ne vado gongolante e sorridente, chissà magari i passanti mi prendono per matta, loro non sanno che queste sono le vere soddisfazioni per una maestra.


sinforosa castoro

mercoledì 22 novembre 2017

Compleanno con Bob Marley. Redemption song

Per il compleanno del mio blogghino, che oggi compie cinque anni, cinque anni di impegno, nuove conoscenze, nuove letture, nuovi amici, molti dei quali purtroppo persi durante il cammino, ma subito rimpiazzati da altri - è il bello di questa immensa piazza virtuale -, un pezzo ancora così attuale del grande Bob Marley e un auspicio per il nostro mondo.
Redemption song



Grazie a tutti voi, lettori, che siete la necessaria spinta per mandare avanti questo progetto iniziato cinque anni fa. 
Grazie di cuore a ciascuno di voi.

sinforosa castoro

martedì 21 novembre 2017

La scuola dovrebbe fare qualcosa

 Bullismo?
 "Eh, ma la scuola dovrebbe fare qualcosa..."

  Discriminazioni?
"Eh, ma la scuola dovrebbe fare qualcosa..."


Ultras allo stadio?
"Eh, ma la scuola dovrebbe fare qualcosa..."


Violenza sulle donne?
"Eh, ma la scuola dovrebbe fare qualcosa... "


 Bambini sfruttati?
"Eh, ma la scuola dovrebbe fare qualcosa... "

Mancanza di senso civico?
"Eh, ma a scuola dovrebbe fare qualcosa... "










... E si potrebbe andare avanti all'infinito.

Premesso che la scuola fa e fa tanto, per non dire tantissimo, forse voi non lo sapete ma questa è la verità, una domanda la faccio anch'io: "Ma, voi, famiglie, che cavolo fate?". Scusate il tono ma, voglio dire, i figli prima di essere "della scuola" sono vostri.
Sono i vostri figli, per sempre, anche quando non andranno più a scuola.
Siete voi i primi educatori.
Voi i primi ad ascoltarli, rassicurarli.
Voi i primi a dover insegnare a discernere il bene dal male.
Voi i primi a insegnare loro a leggere e ad avere un giudizio critico sulla storia.
Voi i primi a insegnare le regole del vivere civile.
Voi i primi a non accontentare ogni loro capriccio "perchè così è più facile-semplice".
Voi i primi a dover dare l'esempio.

Nella scuola ci staranno tanti anni, è vero, passeranno di maesra in maesra, di professore in professore, ma saranno sempre e solo i vostri figli e quindi datevi una mossa.
Grazie.


 sinforosa castoro
n.b. Tutte le immagini prese dalla rete

lunedì 20 novembre 2017

Sfida 23 Novembre

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).

Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in tre parole con tema Novembre
Questi sono i miei. Quali preferite?


Amplesso di colori
Mescolanze di sapori
Incorporee assenze presenti


sinforosa castoro 
Vai a leggere anche la Sfida 22 e partecipa 




domenica 19 novembre 2017

A chi non ha sarà tolto anche quello che ha

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”». Mt 25,14-30

  •  Il Signore risponde molto duramente a quel servo che ha conservato il talento avuto in dono, ma cos’è che ha dato fastidio al Signore? È quel peccato molto attuale oggigiorno, come in ogni tempo, ed è quel peccato che tocca tutti, forse ancor più i  credenti, è il peccato di omissione.
  •  Il messaggio di oggi è chiaro. Non basta non fare il male, bisogna fare il bene, è necessario far fruttare i talenti che il Signore ci ha donato e che ha donato a tutti.
E quali sono i desideri del Signore?
.Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Mt 2,40
  • I poveri, nella carne, nella mente e nello spirito, sono i destinatari dei nostri personali talenti. Non possiamo dire che non ci riguarda, che è colpa della società, degli altri, della politica, eccetera e con queste motivazioni venirne fuori e rimanere nell’indifferenza, questo non è gradito al Signore, che non ci vuole paurosi amministratori, ma figli. 
  • Non è sufficiente quindi non peccare e osservare scrupolosamente le “regole”, è necessario spenderci per i poveri nei quali vive il Signore.
Siamo tutti mendicanti dell'Essenziale, di Dio, che dà senso alla vita.
Nella logica di Dio non è saggio investire in realtà che sciameranno, moriranno. Tutto ciò che investiremo nell'amore, al contrario, resterà. Tutto passa, non si dimentichi. Al contrario, l'amore seminato lungo questa unica e insostituibile vita che ci è donata resterà, per l'eternità.



sinforosa castoro

sabato 18 novembre 2017

Adele. Rolling in the deep

In questo sabato di metà novembre vi lascio con questo pezzo
 


There's a fire starting in my heart
Reaching a fever pitch, and it's bringing me out the dark
Finally, I can see you crystal clear
Go ahead and sell me out, and I'll lay your ship bare
See how I'll leave with every piece of you
Don't underestimate the things that I will do
There's a fire starting in my heart
Reaching a fever pitch, and it's bringing me out the dark
The scars of your love remind me of us
They keep me thinking that we almost had it all
The scars of your love, they leave me breathless
I can't help feeling
We could have had it all
(You're gonna wish you never had met me)
Rolling in the deep
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
You had my heart inside of your hand
(You're gonna wish you never had met me)
And you played it to the beat
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
Baby, I have no story to be told
But I've heard one on you
Now I'm gonna make your head burn
Think of me in the depths of your despair
Make a home down there
As mine sure won't be shared
(You're gonna wish you never had met me)
The scars of your love remind me of us
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
They keep me thinking that we almost had it all
(You're gonna wish you never had met me)
The scars of your love, they leave me breathless
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
I can't help feeling
We could have had it all
(You're gonna wish you never had met me)
Rolling in the deep
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
You had my heart inside of your hand
(You're gonna wish you never had met me)
And you played it to the beat
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
Could have had it all
Rolling in the deep
You had my heart inside of your hand
But you played it with a beating
Throw your soul through every open door
Count your blessings to find what you look for
Turn my sorrow into treasured gold
You'll pay me back in kind and reap just what you sow
(You're gonna wish you never had met me)
We could have had it all
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
We could have had it all
(You're gonna wish you never had met me)
It all, it all, it all
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
We could have had it all
(You're gonna wish you never had met me)
Rolling in the deep
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
You had my heart inside of your hand
(You're gonna wish you never had met me)
And you played it to the beat
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
We could have had it all
(You're gonna wish you never had met me)
Rolling in the deep
(Tears are gonna fall, rolling in the deep)
You had my heart inside of your hand
(You're gonna wish you never had met me)
But you played it
You played it [x2]
You played it to the beat

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C'è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio
Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue cavolate allo scoperto
Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò
C'è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio
Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito
Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso
Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito
Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato
Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto...
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato, giocato, giocato
con il suo battito

sinforosa castoro

venerdì 17 novembre 2017

Maestra...

"Maestra, sono gli uccelli che volano via perchè c'è il vento e loro adesso hanno un po' freddino".


"Maestra, guarda che bello!"


"Maestra, ci sono tutti i ricci e dentro poi ci sono le castagnre, poi mia mamma le fa bollire..."


sinforosa castoro

giovedì 16 novembre 2017

Babbo Natale di tutti i colori

Una collega della Primaria, Anna, a cui va il mio grazie, mi chiede urgentemente la canzone che avevo pubblicato, solo il testo, il 19 dicembre 2012.
In un commento al post di allora mi aveva contattato l'autore della canzone a cui va il grazie di tutte noi maestre, perché è una bellissima canzone cantata ormai da centinaia di bambini in ogni parte d'Italia. In quell'occasione, 16 novembre 2016, l'autore, Mario Piatti, nel suo commento, indicava anche il link per ascoltare la musica originale.
Cara Collega, avevo registrato in un video col telefono tutta la canzone ma il video era troppo pesante e non si riusciva a caricare nel blog sicché ho cantato solamente due strofe.  Da queste puoi capire e imparare la canzone come la so io. Preciso che le ultime due strofe non sono dell'autore ma mie, Mario Piatti mi perdonerà, ne sono sicura.
A te, maestra Anna, e a tutti i tuoi alunni buona festa di Natale.


Babbo Natale vestito di bianco
porta i tuoi doni a chi è forte a chi è stanco,
porta i tuoi doni
che son sempre veri,
Babbo Natale di oggi e di ieri.
   Rit. Tanti auguri a tutto il mondo
         tanti auguri con un girotondo.
Babbo Natale vestito di giallo
porta i tuoi doni a chi è brutto a chi è bello,
porta i tuoi doni a grandi e piccini,
Babbo Natale che ami i bambini.
    Rit.
Babbo Natale vestito di rosso
 porta i tuoi doni con un cesto grosso,
porta i tuoi doni a tutta la terra,
Babbo Natale che non vuoi la guerra.
   Rit.
Babbo Natale vestito di verde
porta i tuoi doni a chi vince a chi perde,
porta i tuoi doni a chi parla a chi tace,
Babbo Natale che ami la pace.
   Rit.
Babbo Natale vestito di blu
porta i tuoi doni a chi vuoi tu,
porta i tuoi doni a chi è dentro a chi è fuori,
Babbo Natale che ami i colori.
   Rit.
Babbo Natale vestito di viola
porta i tuoi doni con una carriola,
porta i tuoi doni ai lontani e ai vicini,
Babbo Natale che fai sognare i bambini.
   Rit.
Babbo Natale vestito di nero
porta i tuoi doni dal cielo nero,
porta i tuoi doni nella notte Santa,
Babbo Natale che poi vai in vacanza.
   Rit.



sinforosa castoro

mercoledì 15 novembre 2017

Di post in post

In questi giorni in cui le immagini dei media ci mostrano persone che vengono vendute all'asta come fossero bestie, immagini che richiamano alla mente antichi mostruosi ricordi di una storia che non sembra ancora passata, il commento di Maris a questo post mi sembra il più esauriente possibie.
Grazie Maris per questa tua bella riflessione che sottoscrivo appieno a cui aggiungerei solo che fra venti, trent'anni sono convinta che anche queste remore cadranno.
Con questo penso che si possa ritenere concluso un argomento che si è rincorso di post in post. 
Grazie a tutti.
 .............................
Cara Sinforosa, ho letto ciò che hanno scritto nei commenti precedenti e percepisco quel timore che ho in cuore io stessa: cioè la grande differenza dettata dalla fede religiosa.
Non si tratta di colore della pelle o di usanze e tradizioni in generale. Quelle diversità lì sono un'occasione per fare esperienze nuove, conoscere, far tesoro di ciò che c'è di nuovo e inusuale per noi in ogni singola nazione dello stesso continente o in ogni razza se si parla di altri continenti.
Purtroppo ci sono cose legate al credo religoso, invece, che sono totalmente fuori dall'ottica di chi ha a cuore anche solo i più basilari diritti civili e umani. Gli estremismi in genere (non solo in campo religoso) mi fanno paura. E c'è poco da fare: gli integralisti islamici sono quelli che spaventano di più. Credo che ci siano musulmani che sono ottime persone, non tutti sono estremisti è ovvio. Ma di fondo la mentalità è davvero troppo lontana da quella che possiamo accettare o che almeno io sento che potrei accettare, sia in prima persona sia come madre.
Ti dirò comunque che se per assurdo non fossi già sposata e dovessi scegliere io se formare una coppia con un musulmano forse potrei valutare la cosa, perchè starei scegliendo per me stessa, ma sento che se capitasse a uno dei miei figli (specie la femminuccia) avrei cento volte più difficoltà ad accettarlo perchè non vorrei mai accadesse loro di trovarsi in una situazione così complicata e delicata.
Lo scambio interculturale e anche interreligoso sento che sia possibile molto più a livello di amicizia, perchè non implica un coinvolgimento totale come nel caso di matrimonio o convivenza che sia.
Comprendo che l'apertura è necessaria perchè il mondo sta cambiando e i confini si fanno sempre più labili, quindi è giusto dare e avere possibilità di viaggiare, lavorare, vivere esperienze di scambio su più piani. Ma per l'unione di due persone, per la formazione di una famiglia è tutto molto molto più complicato.
L'amore non ha un solo colore della pelle, questo lo so e lo credo: ma se oltre al colore è diversa anche l'idea di libertà, reciproco rispetto e uguale dignità tra uomo e donna dettata da cultura e religione, allora no...non vedo possibilità.
Spero di aver reso l'idea di ciò che ho in cuore sull'argomento, non è facile mettere su carta sensazioni e pensieri con tante sfumature. Il rischio di fare discriminazione è dietro l'angolo, lo so e mi rattrista perchè non voglio farlo. Ma i timori ci sono, ecco. Perdona la lunghezza del commento, davvero eccessiva.
Un caro saluto, buona giornata.



sinforosa castoro

martedì 14 novembre 2017

Considerazioni

Cari lettori, il post di ieri deve avervi spaventato a morte, forse era troppo diretto, troppo impegnativo, troppo lontano dalle votre realtà, troppo rischioso anche solo parlarne o pensarlo, insomma, troppo.
Il post ha avuto tante visualizzazioni, tante, tuttavia nessuno ha osato commentare. Be', io mi sono fatta un'idea del perché di questa omissione di commenti, ma vorrei sbagliarmi. Per questo motivo sono ancora più grata a Vincenzo, che ha espresso chiaramente il suo pensiero, e ad Arwen a cui va altrettanta gratitudine per aver avuto il coraggio di dire apertamente come la pensa. Sarebbe stato bello condividere maggiormente questa tematica così attuale, e che sarà la realtà dei prossini anni, ma forse si rischia meno a non farne cenno.

sinforosa castoro

lunedì 13 novembre 2017

Coppie miste

Vi ricordate questo post? Ebbene, rileggendolo e rileggendo i commenti di voi lettori mi sono sorte domande.
Vi leghereste a una persona di una diversa nazione, fede, cultura? Se sì perché? Se no perché? Avreste preferenze?
Sareste contenti se un vostro figlio/a dovesse accompagnarsi, sposarsi... con una persona di diversa nazione, fede, cultura? Se sì perché? Se no perché? In tal caso avreste preferenze?
A voi la parola.




sinforosa castoro

domenica 12 novembre 2017

Vergine della notte


VERGINE DELLA NOTTE
Santa Maria, Vergine della notte, 
noi t’imploriamo di starci vicino 
quando incombe il dolore, irrompe la prova, 
sibila il vento della disperazione, 
o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte. 
Liberaci dai brividi delle tenebre. 
Nell’ora del nostro calvario, 
Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole, 
stendi il tuo manto su di noi,
sicché, fasciati dal tuo respiro, 
ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà. 
Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati. 
Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo. 
Preserva da ogni male i nostri cari 
che faticano in terre lontane e conforta, 
col baleno struggente degli occhi, 
chi ha perso la fiducia nella vita. 
Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat, 
e annuncia straripamenti di giustizia 
a tutti gli oppressi della terra. 
Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi 
le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.
E sveglieremo insieme l’aurora. 
Così sia.
Mons. Tonino Bello


sinforosa castoro

venerdì 10 novembre 2017

Ti ho visto

«Maestra, ne che ti ho visto?».
«Sì? Dove mi hai visto, al supermercato?».
«Ma no, lì ti ho visto quando c'era mia mamma, ti ho visto con mio papà».
«Vuoi dire che mi hai visto quando eri col papà?».
«Sì. Ti ho visto in chiesa».
«È vero, ci siamo viste, a messa, e tu cantavi proprio bene. Vai sempre a messa col papà?».
«Sì e mi compera il libro delle principesse».
«Ho visto che l'avevi in mano, ma, ascolta, sai tutte le canzoni della messa?».
«Sì, sì, le so tutte» e scappa via a giocare.






sinforosa castoro

giovedì 9 novembre 2017

Novembre poverino

Lui è un mese, poverino,
che per tanti è assai bruttino.
Nei suoi giorni bui e brevi
pioggia
nebbia 
e anche nevi.
Niente erbe verdoline 
niente rose profumate
solo terra funghi muschi mille foglie colorate.
Niente rosse fragoline
niente frutti prelibati
solo ricci di castagne dolci cachi aranciati.
Questo mese, poverino,
che per tanti è assai bruttino,
 fa di nome Novembre
il penultimo dell'anno
ci accompagna lemme lemme
verso il mitico Dicembre.
 di sinforosa castoro

mercoledì 8 novembre 2017

Parole legate 11. Novembre

Novembre buio
buio lampioni
lampioni luce
luce finestre
finestre casa
casa famiglia
famiglia calore
calore cena
cena tavolo
tavolo legno
legno alberi
alberi viali
viali foglie
foglie terra
terra umido
umido nebbie
nebbie ombre
ombre mistero
mistero novembre
novembre buio...



sinforosa castoro
Vai ad altre Parole legate

martedì 7 novembre 2017

Fate-principesse

Guardate la bellezza di queste creazioi realizzate con un po' di cartoncino, pennarelli, porporina, tulle, forbici a punta tonda e tanta, tanta fantasia, creatività e abilità di una bimba di nome Daniela.
Brava Daniela, le tue Fate-principesse sono spettacolari.



sinforosa castoro

lunedì 6 novembre 2017

Scatti 17

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.



sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

domenica 5 novembre 2017

La danza delle foglie

Il sole non riscalda più
non cantano gli uccelli
le rondini già vanno via
il sole non c'è più
e soffia un venticello
e piangono le nuvole
dall'albero del mio giardin
le foglie cadon giù
e rosse e gialle 
mi sembrano farfalle
cadute dai rami la danza poi faran.
La la 
la la 
la la larallallala.

Andiamo su in montagna
a coglier le castagne
i ricci a mille cadon giù 
o che felicità  
e soffia un venticello
e piangono le nuvole
dall'albero del mio giardin
le foglie cadon giù
e rosse e gialle 
mi sembrano farfalle
cadute dai rami la danza poi faran
la la 
la la 
la la larallallala.

sinforosa castoro

venerdì 3 novembre 2017

San Clemente I

Clemente, chiamato anche Clemente da Roma o Clemens Romanus, è il terzo papa della Chiesa cattolica dopo Pietro. Il suo pontificato dura dal 88 al 97. Clemente è un grande conoscitore delle Sacre Scritture ed è sua una Lettera alla Chiesa di Corinto nella quale esorta i corinzi alla concordia e alla fraternità come insegnato nel Vangelo. Di lui si rammenta la pazienza con cui sopportò le persecuzioni dei cristiani. La leggenda narra che subì la persecuzione di Nerva e fu costretto all'esilio in Crimea dove fu ucciso per annegamento, gli storici, tuttavia, non confermano questa storia. Di sicuro morì nel 101 e in suo onore fu edificata la Basilica di san Clemente al Clelio.
La sua memoria liturgica si celebra il 23 novembre


 sinforosa castoro

giovedì 2 novembre 2017

Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole rtutta la vita per imparare a morire. Lucio Anneo Seneca

In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. Albus Silente in Harry Potter e la pietra filosofale. J.K. Rowling



sinforosa castoro

mercoledì 1 novembre 2017

Ognissanti

... E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua... Ap 7,4; 9.

La nostra meta non è la tomba o il nulla, bensì tutto questo.


sinforosa castoro

martedì 31 ottobre 2017

La maestra più carina che c'era in tutta la scuola, la mia maestra

Oggi avevo in mente un post su halloween: storia, usanze, ricette e invece... Invece il commento di un caro lettore, il poliedrico e un poco folle (mi perdonerà) Vincenzo Iacoponi autore di un bellissimo blog che vi invito a visitare, mi ha fatto cambiare idea. Il suo commento al post di ieri è così bello, sincero, diretto che mi ha fatto un piacere immenso e con me, scommetto, tutte le maestre che avranno la fortuna di leggerlo. Le sue parole sono davvero vere per la stragrande maggioranza di noi maestre e dei nostri ex-alunni, ex-alunne, perché l'affetto, l'amore che si instaura fra maestra e bambino/a è autentico e come tale attraversa il tempo.
Potrebbe diventare un Manifesto intitolato: Le Maestre dell'infanzia.
Grazie mille, Vincenzo, anche a nome di tutte le maestre del mondo

"Invidio te, Sinfo, come invidiai mia cognata e adesso mia figlia e le mie due nipoti. Perché fate il mestiere più bello del mondo. Educatrici di marmocchi. Poi i marmocchi crescono, diventano uomini e donne, le maestre invecchino, ma i marmocchi quando capita loro di incontrare la maestra tornano bambini innocenti per quell'attimo, quei cinque minuti che sempre vorrebbero prolungare all'infinito. Ho visto la mia maestra cogli occhi lucidi mentre mi guardava grande e grosso come ero diventato ed io la vedevo ancora così giovane e carinissima "la maestra più carina che c'era in tutta la scuola", la mia maestra.
Non sono potuto andare ad accompagnarla nel suo ultimo viaggio, ma quando vado a casa porto sempre un mazzetto di fiori sul suo ultimo indirizzo.
È ancora carina adesso dentro di me
". Iacoponi Vincenzo




sinforosa castoro



lunedì 30 ottobre 2017

Halloween

Tempo di halloween e allora, dopo aver cantato e ballato, i bambini "grandi"...
  • Disegno fantasmi, zucche intagliate
  • Ritaglio a striscioline un pezzetto di carta crespa marrone
  • Avvlogo bacchette di legno con la strisciolina ritagliata e la incollo
  • Incollo la zucca, il fantasma e il gioco è fatto: la zucca, il fantasma di halloween





sinforosa castoro

domenica 29 ottobre 2017

Racconti di un pellegrino russo III° racconto

Terzo racconto

Dopo aver percorso sulla strada maestra una cinquantina di verste, decisi di voltare per un sentiero così da trovare più solitudine e luoghi più adatti alla lettura. Camminai a lungo attraverso i boschi e raramente mi capitava di attraversare un piccolo villaggio. A volte mi fermavo un giorno intero sotto gli alberi per leggere con ogni impegno la Filocalia da cui traevo molte e vaste conoscenze. Leggevo anche la Bibbia e sentivo di cominciare a comprenderla più chiaramente, mentre prima molti passi mi apparivano incomprensibili. Per molto tempo proseguii così il mio cammino. Alla fine capitai in una regione tanto deserta che per tre giorni non incontrai neppure un villaggio. Il mio pane secco era terminato e mi sentivo sul punto di morire di fame. Cominciai a pregare con tutte le mie forze e mi affidai alla volontà di Dio. Avevo percorso un tratto di strada che costeggiava una immensa foresta, quando vidi sbucare un cane da guardia che dopo avermi gironzolato attorno, tornò verso la foresta per lo stesso sentiero dal quale era giunto. Lo seguii e poco dopo spuntò fra gli alberi un contadino magro e pallido, di mezza età. Era il guardaboschi e doveva sorvegliare quella foresta che era stata venduta per essere tagliata. Cominciammo a conversare amichevolmente, poi mi invitò nella sua capanna e dopo avermi dato del pane e del sale, mi disse che, se volevo fermarmi, c'era poco lontano una vecchia capanna, un po' malconcia, ma d'estate ci si poteva vivere. «Il passaporto ce l'hai, vero? - disse -. Il pane basta per entrambi, me ne portano dal mio villaggio ogni settimana. E il ruscello non si prosciuga mai. Anch'io, fratello, da dieci anni prendo soltanto pane e acqua. Ma in autunno, quando i contadini avranno terminato il lavoro dei campi, verranno qui circa duecento uomini a tagliare il bosco. Allora anche tu dovrai andartene».

Avevo inaspettatamente trovato quello che desideravo e cioè un posto in cui fermarmi per leggere attentamente, nel silenzio e nella pace, la Filocalia. All'autunno mancavano ancora quattro mesi: potevo utilizzare tutto quel tempo nell'esercizio della preghiera e della lettura. Lietamente rimasi, dunque, e vissi nella vecchia capanna per tutto quel periodo. Conversai ancora molto con quel mio fratello semplice e ospitale, ed egli cominciò a raccontarmi della sua vita e dei suoi pensieri. «Nel mio villaggio - disse, avevo un buon mestiere: tingevo i tessuti e vivevo abbastanza bene, sebbene non senza peccati: ero spesso disonesto nel commercio, giuravo il falso, imprecavo volgarmente, mi ubriacavo e attaccavo briga. Viveva nel nostro villaggio un anziano lettore di chiesa che aveva un libretto antico e terribile sul Giudizio Universale. Andava di casa in casa a leggerne dei brani e ne ricavava qualche soldo. Veniva anche da me. Di solito gli si davano dieci copeche e quello restava a leggere fino al canto del gallo. Io ero solito ascoltarlo mentre continuavo il mio lavoro. Lo udivo leggere dei tormenti che ci attendono alI'inferno, della risurrezione dei morti, del giudizio di Dio. Una volta, udendo queste cose, fui colto dal terrore e pensai che a me questi tormenti non sarebbero certo stati risparmiati. Pensa e ripensa, alla fine decisi di abbandonare il mio mestiere. Vendetti la casa e, poiché ero solo, venni a fare il guardaboschi in cambio di pane, abiti e qualche cero da accendere durante le orazioni. Vivo così da oltre dieci anni. Mangio una volta sola al giorno: pane e acqua. Mi alzo al canto del gallo e prego fino all'alba davanti alle icone. Non bestemmio, non bevo né vino né birra e non litigo con nessuno; di donne e ragazze ho sempre fatto a meno. All'inizio ero contento di vivere così, poi sono stato assalito da una turba di pensieri dai quali non riesco a liberarmi. Questa vita è dura. Sarà poi vero quel che è scritto nel Vangelo? Come farà un morto a risorgere? Di un uomo che sia morto da cent'anni non resta neppure una manciata di polvere. E chi sa se c'è o non c'è l'inferno? Nessuno è tornato dalI'altro mondo; si sa soltanto che quando uno muore marcisce e si dissolve. Forse quel libro fu scritto dai preti e dai padroni per spaventare gli ignoranti come noi e tenerci sottomessi. Tu vivi di stenti su questa terra, senza nessun conforto, e magari poi nell'aldilà non c'è niente. E allora non sarebbe meglio vivere la propria vita con qualche agio e più allegria? Questi pensieri mi ossessionano e non so come liberarmene». 

Lo ascoltavo, pieno di pietà. Poi gli dissi: «Per quanto tu sottoponga il tuo corpo a fatiche e penitenze, se non avrai sempre Dio nella mente e la Preghiera di Gesù nel cuore, non avrai mai la pace e sarai sempre in balia delle tentazioni e dei dubbi. Esercitati, fratello, a recitare la Preghiera di Gesù; ti sarà facile, in questa solitudine e ne vedrai presto l'efficacia. Non ti verranno più pensieri cattivi, conoscerai la vera fede. Capirai allora come i morti risorgeranno e il terribile Giudizio Universale ti apparirà nella sua vera luce». 
Trascorsi cinque mesi di solitudine e di orazione, colmi di beatitudine, e mi abituai talmente alla Preghiera di Gesù che la ripetevo senza interruzione. Alla fine mi accorsi che essa si generava ormai da sé, senza alcun intervento da parte mia, nel profondo della mia mente e del mio cuore, non solo mentre vegliavo ma anche mentre dormivo, senza interruzioni, qualsiasi cosa facessi. Giunse il tempo del taglio del bosco. Gli uomini cominciarono ad affluire e io dovetti lasciare la mia silenziosa dimora. Ringraziato il guardaboschi, misi i libri nella bisaccia e ripresi il mio solitario cammino. 
 AUTORE ANONIMO



sinforosa castoro
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sabato 28 ottobre 2017

Parole legate10. Ottobre

Ottobre autunno
autunno viali
viali alberi
alberi foglie 
foglie colori
colori dipinti
dipinti quadri
quadri opere
opere musica 
musica sinfonia
sinfonia magia
magia halloween
halloween defunti
defunti santi
santi cielo
cielo nembi
nembi pioggia
pioggia nebbia
nebbia fascino
fascino ottobre
ottobre autunno...

  
sinforosa castoro

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venerdì 27 ottobre 2017

Diavolo e dintorni

Conversazione registrata tanti anni fa. Si noti quanto i bambini di allora sapessero conversare fra di loro e quanta fantasia adoperassero per esprimere le loro emozioni. L'insegnate, la sottoscritta, fa solamente brevissimi interventi. Ascoltateli, ne vale la pena. Era una mattina e all'improviso i bambini furono interrotti nei loro giochi da un lampo e un tuono improvvisi.

Danilo: «È venuto il lampo».
Graziano: «Il lampo è il diavolo».
Giuseppe: «Anche per me».
Pierpaolo «Il diavolo c'è».
   Io: «Ma è il lampo?».
Pierpaolo: No è... niente».
   Io: «Ah, allora non c'è?».
Pierpaolo: «Non c'è».
Danilo: «Il diavolo è un uomo perché è in piedi, però ha la coda lunga, è nero e rosso, ha le corna in giù, la coda è tutta nera, dopo il diavolo dice a Gesù "Vai giù", ma Gesù non ha le ali».
   Io: «Perchè, il diavolo ha le ali?».
Danilo: «Sì, il diavolo ha le ali, verde chiaro».
Michele: «A me non piace il diavolo con le ali verde chiaro».
Danilo: «Ho incontrato il diavolo in macchina...».
   Io «Danilo, come fai a sapere che il diavolo ha e ali ed è nero e rosso?».
Danilo: «Ma c'è sul libro, no! Di mia nonna e Gesù non vola».
   Io: «Il libro di tua nonna?».
Danilo: «Sì, e io l'ho incontrato».
   Io: «Vorrai dire che lo hai sognato».
Danilo: «Ma no, l'ho visto a Milano quando ero andato con la zia Marcella, era in macchina... ».
   Io: «Il diavolo in macchina?».
Danilo: «Nooo, lui era a piedi e non ci poteva mangiare, ho visto anche una bella balena sul camion, pesava dieci quintali, era bella bianca».
Michele: «Ma va, il diavolo non va a piedi».
Danilo: «Invece sì, il diavolo è un uomo con la coda».
Graziano: «Mia nonna mi ha detto che il diavolo è il lampo».
Michele: «Tua nonna dice delle balle...».
E continua.




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giovedì 26 ottobre 2017

John Lennon. Angela

Angela Davis nasce a Birmingham (Alabama) il 26 gennaio 1944 in un quartiere con forti conflitti razziali. È una intellettuale attivista afroamericana che ha dedicato la vita per i diritti civili. Incarcerata in un buco lercio grande poco più di un metro e mezzo di un carcere della California il 13 ottobre 1970, perché considerata una delle dieci persone più pericolose degli Stati Uniti con l'accusa di omicidio, rapimento e cospirazione, proprio da quel carcere Angela scrive alcune delle pagine più famose della contestazione statunitense. Per sedici mesi rimane in quel carcere. Il suo caso ha ripercussioni in tutto il mondo. Aretha Franklin dichiara che Angela Davis deve essere liberata così come la comunità afroamericana, poiché Angela Davis si spende per i diritti dei fratelli. Grandi come John Lennon e i Rolling Stones le dedicano le seguenti canzoni: Angela e Sweet Black Angel. La sentenza atrriva il 4 giugno del 1972: omicidio, rapimento, cospirazione non colpevole, non colpevole, non colpevole. 
Angela Davis è libera.                                                        



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mercoledì 25 ottobre 2017

Indovina chi viene a cena

Voi siete due esseri perfetti, che vi siete innamorati, e che purtroppo avete una diversa pigmentazione e adesso io credo che qualunque obiezione possa fare un bastardo sulla vostra intenzione di sposarvi, solo una cosa ci sarebbe di peggio, e cioè che voi due, sapendo quello che fate, sapendo ciò che vi aspetta, e sapendo quello che sentite non vi sposaste. Matt Drayton (Spencer Tracy) dal Film Indovina chi viene a cena (1967)
  
Sono passati cinquant'anni da questo film, eppure... Voi che ne pensate? Avete storie da raccontare?



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martedì 24 ottobre 2017

Pipistrelli

Un simpatico pipistrellino da realizzare con un pezzo di cartoncino nero. I bambini ritagliano le sagome, la maestra lo rifinisce ed ecco... il pipistrello bell'e pronto. 
E i bambini?

 ... E loro sono felicissimi.
Ne realizziamo tanti...
Tanti pipistrellini da appendere in aula e in cameretta... Halloween si avvicina.














sinforosa castoro

lunedì 23 ottobre 2017

Foglie autunnali

Questo semplice elaborato (foglie autunnali) in realtà è frutto di grandi conquiste.
Premesso che
  • Il bambino intorno ai tre anni non possiede ancora il controllo dita-mano-polso-braccio e quindi il suo tracciato risulta un segno grafico, più o meno incisivo, ampio e incontrollato.
  • Il bambino intorno ai tre anni conosce, forse, i colori primari.
  • Il bambino intorno ai tre anni ha una rappresentazione interna delle realtà esterne appena abbozzata e comunque non facilmente rappresentabile. Se vuoi saperne di più sullo sviluppo grafico-figurativo del bambino tre-sei anni vai a questo Post
Dopo aver manipolato le foglie raccolte in giardino e aver chiacchierato liberamente sulle loro caratteristiche:
"Alcune sono secche..."
"Fanno cric cric..."
"La mia è gialla... verde... marrone... arancio..." 
Dopo averle classificate per forma (quelle a forma di cuore, quelle a forma di "mano"), colore (marrone, gialle, verdi, arancio) e dimensione (piccole, medie, grandi), si consegna al bambino un grande foglio con pastelli a cera dei colori delle foglie e gli si chiede di disegnarle.
Per le premesse sopra descritte è ovvio che i "piccoli" realizzeranno i loro elaborati facendo scarabocchi (in questo caso vediamo linee orizzontali e/o verticali, non c'è ancora il groviglio primitivo o la figura chiusa) di tutti i colori. Questo bimbo, per esempio, li ha usati proprio tutti, mentre altri ne hanno usato solo uno o due. 
Per aiutare il bambino alla rappresentazione reale delle foglie si chiede a un "grandone" di ritagliare da quel foglio sagome di foglie ed ecco lo scarabocchio trasformarsi in foglie autunnali. Ultimo passaggio il "piccolo" intinge il dito nella colla ehhh viaaa... Ecco le mie foglie autunnali.

Per gli addetti al lavoro:
  • Il bambino è partito da una esperienza diretta (andare in giardino, raccogliere le foglie, osservarle, schiacciarle...).
  • La conversazione ha prodotto la scelta e la pronuncia di vocaboli nuovi e consoni al soggetto preso in esame.
  • La classificazione per forma (almeno due).
  • La classificazione per colore (tre dei quali secondari).
  •  La classificazione per dimensione (sarebbe stato sufficiente anche solo due dimensioni, tuttavia le foglie si prestavano bene a distinguere le tre dimensioni).
  • L'aiuto del compagno più grande a cui ogni piccolo si è rivolto è servito per far sì che l'uno e l'altro entrassero in relazione per un progetto didattico stabilito.



sinforosa castoro

domenica 22 ottobre 2017

Sfida 22 Famiglia

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).

Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in tre parole con tema Famiglia
Questi sono i miei. Quali preferite?


Intreccio di amore
Scambi di esperienze
Diventare grandi insieme

sinforosa castoro 
Vai a leggere anche la Sfida 21 e partecipa

sabato 21 ottobre 2017

Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Lc. 12,1-7
Questo passo del Vangelo di Luca è semplicemente consolante.
  • Nonostante le brutture del mondo: guerre, miserie, povertà, omicidi, malattie, morti innocenti, tutte contro i desideri e la volontà del Padre, il Padre assicura la sua vicinanza, sempre, per ciascuno e in ciascuna di queste brutture (... "nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro"; traduzione: Nulla accade senza il Padre). E se lui ci è vicino di chi, di che dovremmo temere?
  • "Non abbiate paura... Non abbiate paura... Non abbiate paura". Il Signore lo ripete per ben tre volte: "non abbiate paura" e poi dice "Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati" per concludere "voi valete". Non è straordinario e consolatoio sentirsi dire dall'autore della vita che io, per quel lui con la l maiuscola, valgo al punto che di me conosce perfino le sottigliezze più banali? Sì, decisamente lo è, e questo pensiero mi dona una forza incredibile di viveve e vivere appieno. 

 sinforosa castoro

venerdì 20 ottobre 2017

Peggy ad Arezzo e Pistoia

Ciao a tutti, 
oggi vi faccio vedere qualche foto del viaggio che ho fatto con Sinforosa. Qui sono su bracciolo della poltrona del treno, andava fortissimo e poi avete visto che bel cappottino, è nuovo. Sto bene?


Avete visto cosa si vedeva dalla finestra? E poi eravamo in altissimo, guardate...










 Avete visto come sono in altissimo? È la piazza di... di... aspettate un minuto...
«Sinforosa, Sinforosaaa».
«Sto stirando, che cosa vuoi?»
«Come si chiamava dove eravamo noi, piazza delle carote?».
«Ma no-o. Piazzetta dell'ortaggio».
«Ah, sì, è vero».
... la piazza si chiamava piazzetta dell'ortaggio e poi alla sera era tutta piena di gente che non si riuusciva neanche a dormire, che bello, però! 

 
E sapete che siamo andate anche sotto terra? Sì, a vedere la città sotto terra. Guardate

E poi, non siamo stati lì solo in quella città...
«Sinforosa, come si chiamava la città?».
«Pistoia»
«E l'altra?».
«Arezzo».
«Ah, sì».
... a Pistoia, che non è pistola, ma poi siamo andate anche in un'altra città con tutte le montagnine basse Arezzo e abbiamo visto un mucchio di cose e poi eravamo stanche, perchè abbiamo camminato tantissimo e siamo andate anche al ristorante e io ho mangiato la cotoletta e la torta. Che bello, però! Poi vado ancora in un altro posto: 
«Neh, Sinforosa che poi andiamo anche in un altro posto?».
«Sì, sì, il mese prossimo». 
Ve l'ho detto, poi vi faccio vedere le foto, va bene?

sinforosa castoro

 

giovedì 19 ottobre 2017

Blog inaccoglienti

Girovagando di blog in blog ci si imbatte in una innumerevole varietá di questo unico soggetto, ciascuno bello e interessante a modo suo anche se, devo confessarvi, alcuni mi mettono una certa soggezione.
Sono tutti quei luoghi, blog, in cui non si può che entrare in punta di piedi quasi a non voler disturbare qualcuno di molto suscettibile o saccente, dipende dalla prospettiva, insomma ci si sente un po' esclusi, come se si fosse approdati in circoli privati, anche se apertissimi a chiunque. Sarà per via del linguaggio adoperato, degli pseudo-ammiccamenti fra i lettori, di argomenti un poco indecifrabili o poco catalogabili in semplici categorie? Non so dire, e sì che mi sforzo di visitarli e magari di lasciare anche un qualche mio commento, tuttavia non mi sento a mio agio. Naturalmente non è certo colpa di nessuno, nè dell'autore/autrice del blog né mia, è solo una considerazione, forse perché io intendo il blog come un giornale che uno se ha voglia lo apre, cerca, legge e si sente partecipe degli argomenti o almeno accolto e importante per l'autore del blog sia che sia un lettore assiduo o solo di passaggio. Ma devo far mente locale che in realtà, anche in questa non-realtà se non virtuale, è naturale che ci siano luoghi (virtuali) in cui ci si senta immediatamente accolti e a proprio agio e luoghi che, seppur belli, curati, colmi magari di cutura, parole, concetti, immagini o no, si respiri un clima un poco freddino come di quelle case bellissime e moderne, ma aperte e accoglienti solo per alcuni. Non c'è che dire: la varietà è proprio bella.

sinforosa castoro

mercoledì 18 ottobre 2017

martedì 17 ottobre 2017

Ercole

Le storie mitologiche sono belle e accendono la fantasia, anche dei più piccoli e allora perché non raccontarle con estrema sintesi e un pizzico di magia?
Loro, i bambini, ne rimarranno entusiasti, non solo perché li introdurremo in un racconto fiabesco e che ritroveranno anche nei livelli scolastici superiori e del quale avranno un sentore, seppur vago, ma, soprattutto, perché inizieranno ad appassionarsi alla storia e alla letteratura.
ERCOLE
Ercole, figlio di Giove e Alcmena è un eroe greco, solo che in Grecia non si chiama Ercole ma Eracle e il suo papà Zeus. Ercole aveva tantissima forza, così tanta che da neonato riuscì addirittura a uccidere con le sue manine due enormi serpenti che la matrigna Era gli aveva messo nella culla affinché lo uccidessero.  

 
Ercole avrà grandi maestri che gli insegneranno tante cose:  il centauro Chirone gli insegna la medicina, il maestro Eurito gli insegna il tiro con l'arco, Castore la scherma e Autolico la lotta. Tutto questo per preparare Ercole ad affrontare dodici Fatiche, dodici Imprese che nessuno era mai riuscito a superare. Ercole però fa un grosso errore, un giorno dalla rabbia uccide il suo maestro di musica, Lino, allora il suo papà adottivo, Anfitrione, per punirlo lo manda a vivere sulle montagne a prendersi cura del bestiame, così pensi bene al tuo errore e starai lì fino a quando avrai diciotto anni, gli dice. Mentre era sui monti, due ninfe, che sono come delle fate, lo vanno a trovare, una si chiama Piacere e l'altra Virtù. Le due ninfe chiedono a Ercole se desidera vivere una vita facile e bella o una vita difficile ma che lo renderà un eroe. Ercole, è un eroe, sceglie proprio questa ultima.


Quando Ercole scende dalle montagne incomincia ad andare in giro per il mondo ad aiutare quelli che avevano bisogno e incomincia anche e combattere contro tanti mostri come il leone di Nemea, una scpecie di leone fortissimo e un po' magico che sapeva trasformarsi  e aveva delle unghie lunghe e affilate e una pelle come una corazza di acciaio. Ercole, dopo aver combattuto tanto, riuscì a ucciderlo e a trasformare la sua pelle in un manto da indossare. Poi combatte contro l'idra di Lerna un mostro con tante teste e che poteva uccidere chiunque anche solo con il suo respiro. Ercole comincia a tagliarle le teste ma per ogni testa tagliata il mostro ne faceva ricresce due, alla fine, però, Ercole le tagliò tutte le teste e soprattutto quella che non moriva mai. Fu poi la volta della cerva di Cerinea e del cinghiale di Erimanto, due creature enormi e pericolose.


























Ercole superò tante altre prove e sconfisse altri mostri pericolosi come Cerbero una cane a tre teste che aveva il corpo ricoperto da serpenti, insomma, il nostro eroe è stato davvero bravo a sconfiggere tutti questi mostri. Ma un giorno, insieme a sua moglie Deianira, Ercole deve attraversare un fiume e mentre lui lo attraversa da solo, a nuoto, la moglie si serve di un centauro, un personaggio fantastico per metà uomo e metà cavallo, che la aiuta dicendole di salirgli in groppa. Ma il centauro, in realtà, non la vuole aiutare la vuole rapire, la vuole portare via, e così Ercole prende il suo arco e lancia una freccia avvelenata che colpisce il centauro.
Anni dopo anche Ercole muore e il suo papà Giove, Zeus per i greci, lo porta sul monte Olimpo, il monte di tutti gli dei di queste fantastiche storie.


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