La Rete

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mercoledì 30 novembre 2016

Mi è cresciuta la pelliccia

Ore dodici, a tavola, lui ha cinque anni, fra una cucchiaiata e l'altra, e chiacchiere con i compagni, si volta verso di noi e dice, convinto: «Ah, ma lo sai che mi è cresciuta tutta la pelliccia?».
La collega e io ci guardiamo, esterrefatte: «Ti è cresciuta la pelliccia?».
«Sì, sì. Tutta, sui piedi. Anche alla mia mamma, sulle braccia e sulle mani», e riprende a chiacchierare con i compagni.
Il giorno dopo. Ore nove e trenta. Lo chiamo: «Ma, dimmi, e la pelliccia?».
«Eh, la pelliccia è venuta via, tutta, anche a mia mamma».
E se ne va a giocare.
Rimane il mistero.

Dalla rete

sinforosa castoro

martedì 29 novembre 2016

Ama la vita così com'è

 Ama la vita così com'è. 

Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano
o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono. 

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re:
Amala quando ti rubano tutto
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo
nemmeno un po'. 

Amala nella felicità
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie. 

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
 Santa Teresa di Calcutta
Dalla rete

sinforosa castoro

lunedì 28 novembre 2016

La vita senza meta è vagabondaggio

"La vita senza una meta è vagabondaggio", asseriva Seneca. Quanti di noi hanno la sensazione di girare a vuoto? Forse tanti, troppi, anche fra i giovani e i giovanissimi. Perché? Perché è così importante trovare una meta da raggiungere, ovvero più mete da raggiungere nel corso della propria esistenza? La vita ha già in sé ragione di essere, tuttavia se non si intravvede una meta, uno scopo, nella vita, si ha come la sensazione di non viverla appieno, si rimane delusi, scontenti, a volte apatici e senza gioia. 
 proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante" dichiara Paulo Coelho, mentre il mistico indiano Inayat Khan afferma: "Beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza". 
Insomma, pare proprio che il tema abbia percorso epoche e uomini di ogni tempo e cultura. In effetti se ne era già parlato in questo blog, ma questa volta il taglio è po' diverso. 
La riflessione mi è sorta ieri, leggendo il Vangelo di Matteo, quando il Signore dice: "... Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti..." . 
È quel: non si accorsero di nulla che mi ha colpito. 
Anche oggigiorno molti, davvero tante e tante persone, vivono come se la vita fosse solo magiare, bere, lavorare, divertirsi, preoccuparsi, prendere moglie, marito... e spesso non si accorgono di ciò che si svolge attorno a loro, in loro
Si vive alla giornata, non nel senso evangelico - che sarebbe auspicabile -, ma cogliendo l'attimo, come se tutta la ragione di vita stesse in quell'attimo e non avesse invece una apertura che si dilata su un orizzonte, che è infinito.



sinforosa castoro

domenica 27 novembre 2016

Saliamo sull'arca

Prima domenica di Avvento, per la Chiesa primo giorno dell'anno liturgico.
Le Letture di oggi ci indicano due atteggiamenti fondamentali del cristiano e soprattutto del cristiano all'alba di questo nuovo anno liturgico: la speranza e la vigilanza.

  • Isaia, nella prima Lettura, ci presenta il mondo come Dio lo ha pensato e che non smette di desiderare: un mondo dove gli uomini finalmente vivono  in pace, perché, ricordiamolo, Dio, non ha creato cristiani, Dio ha creato uomini e donne, e per tutti gli uomini e donne ha mandato suo Figlio.
  • Anche il Salmo responsoriale è colmo di questa speranza: "Quale gioia quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore...».".
  • Nella seconda Lettura, san Paolo ci rammenta di svegliarci dal sonno, di evitare di vivere la vita come se fosse unicamente quella del tempo presente. Ci invita ad allargare il nostro sguardo sull'orizzonte che ci aspetta.
  • Nel Vangelo di Matteo, infine, il Signore ci mette in guardia dal vivere distrattamente come ai tempi di Noè ...come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo... 
Facciamo propri queste indicazioni, saliamo anche noi con Noè sull'arca (simbolo della Chiesa) e salviamo la nostra e l'altrui umanità, come fu chiesto di fare all'antico Patriarca.




















sinforosa castoro

sabato 26 novembre 2016

Scatti 3

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.




sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

venerdì 25 novembre 2016

La bellezza di una donna

Per avere labbra attraenti,
    pronuncia parole gentili
    Per avere uno sguardo amorevole,
    cerca il lato buono delle persone
    Per avere un aspetto magro,
    condividi il tuo cibo con l’affamato
    Per avere capelli bellissimi,
    lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.
    Ricorda, se mai avrai bisogno di una mano,
    le troverai alla fine di entrambe le tue braccia.
    Quando diventerai anziana, scoprirai di avere due mani,
    una per aiutare te stessa,
    la seconda per aiutare gli altri.
    La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.
La bellezza di una donna non risiede nell’estetica,
ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima.
È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra. 
Audrey Hepburn


Dalla rete
sinforosa castoro              

giovedì 24 novembre 2016

Johnny Otis. Willie and the hand jive

Figura eclettica, figlio di emigrati dalla Grecia, Johnny Otis nasce a Vallejo, California, il 28 dicembre 1921 e muore a Los Angeles il 17 gennaio 2012. È stato un musicista e cantante statunitenze che sapeva spaziare dal rhythm and blues al blues e jump blues, dal jazz al gospel, dal rock & roll al doo wop al soul al funk.
Questa è una delle sue canzoni più famose ed è del 1958.
Nel 2000 il suo nome è stato iscritto nella Blues Hall of Fame. 
Jhonny Otis è il papà di Shuggie Otis



sinforosa castoro

mercoledì 23 novembre 2016

Aspetto una mamma

Sono tanto piccolino
poco meno di un puntino
poi pian piano crescerò 
e un bambino diverrò.
Non temere
non tremare
ti saprò 
soltanto amare.
La mia mamma 
tu sei già
il tuo bimbo 
io sarò.
Una cosa sola chiedo
fammi nascere ti prego
so che quando mi vedrai
sono sicuro mi amerai.
Il tuo bambino


di sinforosa castoro

martedì 22 novembre 2016

Paura della solitudine

Lui ha cinque anni e spicca per le sue uscite. Mi guarda e mi dice: «Sei bella, lo sai?». (Certo che i bambini vedono il bello anche dove non c'è o forse sanno vedere oltre l'apparenza).
«Davvero?».
«Sì».
«Anche tu. Tu sei bellissimo».
«Senti, ma tua nonna è morta?».
«Eh, sì».
«Anche tuo nonno?».
«Anche lui, sì».
Salta su una bimba grande: «Anche sua mamma e suo papà sono morti».
Lui mi guarda con fare interrogativo e io annuisco, sorridendo.
Lui riprende, con fare preoccupato: «Ma allora non c'hai più nessuno?».
«Ma no, ho tante persone e poi ho voi, tutti voi e siete tantissimi».
Lui sorride, riflette ed esclama: «Eh, sì, è vero» e se ne va, soddisfatto.


sinforosa castoro

lunedì 21 novembre 2016

L'avanzare dell'età

Quando nel mio corpo o nel mio spirito inizia a mostrarsi l'avanzare dell'età, quando i mali, che ci sminuiscono e ci trascinano via, piombano su di me dal di fuori o sorgono dentro di me, nel momento doloroso in cui improvvisamente divento cosciente che sono malato e invecchio, specialmente in quel momento in cui sento che sfuggo a me stesso... in tutte queste ore oscure fammi capire, o Signore, che sei Tu a condurre tra sofferenze e dolori le fasi della mia vita, per penetrare fino alle midolla del mio essere e attirarmi a Te. 
Pierre Teilhard de Chardin



sinforosa castoro

domenica 20 novembre 2016

Grazie Signore

Oggi è la festa di Cristo re dell'universo, ultima domenica dell'anno liturgico; con la prossima domenica per la Chiesa inizierà un nuovo anno.
Oggi è anche la giornata in cui Papa Francesco chiuderà, ha già chiuso, la Porta Santa in san Pietro dopo la chiusura di tutte le Porte Sante nel mondo, domenica scorsa.

  • Le letture di oggi ci presentano un Cristo crocifisso, che ha per corona una corona di spine, che ha mani e piedi bucati dai chiodi, che ha ai suoi piedi una nuvola di persone, che da una parte tace sulla ingiustizia compiuta (quante volte anche noi preferiamo tacere sulle ingiustizie che si perpetrano attorno a noi), dall'altra tenta Gesù sul pensare più a sé stesso che agli altri (quante volte anche noi siamo tentati di pensare solo e unicamente a noi stessi, anziché occuparci di chi ci sta intorno). 
  • Solo il cosiddetto buon ladrone lo riconosce come il re, nonostante lì sulla croce appaia più un vinto che un vincitore, un perdente che un vincente.
L'Anno della Misericordia si è concluso, aspettiamo di conoscere l'enciclica che il Papa ha firmato e che sarà resa pubblica domani, ma ricordiamo che la misericordia di Dio non è finita con la conclusione dell'anno giubilare.
La misericordia di Dio continua giorno dopo giorno, fino alla fine dei tempi, fino alla fine del tempo, ce lo ricorda quel Cristo crocifisso che è davvero re dell'universo.


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sabato 19 novembre 2016

Guardare dall'alto per vedere meglio il basso

Chi di noi non ha problemi da affrontare giorno dopo giorno, a volte, o solo all'apparenza, addirittura insormontabili? Problemi di salute, di relazioni, di lavoro, familiari, di finanze, di solitudine, d'incomprensioni e chi più ne ha...
Non parliamo poi di quei  milioni di persone che nel mondo, e non sempre lontano da noi, hanno il primo e più impellente dei problemi: riuscire a sopravvivere.
Ebbene, guardando questa foto scattata un po' di tempo fa dall'alto del campanile della Cattedrale di Firenze chi direbbe che quelle persone laggiù hanno problemi? E comunque da quassù i nostri problemi, e le persone a cui appartengono, appaiono come ridimensionati, come se avessero perso di rilevanza. Cosa sono, di fatto, confrontati all'immensità che si perde all'orizzonte mano mano si sale verso il cielo?


sinforosa castoro

venerdì 18 novembre 2016

Sfida 15 Bellezza

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).


Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in quattro parole con tema La bellezza.
Questi sono i miei. Quali preferite?


Sta in chi guarda.
Priva dei canoni stabiliti.
Fascino dell'anima innocente.  




sinforosa castoro


Vai a leggere anche la Sfida 14 e partecipa.

giovedì 17 novembre 2016

Autore ritrovato

Mario Piatti mi segnala che è l'autore di questa bella canzoncina che avevo proposto un po' di tempo fa e alla quale io avevo aggiunto addirittura strofe.
Mario scrive testualmente:
Il testo originale è del sottoscritto Mario Piatti, pubblicato nel volume "Filastroccantando" (Nicola Milano ediotre, 1989). Lì c'è anche la musica originale. Il libro, da tempo esaurito, è ora scaricabile dal sito http://www.musicheria.net/rubriche/t=Filastroccantando&p=735&f=692

Grazie mille Mario della precisazione ma soprattutto di aver creato una Canzone che ha reso felici centinaia e centinaia di bambini e maestre. Una Canzone che non solo è stata cantata, ma anche mimata, drammatizzata e disegnata.





sinforosa castoro

Big Mama. Hound dog

Nata a Montgomery l'11 dicembre 1926 e morta a Los Angeles il 25 luglio 1984 (del suo funerale se ne occupò Johnni Otis), Willa Mae Thornton, conosciuta come Big Mama, fu una cantautrice blues statunitense. Figlia di un predicatore e di una cantante di chiesa, seguì le orme della madre iniziando sin da piccola a cantare nei cori in chiesa. All'età di quattordici anni, dopo la morte della madre, lasciò casa e si trasferì ad Atlanta dove iniziò a girare attraverso gli Stati Uniti, insieme agli Hot Harlem Review di Sammy Green, e dove migliorò la sua tecnica vocale e musicale imparando persino a suonare la batteria e l'armonica da autodidatta.
Questo pezzo, scritto per lei da Jerry Lieber e Mike Stoller nel 1952 e che fu un vero successo, fu ripreso nel 1956 dall'allora giovane Elvis Presley.




sinforosa castoro

mercoledì 16 novembre 2016

Il troppo stroppia

Stiamo correndo verso il cuore del tempo, il Natale, la festa delle feste, soprattutto per i bambini che aspettano quei giorni per rinnovare i loro giocattoli. Purtroppo, oggigiorno è natale tutti i giorni per bambini pretenziosi e genitori consenzienti che non riescono a dire no alle impellenti richieste dei loro figli di avere un giocattolo nuovo al giorno. Non ci si rende conto che agendo in questo modo si toglie al bambino il piacere dell'attesa, del sognare, dell'immaginare. Attenzione, quindi, genitori, fate sì che i giocattoli siano pensati, sognati, immaginati dai vostri bambini, prima ancora che li abbiano fra le mani; solo così s'imprimeranno nella loro memoria e saranno ricordati come momenti indimenticabili di quella meravigliosa età che è l'infanzia e solo così avranno voglia di prendersene cura e comprenderanno che il voglio e il subito non devono andare insieme e che una cosa conquistata con attesa e fatica è davvero una cosa straordinaria. E allora rendete speciali le occasioni speciali: il compleanno, l'onomastico, una vacanza, il Natale, la Pasqua e non riempiteli di oggetti e oggetti, che alla fine non hanno più alcun significato, alcun valore. Il troppo stroppia, non dimentichiamolo. A  questo  proposito vi invito a leggere questa piccola Storia. Leggetela a loro, con loro, i vostri bimbi, e tirate fuori le loro impressioni e riflessioni. Scoprirete un mondo.




































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martedì 15 novembre 2016

Presepe in scatola fai-da-te


Un piccolo presepe.


Materiale:

  • Una scatoletta di latta, di quelle delle verdurine o un qualsiasi altro contenitore di recupero.
  • Pasta da modellare.
  • Vernice ad acqua bianca o del colore preferito.
  • Colori a tempera.
  • Pennellino a punta fine.
  • Vernice ad acqua trasparente.
  • Porporina oro-argento.
  • Pezzo di tessuto.
  • Colla.
Esecuzione:

  • Lavare, asciugare e verniciare la scatolina all'esterno. All'interno colorarla con uno sfondo adatto: cielo, terra.
  • Una volta asciutta, incollare sullo sfondo un pezzettino di stoffa per simulare la grotta.
  • Con la pasta da modellare creare semplici forme sagomate: Gesù, Maria, Giuseppe, l'asino e il bue (solo la sagoma della testa), un pastore, pecore, un Angelo, i Re Magi.
  • Una volta asciutte, colorarle con un pennellino a punta fine e tempera colorata.
  • Una volta asciutte, verniciarle con la vernice trasparente.
  • Una volta asciutte, assemblare il presepe incollando la sagoma delle teste dell'asino e del bue sullo sfondo della grotta. 
  • Incollare l'Angelo e una stella cometa realizzata con un cartoncino giallo.
  • Abbellire il tutto con una passata di colla liquida e una spolverata di porporina oro e/o argento.



















sinforosa castoro

lunedì 14 novembre 2016

Favola del cantore sordo

In risposta a questo Post, la lettrice Betty riporta la Favola del cantore sordo di San Francesco di Sales, mi sembra bello poterla condividere con tutti voi.
Grazie mille a Betty.


San Francesco di Sales ci ha lasciato la bellissima 
Favola del cantore sordo.
In questa favola potremo trovare un aiuto ad approfondire il senso della preghiera del povero."Uno dei più celebri suonatori di liuto divenne in poco tempo completamente sordo; tuttavia continuò a cantare e a maneggiare il suo strumento con meravigliosa delicatezza; era tanto abituato, che anche sordo poteva suonare come prima. Ma non gustando più le dolcezze del suo canto, essendo privo di udito, non volle più cantare né suonare che rare volte, per contentare un principe di cui era suddito e verso il quale nutriva grande affetto e riconoscenza, per essere stato allevato alla sua corte.
Era suo vivo desiderio piacere al suo signore, il quale tutto rapito gli esternava il suo gradimento.
Talvolta, però, il principe per provare l'amore del suo caro musico, gli ordinava di cantare; poi, appena questi incominciava, lo lasciava solo nella sua camera, e se ne andava a caccia. Ma il cantore bramava tanto compiere i desideri del suo signore che continuava il suo canto come se il principe fosse stato presente, benché per lui non fosse troppo piacevole. A che serviva quella melodia? Egli non la udiva, quindi non ne godeva, e il principe essendo lontano non poteva gioire di quelle dolci note". La preghiera del povero è quella di chi trova la propria gioia nel donare il proprio tempo al Signore, con fedeltà, umiltà e fiducia, senza rimanere legato al gusto che prova pregando o all'utilità che ne deriva. La preghiera del povero è la preghiera di chi ama Dio con cuore puro.




sinforosa castoro

domenica 13 novembre 2016

I had a dream

Ho fatto un sogno bellissimo. 
La mia Italia 
popolata da genti
di tutti i colori, 
popoli, 
credi e culture. 
Gente gagliarda 
e bella come non mai,
frutto di quella mescolanza di popoli 
che innesta nuova energia, 
nuovo sangue, 
nuova forza 
e vitalità. 
Generazioni di persone diverse 
cresciute insieme, 
a stretto contatto 
le une con le altre, 
nelle scuole, 
nelle vie
 e nelle piazze. 
Generazioni di persone diverse
così tanto amalgamate
fra loro 
da riconoscersi 
un solo popolo, 
una sola nazione.
Generazioni di studenti 
che leggeranno
sui libri di storia 
gli ultimi settant'anni 
di Storia d'Italia
 e vi troveranno nomi, 
avvenimenti,
catastrofi,
successi 
e conquiste
e che si vergogneranno
quando leggeranno
di quei loro antenati, 
che
 davanti alla migrazione di coloro
che avrebbero immesso nuova linfa 
in un popolo un poco fiacco e obsoleto
avevano ipotizzato di cacciarli, 
di non accoglierli, 
di escluderli, 
anziché includerli.
Generazioni di persone 
che avranno finalemnte compreso 
che la terra
non è proprietà di qualcuno,
o per qualcuno,
ma la terra è di tutti,
e per tutti
e che i popoli
non sono diversi per odiarsi
e farsi guerre
ma diversi per arricchirsi
e che le diversità non sono
da sfuggire;
le diversità sono talenti,
da far fruttare.
Ho fatto un sogno davvero bellissimo. 



sinforosa castoro

sabato 12 novembre 2016

Leonard Cohen. So long, Marianne




sinforosa castoro

È morto un poeta: Leonard Choen

Il 7 novembre scorso, si è venuto a sapere solo ieri, è morto un grande della musica, ma io direi anche della poesia, mondiale: Leonard Choen, compositore canadese morto a ottantadue anni compiti il 21 settembre scorso. In questo brano, ascoltato tempo fa, abbiamo assaporato la sua inconfondibile voce melanconica, roca e profonda. Molti sono i suoi brani che si affacciano ora alla nostra mente, tutti percorsi da sentimenti sul multiforme caleidoscopio delle emozioni umane, vorrei ricordarne due che dedicò alla donna e musa amata che fece con lui un pezzo di vita: So long, Marianne e Bird on the Wire e per la quale scrisse una lettera d'amore nel luglio scorso, quando Marianne morì di leucemia a ottant'anni. 

Beh, Marianne, è venuto il giorno in cui siamo davvero vecchi e i nostri corpi sono a pezzi: penso che ti seguirò molto presto. Ecco, sono così vicino, dietro di te, che se stendi la mano, penso che tu riesca a toccare la mia.
Tu sai che io ho sempre amato per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non c'è bisogno di aggiungere niente, perché lo sai già. Ma ora voglio solo augurarti di fare un ottimo viaggio. Addio vecchia amica. Amore infinito, ci vediamo lungo la strada.

Dalla rete
Grazie e... ci vediamo lungo la strada, Leonard.

sinforosa castoro

venerdì 11 novembre 2016

Opere di Misericordia corporali e spirituali

Sta per concludersi questo anno giubilare voluto fortemente dal nostro papa Francesco, l'Anno della Misericordia. È inutile ricordare che la misericordia non si conclude con l'anno Santo, al contrario la misericordia è l'anima stessa del cristiano, senza di essa non possiamo definirci autentici cristiani. L'ho detto più e più volte nei miei post: non si finisce mai di divenire cristiani. L'essere cristiano è in verità un percorso che dura tutta la vita e comporta l'adeguare la notra vita agli insegnamenti e alla vita stessa di Gesù, cosa per niente facile. Ma, grazie a Dio, il Signore non guarda solo alle nostre azioni, il Signore ha un occhio particolare anche per le nostre intenzioni, in quanto Lui, a differenza nostra, sa leggere il cuore, il nostro cuore e sa di che pasta siamo fatti. Ora, però, non ci resta che programmare (scusate il termine scolastico) di far diventare le opere di Misericordia corporali e spirituali il nostro programma quotidiano di vita, la nostra cartina di tornasole per rispondere alla semplice domanda: ma io sono davvero cristiano?


OPUS DEI

OPUS DEI

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giovedì 10 novembre 2016

Jean de La Fontaine

Jean de La Fontaine nasce a Chàteau-Thierry l'8 luglio 1621 e muore a Parigi il 13 aprile 1695.
Dopo gli studi in giurisprudenza, un matrimonio, una separazione e un figlio, arriva a Parigi nel 1654. Parigi era allora una città importante per la cultura in generale e per la letteratura in particolare.
La Fontaine frequenta i salotti più importanti dove filosofi, scrittori, intellettuali, nobildonne e membri del governo si ritrovano per discutere argomenti culturali. Le sue favole sono famose e hanno le caratteristiche di quelle di Esopo e Fedro, con una morale sottintesa per far comprendere le innumerevoli sfaccettature della vita reale.
La Fontaine scrisse più di duecentoquaranta favole nel periodo che va dal 1668 al 1694 e furono pubblicate negli ultimi venticinque anni di vita dell'autore. I protagonisti sono gli animali ma anche miti antichi, soprattutto quelli greci.
Oltre alle Favole, La Fontaine scrisse altre opere: esordì nel 1654 con un rifacimento di Eunuque di Terenzio, seguì il poemetto Adonis, scrisse un libretto d'opera, poemi e persino una tragedia.

Ricordiamo solo alcune di queste famose favole:
Dalla rete
  • La cicala e la formica
  • Il lupo e la cicogna
  • Il leone e il pittore
  • Il lupo e la volpe
  • Il leone malato e la volpe
  • I due cani e l'asino.
Dalla rete














sinforosa castoro

Leggi anche la Terza parte e commenta, se vuoi.

mercoledì 9 novembre 2016

Sfida 14 Morte

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).


Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in tre parole con tema La Morte.
Questi sono i miei. Quali preferite?


Dolce sonno eterno.
Fine dei guai.
Mistero da vivere.



sinforosa castoro

Vai a leggere anche la Sfida 13 e partecipa.

martedì 8 novembre 2016

La Creazione vista dai bimbi di cinque anni

Dopo aver raccontato il passo biblico della Creazione e dopo aver commentato insieme le immagini relative... Tutti al lavoro.
In ogni spazio disegno l'opera creatrice di Dio.


  • 1 Giorno. Dio separa la luce dalle tenebre.
  • 2 Giorno. Dio separa le acque dalle acque e crea il firmamento, il cielo.
  • 3 Giorno. Dio raccoglie le acque, il mare, e chiama terra l'asciutto, che si riempie di piante e fiori.
  • 4 Giorno. Dio crea gli astri: il sole, la luna e le stelle.
  • 5 Giorno. Dio crea i pesci dei mari e gli uccelli del cielo.
  • 6 Giorno. Dio crea le bestie che popolano la terra.
  • 7 Giorno. Dio crea l'uomo e la donna a immagine di Dio e regala tutta la creazione a loro e... a tutti noi.




sinforosa castoro

lunedì 7 novembre 2016

Scatti 2

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.

sinforosa castoro

Se ti va vai agli altri scatti

sabato 5 novembre 2016

Peggy fa il girotondo

Ieri sono venuti i miei amici e ci siamo divertiti tanto...













... è venuto mio cugino Lele e Giorgino e pettirosso Gregorio...


Poi è arrivata anche Nina, la mia nuova amica e abbiamo giocato a fare...







... il girotondo.


Giro giro tondo
Casca il mondo
Casca la terra
Tutti giù per terra.

sinforosa castoro

venerdì 4 novembre 2016

Ogni strada è soltanto una tra un milione

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili. Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via. Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso. Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare per quella strada o di lasciarla non deve essere provocata dalla paura o dall'ambizione. Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi. Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono eguali. Non conducono in nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia o sotto la boscaglia. Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta. Se ce l’ha è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare. Carlos Castaneda 
Scrittore peruviano naturalizzato statunitense 25-12-1925 Cajamarca, Perù; 27-04-1998 Los Angeles.



sinforosa castoro

giovedì 3 novembre 2016

Elton John. Sorry seems to be the hardest word

Un pezzo davvero struggente del lontano 1976, quando le nebbie avvolgevano la città illuminata da mille e più luci tremolanti e sfumate.




sinforosa castoro

mercoledì 2 novembre 2016

Quando è morto mio papà

"Quando è morto mio papà io ero piccola. Lui mi prendeva in braccio. Poi si è ammalato e poi è morto". N. C anni cinque.

Adesso disegno dove c'è mio papà














Mio papà è nella tomba e quella lì è mia mamma

sinforosa castoro

martedì 1 novembre 2016

Santa Cecilia

Cecilia nasce a Roma in una famiglia patrizia cristiana e va in sposa a un certo Valeriano, pagano. Nella sua Passio, redatta nel V secolo e pervenutaci, si racconta che la giovane sposa, al momento del matrimonio, rivela al marito di avere offerto da tempo la sua verginità a Dio e che un Angelo è a sua custodia. Lo sposo, volendo sapere di più della fede di Cecilia, accetta il consiglio di recarsi in una casa sulla via Appia dove papa Urbano lo avrebbe istruito e battezzato. Al ritorno, Valeriano vede Cecilia in compagnia di un angelo, il quale tiene fra le mani gigli (simbolo di purezza) e rose (simbolo di martirio) e chiede agli sposi di vivere in castità.
Valeriano rende partecipe della sua gioia cristiana il fratello Tiburzio il quale si reca da papa Urbano dove viene istruito e battezzato.
Tulcio Almachio, prefetto della città, ordina di uccidere i cristiani e di lasciare i cadaveri insepolti. Valeriano e Tiburzio, aiutati da Cecilia, invece, danno sepoltura a quei cadaveri macchiandosi di reato, per di più si rifiutano di sacrificare agli dei e così vengono condannati a morte. L'ufficiale Massimo, incaricato di giustiziarli, rimane alquanto sorpreso dalla giovane età dei condannati e soprattutto dalla gioia con cui affrontano la morte. Anch'egli vuole saperne di più di questa fede e così vuole essere catechizzato e battezzato. Almachio appena viene a saperlo ordina di uccidere anche lui.
Cecilia seppellisce tutti e tre i corpi e vuole che sul sepolcro del marito sia scolpita una fenice, simbolo di risurrezione. Turcio Almachio, il prefetto, volendo impossessarsi di tutti i beni dei due fratelli fa arrestare anche Cecilia che, non piegandosi alle richieste di abiurare la sua fede, è condannata a morte per soffocamento. Uscita indenne dal calidarium dei bagni è condannata alla decapitazione. Un soldato la colpisce per ben  tre volte sul collo senza riuscire a staccarle la testa. In quei tre giorni di supplizio Cecilia lascia la sua casa a papa Urbano chiedendogli di consacrarla col nome di una chiesa. Qui finisce la Passio (rievocazione storica della vita e martirio di un santo), di certo si sa che papa Urbano collocò il corpo di Cecilia in un sepolcro accanto alla cripta dei papi nelle catacombe di san Callisto.
 Il 19 ottobre del 1559, durante lavori di restauro, fu esplorato il sarcofago di Cecilia. Dentro l'arca di cipresso, ancora integra, stava il corpo incorrotto della martire coperto di un velo di seta ancora intriso di sangue sopra l'abito tessuto con fili d'oro. Il corpo non giaceva supino ma sdraiato sul lato destro. Fu chiamato lo scultore Stefano Maderno che ne fece il disegno e in seguito scolpì la bella statua che ancora si può ammirare nelle catacombe di san Callisto.
Il martirio di santa Cecilia si celebra il 22 novembre

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p.s. Buona Festa di Tutti i Santi e quindi buon onomastico a tutti voi.

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