La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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lunedì 18 settembre 2017

Che non succeda più

Sono in un grande supermercato e mi si avvicina una collega e mamma: «Ciao maestra!».
Ciao, rispondo, ma non faccio in tempo ad aggiungere un "come va" che mi dice, tra il serio, semiserio e preoccupato, «... è già venuto a casa due volte pestato».
«Addirittura? Cos'è successo?».
«È venuto a casa l'altro giorno e un suo amico gli ha fatto un dispetto, mi ha detto, e ieri uno gli ha mica dato uno spintone ed è caduto, ha battuto la faccia».
«Eh, ma sono cose che succedono, no? Giocano insieme e può succedere. E poi sai com'è, i primi giorni! Si è fatto molto male?».
«No non non ha segni, però speriamo che non succeda più».
Se una mamma maestra dice queste parole, cosa ci si può aspettare da mamme che non vivono nella scuola?


sinforosa castoro

domenica 17 settembre 2017

Domenica malandrina

Domenica malandrina
un battito di ciglia ed è già mattina
ti volti di scatto ed ecco lì il gatto
la lasagna è nel forno è già mezzogiorno
una tazzina di caffè è già ora di tè
un sogno e una preghiera ed è già sera.
Domenica malandrina
un battito di ciglia ed è già mattina.




di sinforosa castoro

sabato 16 settembre 2017

Racconti di un pellegrino russo II° racconto

Secondo racconto

Pellegrinai a lungo, di luogo in luogo; unica mia compagna la Preghiera di Gesù che mi incoraggiava e mi consolava in ogni mio viaggio, in ogni incontro, in ogni evento. Alla fine cominciai a sentire la necessità di fermarmi in qualche luogo per godere di maggiore solitudine e studiare la Filocalia. La leggevo sì durante le soste notturne o il riposo pomeridiano, ma avevo un desiderio grandissimo di approfondirne la lettura per attingervi il vero insegnamento sulla salvezza della mia anima. Decisi di andare verso la Siberia perchè ero convinto che nei boschi e nelle steppe di quella desolata regione avrei trovato una solitudine e un silenzio perfetti, così da potermi dedicare alI'orazione e alla lettura con maggiore profitto. Cominciai dunque questo lungo viaggio, camminando soprattutto di notte e passando le giornate quasi interamente a leggere la Filocalia, seduto sotto gli alberi della foresta. A volte mi appariva in sogno il defunto starets che mi spiegava molte cose e guidava sempre più la mia anima verso l'unione con Dio. Passai così più di due mesi dell'estate. Camminavo specialmente per i boschi e quando giungevo in un villaggio mendicavo un sacchetto di pane, una manciata di sale, riempivo d'acqua la mia borraccia e riprendevo a camminare.

Un giorno, sul far della sera, fui raggiunto da due individui che mi chiesero denaro. Quando risposi loro che non avevo una sola copeca, non mi credettero, si misero a urlare che i pellegrini raccolgono sempre molti soldi e uno dei due con il bastone mi colpì sul capo così forte che caddi privo di sensi. Non so quanto rimasi svenuto, ma quando rinvenni mi ritrovai nel bosco vicino alla strada, tutto pesto e lacero e senza la mia bisaccia. Grazie a Dio, non mi avevano portato via il passaporto che tenevo nel mio vecchio berretto di pelliccia per mostrarlo più in fretta quando me lo richiedevano. Mi alzai e cominciai a piangere amaramente, non tanto per il dolore quanto perché mi avevano privato dei miei libri: la Bibbia e la Filocalia che erano nella bisaccia. Per due giorni trascinai a stento i piedi, e il terzo caddi, del tutto privo di forze, accanto a un cespuglio e mi addormentai. Ed ecco che in sogno mi apparve il mio starets. Era nella sua cella, all'eremo, e mi consolò dicendo: «Ti serva di lezione per staccarti dalle cose terrene e procedere più facilmente sulla via del cielo. Questo ti è accaduto perché Dio vuole che il cristiano rinunci del tutto alla propria volontà e ai propri desideri per affidarsi completamente alla sua volontà divina. Ogni avvenimento è predisposto da Lui per il bene e la salvezza dell'uomo. Perciò sii forte e credi che Dio, insieme con la prova ti darà anche la forza per superarla». A queste parole mi svegliai col cuore colmo di pace e mi rimisi in cammino. Di nuovo la Preghiera cominciò ad agire nel mio cuore e per tre giorni camminai tranquillo.

Improvvisamente raggiunsi sulla strada una colonna di forzati sotto scorta. Riconobbi tra loro i due uomini che mi avevano derubato, e li scongiurai di dirmi che ne avevano fatto dei miei libri. In un primo momento non mi prestarono alcuna attenzione, poi uno di loro, sotto promessa che gli avrei donato un rublo d'argento, disse che i miei libri erano nel carro insieme con altra roba rubata. Mi precipitai dall'ufficiale di scorta che mi promise di restituirmi i libri alla prossima tappa, non potendo fermare tutto il convoglio per me. Rasserenato, mi misi a camminare al suo fianco e a chiacchierare con lui. Vidi che era un uomo buono e onesto, non più tanto giovane. Quando arrivammo alI'izba dove i deportati avrebbero pernottato, il capitano andò a cercare i miei libri e me li diede invitandomi a passare la notte con lui. Poi mi disse: «Si vede che ami leggere la Bibbia. Anch'io, fratello, leggo attentamente ogni giorno il Vangelo». Si sbottonò la giacca della divisa e ne tolse un piccolo Vangelo rilegato in argento. «Siediti - disse, - ti racconterò come ho preso quest'abitudine».

Ci sedemmo a tavola e il capitano cominciò a raccontare: «Fin dalla giovinezza ho sempre servito nell'esercito. Ero abile e i superiori mi stimavano come un ufficiale modello. Per disgrazia mi misi a bere e mi abbandonai del tutto a questo vizio. Quando non bevevo ero un ufficiale perfetto, ma appena cominciavo non valevo più nulla. Mi sopportarono per molto tempo, ma alla fine, per avere insultato un superiore durante una delle mie sbornie, fui degradato a soldato semplice e condannato a prestar servizio per tre anni in guarnigione. Ma anche in quella miserabile situazione, per quanto mi sforzassi di trattenermi, non riuscii a guarire dal mio vizio. Un giorno ero in camerata quando entrò un monaco a questuare per la chiesa. Ognuno dava quello che poteva. Arrivato vicino a me, mi domandò perché fossi così triste ed io gli raccontai i miei guai. Il monaco, impietosito, mi disse che la stessa cosa era capitata a suo fratello, e l'aveva salvato il suo padre spirituale dandogli un Vangelo con l'ordine di leggerne un capitolo ogni volta che avesse sentito il bisogno di bere; e se il desiderio tornava, doveva leggere il capitolo successivo. Mio fratello cominciò a seguire questo consiglio e in breve tempo il vizio di bere scomparve. Sono quindici anni che non assaggia più un goccio d'alcool. Prova anche tu. Io ho un Vangelo, te lo porterò». Udendo ciò, gli chiesi che aiuto potesse darmi il suo Vangelo se né i miei sforzi né le cure mediche mi avevano distolto dal bere. Dissi questo perché non avevo mai letto il Vangelo. Quando il giorno seguente me lo portò, lo gettai in un piccolo baule con la mia roba e me ne dimenticai completamente. Qualche tempo dopo mi prese una gran voglia di bere, una voglia da morire che mi spinse ad aprire il bauletto per prendere i soldi e correre all'osteria. Ma la prima cosa che mi venne sott'occhio fu il Vangelo, e ricordai ciò che il monaco mi aveva detto. Apersi il libro e lessi il primo capitolo del Vangelo secondo Matteo. Lo lessi tutto, fino in fondo, senza capirci nulla. Ma ricordavo che il monaco mi aveva detto: «Non importa se non capisci, basta che tu legga con attenzione». Via,- dissi fra me - ne leggerò un altro capitolo. Lo leggo e comincio a capire qualcosa. Allora attacco il terzo, ma in quel momento suona la ritirata. Troppo tardi per uscire dalla caserma, non era più permesso. Cosi restai dov'ero. E per quella volta non bevvi. Il mattino dopo mi alzai e stavo per andare in cerca di un buon bicchiere di vino quando mi venne il pensiero: «E se leggessi un altro capitolo del Vangelo?». E così ogni volta che la voglia di bere mi riprendeva, mi mettevo a leggere un capitolo e più passava il tempo, più diventava facile resistere. Quando ebbi terminato di leggere tutti e quattro gli Evangelisti, il vizio del bere mi era passato. Ora sono venti anni che non bevo più un goccio d'alcool. Tutti si stupirono di un simile mutamento: dopo tre anni mi restituirono il grado di ufficiale e da allora feci carriera finché diventai capitano. Mi sposai: ebbi la fortuna di trovare una buona moglie; abbiamo messo da parte qualcosa e ora, grazie a Dio, viviamo bene, aiutiamo i poveri per quanto possiamo e ospitiamo i pellegrini. Anche mio figlio ormai è già ufficiale ed è un bravissimo ragazzo. Quando guarii dal vizio dell'alcool giurai di leggere ogni giorno, per tutta la vita, uno dei quattro Vangeli, qualsiasi cosa fosse accaduta. E così ho sempre fatto».

Ascoltai con infinita tenerezza il racconto del capitano, poi ci congedammo per andare a riposare. Al mattino mi diede la mia Filocalia e un rublo d'argento, mi salutò, ed io ripresi con gioia il mio cammino.
 AUTORE ANONIMO



sinforosa castoro
Vai al primo racconto

venerdì 15 settembre 2017

Scatti 16

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.



Scatto di E. A.



sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

giovedì 14 settembre 2017

A scuola dalla mattina alla sera

Noi insegnanti capiamo benissimo le esigenze lavorative delle famiglie tuttavia capiamo ancor di più le esigenze di un bambino all'inizio del suo percorso scolastico.
Un bambino può anche aver frequentato l'asilo nido, questo, però, non significa che non abbia bisogno di tempo per adattarsi alla nuova realtà, ma purtroppo sembra che i genitori se ne dimentichino.
In questi primi giorni di scuola è stato raccomandato più volte a mamme a papà di andarci piano con la frequenza completa, eppure proprio l'altro ieri, dopo un solo giorno che il bambino si è fermato a pranzo, un papà ha dichiarato che da lunedì il suo bimbo si fermerà fino alle ore 17.30. Che ne dite? Dopo soli cinque giorni di frequenza, non è un po' troppo far frequentare a un bimbo di tre anni dalle 8.30 del mattino fino alle 17.30 di sera? Nove ore fuori di casa, neanche un lavoratore ne fa così tante. E se pensiamo che molti di questi bimbi arrivano a scuola alle 7.45 del mattino, be' lascio a voi immaginare l'immaginabile.



sinforosa castoro


mercoledì 13 settembre 2017

Gelosie

Loro sono arrivati da pochi giorni e piano piano incominciamo a conoscerci. Mi avvicino a un bambino con un bel facciottino tondo:  «Ma ciao, tu come ti chiami?».
Non mi risponde, è ovvio.
Io insisto: «Ma sei molto bello e poi sai che io conosco la tua mamma?».
Lui sorride ma resta, giustamente, un po' sulle sue.
Si avvicina un bimbo "mezzano", mi si para davanti e attira la mia attenzione: «Ne che tu conosci mia mamma?».
«Ma certo, amore, la tua mamma la conosco, perché tu ormai non sei più un piccolo sei un mezzano e io conosco tutte le vostre mamme».
Se ne torna al posto sorridente e annuendo con la testa.




sinforosa castoro

martedì 12 settembre 2017

Altri poveri

Ci sono persone così povere che l'unica cosa che hanno sono i soldi.
Santa Teresa di Calcutta


sinforosa castoro

lunedì 11 settembre 2017

domenica 10 settembre 2017

La pedagogia del Gesù

Il Vangelo di questa XXIII settimana del tempo ordinario è abbastanza difficile, non tanto di comprensione quanto di attuazione.
Gesù invita, senza mezzi termini, alla correzione fraterna come già nell'Antico Testamento fu detto
O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele... Ez. 33,1.
La Lettera di Paolo ai Romani 13,8 ci ricorda che nei confronti dei fratelli siamo debitori dell'amore.
Ora, Gesù ci dà delle regole per correggere il fratello.

  • Anzitutto dobbiamo accettare di essere noi stessi corretti, perché nessuno, dal primo all'ultimo dei battezzati, è immune dal peccato. Nessuno, dal primo all'ultimo dei battezzati, può considerarsi puro dinanzi a Dio. La Chiesa, anche quella dei primi cristiani, è formata da peccatori, non da santi, semmai chiamati a diventarlo, quindi non ci si stupisca dei peccati dei battezzati.
  • La correzione fraterna deve essere attuata con amore e per amore. 
  • E quindi no alle critiche. No ai giudizi. No alle chiacchiere, magari fatte alle spalle. No a gridare o sussurrare allo scandalo per il peccato del fratello. Tutto questo non è evangelico.
  • La correzione fraterna deve tenere conto del tempo, del luogo e soprattutto del tono con cui la si attua. 
  • Gesù corregge Pietro in modo duro, durissimo, chiamandolo addirittura satana quando l'apostolo vuole sviarlo dalla strada che porterà alla croce: Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Mt, 16.21-27. 
  • Ma Gesù usa toni soavi e amorevoli in altra occasione: Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simone Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro? Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che io ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene! Gli disse: “Pasci le mie pecore”. Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”.E gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore”. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo disse: “Seguimi”. Gv. 21,15-19.
Impariamo, tutti: educatori, insegnanti, genitori e figli, fratelli in Cristo, in ogni luogo di studio, lavoro, svago, impariamo la pedagogia della correzione fraterna dal Maestro e saremo tutti cristiani un po' meno peccatori.




sinforosa castoro

sabato 9 settembre 2017

Comunicazione scritta e parlata: differenze

La relazione che si instaura in rete passa attraverso una comunicazione scritta che, a differenza di quella parlata, è molto più faticosa, meno libera, meno spontanea e soprattutto necessita di alcune attenzioni particolari, da non sottovalutare, al fine di una buona e proficua comunicazione.

Punteggiatura, spazi, uso di maiuscole o minuscole, di grassetto o sottolineature e un'attenta spiegazione di ciò che si vuole comunicare stanno alla base della lingua scritta, poiché non si può dare nulla per scontato, in quanto il destinatario della comunicazione non ci sta davanti come nella comunicazione parlata.

Quando si parla ci si serve dell'intonazione della voce, delle pause, dello sguardo reciproco, della gestualità, tutti elementi che mancano in una comunicazione scritta che necessita di ancor più chiarezza, ordine e logica, tanto che quando si scrive si è portati a ricercare parole più esatte per esprimere un concetto affinché il messaggio arrivi giusto e chiaro.

Chi parla e chi ascolta hanno generalmente in comune spazio e tempo in quanto si trovano nello stesso tempo e magari spazio (mi viene in mente un dialogo via skipe che se anche non avviene nello stesso luogo è tuttavia simultaneo) a comunicare, a differenza della comunicazione scritta che avviene in uno spazio/tempo differente (ciò che vado scrivendo in questo momento dal pc di casa mia potrà essere letto fra un anno da un perfetto sconosciuto che vive dall'altra parte della terra) .

Tutto questo preambolo per una riflessione circa i post che sovente si leggono in rete, dei commenti e delle risposte che ne conseguono.
Ora, c'è la consapevolezza che si tratta di due linguaggi totalmente differenti? 
C'è attenzione a questa differenza? 
Insomma, c'è attenzione al lettore o prevale la smania di dire cose?



sinforosa castoro

venerdì 8 settembre 2017

Porcellane antiche

Oggi esploriamo lo Scaffale delle Porcellane.

PORCELLANE INGLESI

















PORCELLANE BAVARIA














































CERAMICHE VECCHIO BASSANO


PORCELLANE LIMOGES


 CERAMICHE RICHARD GINORI 1735



PORCELLANE CAPODIMONTE





sinforosa castoro

Vai ad altri Scaffali di memoria

giovedì 7 settembre 2017

Rispondo alle domande di Shsherazade

Ieri, una Blogger,  Sheherazade del Il mio angolo sempre uguale in cui tornare ogni volta diversa, mi ha conferito questo bel riconoscimento.


e ha posto delle domande. Eccole:

1) Citazione preferita.
2) Ti piacerebbe fare un viaggio nel futuro o nel passato?
3) Hai mai letto un libro che ti ha reso una persona peggiore (anche se per poco tempo)?
4) Quale personaggio storico di piacerebbe incontrare?
5)  Se scriverai un romanzo (o se lo hai già scritto) dove ti piacerebbe ambientarlo?
6) Credi nel destino?
7)  Un classico che hai amato leggere.
8)  Quale stagione preferisci? Per quale motivo?
9)  Il rimpianto più grande.
10) Uno dei momenti più belli della tua vita.
11) Un luogo dell'anima.
Ed ecco le mie risposte:

1) Ce ne sarebbero tantissime, in questo momento direi: Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe, tratta dal Vangelo.
2) Sinceramente non mi piacerebbe né andare nel futuro né nel passato, ma nemmeno ritornare a un mese fa, non so se mi spiego. Sto bene qui, in questo presente. 
3) No, semmai il contrario.
4) Amo molto la storia dell'antica Roma, dell'antico Egitto e del Medioevo, quindi un personaggio di quei tempi andati.
5) Sei la prima a cui lo dico, ma nessuno me lo ha mai chiesto! Anni fa ho pubblicato un romanzo ambientato in un luogo di pura fantasia.
6) No, perché credo che qualcuno, con la q maiuscola, ci abbia voluto, amato e ci guidi in questa vita, che poi è l'unica che abbiamo, ma sono convinta anche che noi dobbiamo fare la nostra parte.
7) Tanti: le opere di Hermann Hesse, Kafka, gli autori della Beat Generation, tutti, Orwell, Dostoevskij...
8) Senza alcun dubbio la stagione autunnale e invernale, perché mi rigenerano, soprattutto nell'immaginazione, oltre che nel corpo.
9) Per ora, grazie a Dio, non ne ho, forse perché  ho sempre vissuto talmente appieno ogni tempo della mia vita che non mi è mai capitato di dire a me stessa: peccato, se tornassi indietro! No, per ora proprio no. 
10) Tantissimi, per restare in tema quando ho visto il mio libro in vetrina, be', mi sono sentita al settimo cielo. Quando capiterà ancora sarà del tutto diverso.
11) Senza alcun dubbio l'alta montagna e la grande città stracolma di gente e in corsa. Luoghi che  mi invitano alla gratitudine, alla fantasticheria, alla speranza, in definitiva alle altezze.

Grazie mille, dovrei immediatamente ricambiare, non solo a te ma a tanti bellissimi blog sparsi nell'immensità della rete. Grazie ancora, di cuore.



sinforosa castoro

mercoledì 6 settembre 2017

Accoglienza

Uno dei momenti più delicati per la scuola dell'Infanzia è il momento dell'Accoglienza.
Troppo spesso i genitori hanno fretta di vedere il bambino contento e felice di andare a scuola, non che questo desiderio sia negativo, mancherebbe, è l'obiettivo anche delle insegnanti, perché un bambino felice a scuola significa che l'intera comunità scolastica funziona alla grande. Di più, se manca questo "stare bene a scuola" viene a mancare la base perché nel bambino scatti quella capacità di ascolto, di interesse, di interagire, di fare esperienza e quindi di imparare.
E allora dove sta il problema? Sta nel fatto che ogni bambino ha i suoi tempi per adattarsi a un nuovo ambiente, con nuovi adulti, nuovi amici, nuovi ritmi di vita e abitudini e quindi il consiglio è: ascoltate e fidatevi delle insegnanti. Chiedete il loro parere prima di decidere di allungare i tempi di permanenza nella scuola. Sovente si vedono bimbi che a gennaio iniziano a piangere e ad avere il rifiuto della scuola, cosa che magari non hanno manifestato a settembre, ebbene generalmente sono bambini i cui genitori hanno affrettato i tempi di Accoglienza. Quindi, genitori, iniziate a fidarvi dell'esperienza delle insegnanti, iniziate a dialogare e collaborare con le maestre e l'Accoglienza sarà un periodo fecondo, per grandi e bambini.




sinforosa castoro

martedì 5 settembre 2017

lunedì 4 settembre 2017

Rick James. When love is gone

James Ambrose Johnson, Rick James, nasce a Buffalo l'1 febbraio 1948, cantautore, musicista esponente della musica funk e R&B ha avuto un notevole successo a cavallo fra gli anni settanta/ottanta. 
Nei primi anni novanta la sua carriera si ferma a causa del poco successo dei suoi brani e per problemi giudiziari causati dall'uso di droghe. 
Rick James è stroncato da una miscela di droghe il 6 agosto 2004 a Burbank.



sinforosa castoro

domenica 3 settembre 2017

La mia bimba a me donata

La mia bimba a me donata
è una bimba tanto amata.
Sì, è bella alta e snella
la sua bocca sorridente la sua mente intelligente
i suoi occhi trasparenti che riflettono il suo cuore.
Sì, ha vissuto tutto a mille
veleggiato e nuotato
cavalcato poi sciato e persino gareggiato.
Sì, è stata in ogni dove
megalopoli città mare monti isolette
grandi hotel e poi casette.
Sì, sa fare tante cose
consigliare organizzare preparare e poi viaggiare
e in cucina, credi a me, torte e dolci da assaggiare.
Ma c'è un dono nel suo scrigno chiuso in cuore che la rende assai speciale 
l'innocenza di bambina che a tutti sa donare.


Mi bebé me donó
es un niño tan querido. Sí, es hermoso alto y delgado su sonrisa sonriendo su mente inteligente sus ojos transparentes reflejaban su corazón. Sí, ha vivido hasta mil vela y natación montado y luego esquiado e incluso corrió. Sí, estaba en todas partes megalópolis ciudad mar orilla islas grandes hoteles y luego albergues. Sí, sabe hacer muchas cosas recomendar el arreglo para la preparación y luego viajar y en la cocina, créeme, pasteles y postres a gusto. Pero hay un regalo en su caja cerrada en el corazón que lo hace muy especial la inocencia de un niño que todo el mundo sabe donar.

My baby donated to me he is such a beloved child. Yes, it's beautiful tall and slim her smile smiling her intelligent mind her transparent eyes reflecting her heart. Yes, she has lived up to a thousand sailing and swimming ridden then skied and even raced. Yes, it was everywhere megalopolis city sea shore islands big hotels and then lodges. Yes, he knows how to do many things to recommend arranging for preparation and then traveling and in the kitchen, believe me, pies and desserts to taste. But there is a gift in its closed box in the heart that makes it very special the innocence of a child that everyone knows how to donate.

Mon bébé m'a fait un don il est un enfant bien-aimé. Oui, c'est beau, grand et mince son sourire souriant son esprit intelligent ses yeux transparents reflétant son cœur. Oui, elle a vécu jusqu'à mille voile et natation monté, a skié et même couronné. Oui, c'était partout mégalopolis, ville, mer, rivage, îles grands hôtels et ensuite lodges. Oui, il sait comment faire beaucoup de choses recommander l'organisation de la préparation et ensuite voyager et dans la cuisine, crois-moi, des tartes et des desserts au goût. Mais il y a un cadeau dans sa boîte fermée au cœur qui le rend très spécial l'innocence d'un enfant que tout le monde sait faire.


di sinforosa castoro

sabato 2 settembre 2017

Il maestro ispira

L’insegnante mediocre racconta. 
Il bravo insegnante spiega. 
L’insegnante eccellente dimostra. 
Il maestro ispira.
Socrate

È il mio l'augurio per tutti coloro che sono maestre e i maestri, sempre.




sinforosa castoro

venerdì 1 settembre 2017

Santa Verena di Zurzach

Santa Verena nasce nell'alto Egitto nel IV secolo da famiglia benestante. Riceve il Battesimo e l'insegnamento cristiano dal vescovo Cheremone di Nilopolis. Trasferitasi nel basso Egitto, si unisce  alla Legione Tebea cristiana e al suo seguito giunge in Italia dove si ferma a Milano, mentre la Legione prosegue per poi venire annientata presso Agauno (Svizzera) per ordine dell'imperatore Massimiano.
Verena, saputo dell'eccidio, si reca sul luogo per venerare quei martiri e si ferma a Soletta dove va a vivere in una caverna provvedendo a sé stessa e accogliendo lebbrosi e poveri. Da lì si sposta a  Koblenz e poi a Zurzach (Svizzera) dove vive concretamente le virtù cristiane della preghiera, della povertà e dell'amore e dedizione ai più poveri e ammalati e dove vi morì.
La sua tomba divenne centro di culto e di testimonianza dei primi passi del cristianesimo in Svizzera. Il monastero eretto sulla sua tomba nel secolo X divenne meta di numerosi pellegrinaggi anche di re, conti e duchi. 
Verena è una delle sante più venerate in Svizzera, altari, cappelle e reliquie si conservano ancora oggi. Nell'iconografia è rappresentata come una donna in procinto di assistere qualche povero o lebbroso.
La sua festa ricorre l'1 settembre.



sinforosa castoro

giovedì 31 agosto 2017

In estate la mia scuola

In estate la mia scuola
è una casa silenziosa.
Tutto tace, intorno a lei:
niente canti, suoni, balli,
niente voci, risa e pianti.
Io la guardo, quando passo:
le finestre sigillate
e la porta bocca chiusa
il giardino, poverino
soffocato dalle erbacce.
Ma chi c'è là in mezzo all'erba?
Passerotti, merli e gazze
che saltellano come pazze.
Al mio: «Ehi!» volano via
tutti insieme in compagnia.
Poi mi volto un momentino
passerotti, merli e gazze,
son tornate nel giardino.












... Ma domani, si sa già, la mia scuola riaprirà.

 BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI GLI INSEGNANTI DI OGNI ORDINE E GRADO


di sinforosa castoro

mercoledì 30 agosto 2017

Numeri di visualizzazioni

Cari amici blogger vorrei condividere con voi le mie perplessità circa le visualizzazioni reali di un blog.
A mio parere non sono sempre reali e mi domando come realmente avvengano, poiché non mi sembra inerente a realtà passare da numeri altissimi a poche manciate di visualizzazioni. A chi devo credere? Mi piacerebbe credere ai numeri alti, ma ho forti dubbi.
Chi sa dirmi come funzionano realmente?
Grazie a tutti coloro che sapranno chiarire questo arcano mistero.





sinforosa castoro

martedì 29 agosto 2017

Scatti 15

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.




Scatto di E. A.


sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

lunedì 28 agosto 2017

Libri antichi

Ricordate questo Post, ebbene si incomincia con una bella carrellata di libri molto datati e che conservano in sé non solo sapore di antichità ma di storia passata e vissuta.

VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA 1867





VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA 1955


GUIDA D'ITALIA 1929



GUIDA DI MILANO 1961




























          
 NUOVO TESTAMENTI DI NON PRECISATA DATA                        





VOCABOLARIO ITALIANO-FRANCESE 1910





FABIOLA 1915




STORIE ALLEGRE DI COLLODI 1894








L'ASSISTENZA AI MALATI E LA DIFESA PER CHI LI ASSISTE CASA EDITRICE OLIMPIA 1945




sinforosa castoro