La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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lunedì 31 ottobre 2016

Analisi di una storia

Ricordate questa storia? Ebbene, il lavoro è continuato con l'analisi della storia e cioè:

  • Dove si svolge la storia?
  • Quando?
  • Chi sono i personaggi?
  • Come si svolge la storia?
  • Come si conclude la storia?
Poiché i "miei" bambini sono bimbi della scuola d'infanzia risponderanno alle domande disegnando, e per chi ha letto la storia si renderà conto che sono davvero bravi.



sinforosa castoro

domenica 30 ottobre 2016

Salmo 148

 Alleluia.

Lodate il Signore dai cieli,

lodatelo nell'alto dei cieli.

Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,

lodatelo, voi tutte, sue schiere.
 Lodatelo, sole e luna,
lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
 Lodatelo, cieli dei cieli,
voi acque al di sopra dei cieli.
 Lodino tutti il nome del Signore,
perché egli disse e furono creati.
 Li ha stabiliti per sempre,
ha posto una legge che non passa.

 Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti abissi,
 fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che obbedisce alla sua parola,
 monti e voi tutte, colline,
alberi da frutto e tutti voi, cedri,
 voi fiere e tutte le bestie,
rettili e uccelli alati.

 I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
 i giovani e le fanciulle,
i vecchi insieme ai bambini
 lodino il nome del Signore:
perché solo il suo nome è sublime,
la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.
 Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.
È canto di lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli di Israele, popolo che egli ama.
Alleluia.

In questa domenica colpita al cuore dal tremendo terremoto che ancora una volta ha portato devastazione, paura e sconforto nelle regioni del centro Italia, un Salmo che inneggia alla lode di quel Signore Creatore che tutto può. 

Dalla rete
sinforosa castoro

sabato 29 ottobre 2016

Storia di Halloween

Dopo aver raccontato la storia di Fantasmino, ascoltiamola dalle parole dei bimbi di cinque anni.

Fantasmino è un fantasma piccolo e abita con sua mamma e suo papà. Abita nel castello sulla montagna.


E vuole un amico perché è stufo di stare da solo con sua mamma e suo papà. Allora va in città, però sua mamma e suo papà non volevano.


Però in città nessuno lo vede, perché è un fantasma e lui è trasparente. Poi di sera vuole tornare a casa e non ha trovato un amico e allora è molto triste.
Poi, però, entra nella stanza di un bambino e lui lo vede e Fantasmino è contento e dice: «Perché tu mi vedi?». E lui dice perché sono un bambino e i bambini vedono anche i fantasmi.
Poi lui dice: «Come ti chiami?».
«Mi chiamo Fantasmino, e tu».
E lui dice: «Mi chiamo Martino» e cominciano a giocare con le macchinine.

Poi Fantasmino va a casa, perché è buio e sua mamma e suo papà lo stanno aspettando. Quando arriva al castello, racconta che ha trovato un amico e si chiama Martino e domani viene a trovarlo e lui è contento.

sinforosa castoro

venerdì 28 ottobre 2016

Percy Sledge. Take time to know her




Ascoltate questo sound e ditemi se non vi fa sognare, spaziare nel tempo e in luoghi, altri dai vostri?
Buon viaggio.

sinforosa castoro

giovedì 27 ottobre 2016

Il blog è comunicazione

Questo post di Ferruccio Gianola e questo di  Miki Moz, articoli belli, corposi e interessanti, mi hanno fatto riflettere sul perché di un blog.
Già in questo post chiarivo un poco le intenzioni e le finalità del mio blog, ma forse non ho mai detto apertamente che per me il blog non è un semplice passatempo, è molto di più. Un passatempo, per me, è un cruciverba, un lavoro all'uncinetto o ai ferri, una creazione di cucito o con materiali vari, scrivere, cucinare, leggere, dipingere, suonare... tutti interessanti e da me praticati.
Il blog, per me, è anzitutto desiderio di comunicare, che peraltro è uno dei miei interessi preponderante.
Sapevo che mi avrebbe "portato via tempo", in realtà mi occupa tempo, cosa ben diversa, e per questo rimandavo sempre il suo inizio finché quel giorno... è successo.
Come tutti coloro che hanno un blog ci sono alti e bassi, non manca mai tuttavia la voglia di comunicare, quella c'è, sempre. Comunicare, sì, ma soprattutto non stancare. Speriamo di essere all'altezza delle mie aspettative.



sinforosa castoro

mercoledì 26 ottobre 2016

Preghiera

La preghiera non è un ozioso passatempo per vecchie signore.
Propriamente compresa e applicata, è lo strumento d’azione più potente.
Mahatma Gandhi

Dalla rete

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martedì 25 ottobre 2016

Fedro

Fedro visse nell'antica Roma tra il 20 a.C. e il 50 d.C. ai tempi in cui governava l'imperatore Augusto. Arrivato come schiavo dalla Tracia, apparteneva alla famiglia di Augusto, divenne poi liberto assumendo il nome di  Caio Giulio Fedro: il praenomen  e il nomen del suo patrono (protettore) Augusto.
Fedro raccolse molte favole sugli animali e ne aggiunse anche alcune proprie. Scrisse cinque libri di Fabulae, Phaedri Augusti liberti fabulae Aesopiae, ma ne rimangono molte di meno.
Come in Esopo, le favole di Fedro sono caratterizzate da tutti quegli elementi che distinguono la favola dalla fiaba e cioè da animali parlanti e da una morale che sottende alla storia narrata.
La prepotenza, la vanagloria, la crudeltà, l'ingordigia, l'invidia, l'ipocrisia, la ferocia, la vendetta, la furbizia, l'astuzia... emergono nelle espressioni allegoriche degli animali: il leone, il lupo, il corvo, la volpe, la rana, la pantera, il coccodrillo, il serpente, il cane... a ricordarci un certo tipo di uomini e umanità spesso, purtroppo, deludente e, a mio parere, sempre attuale, perché le Favole sono parabole che raccontano l'essenza senza tempo dell'essere umano.

Si ricordano alcune di queste famose favole:
  • La volpe e l'uva
  • La volpe e la cicogna
  • Il lupo e l'agnello
  • La rana e il bue
  • La volpe e il corvo
  • Il calvo e la mosca
  • Il topo e la rana
Dalla rete
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Dalla rete

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Leggi anche la Seconda parte  e commenta, se vuoi.

lunedì 24 ottobre 2016

Sfida 13 Politica

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).


Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in cinque parole con tema Politica.
Questi sono i miei. Quali preferite?


Difficile, l'arte di governare.
Dare voce ai problemi altrui.
Mettersi al servizio degli altri.



sinforosa castoro

Vai a leggere anche la  Sfida 12       e partecipa.

domenica 23 ottobre 2016

La vera preghiera

Bellissimo il Vangelo di oggi in cui ciascuno di noi si ritroverà. Chi di noi almeno una volta nella vita non si è sentito fariseo?
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo". Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore". Io vi dico: questi, a di differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Lc 18,9-14
  • Il fariseo chi è se non uno che segue a puntino tutte le norme dettate dalla Legge? È un praticante, diremmo noi, sì, tuttavia, però... Sta dinanzi al Signore credendosi nel giusto e le sue virtù le trasforma in disprezzo verso il pubblicano, che ai tempi di Gesù era considerato alla pari di un lebbroso, uno da cui stare alla larga e da tenere alla larga. La preghiera del fariseo è una sorta di contabilità, non certo dettata da amore, condivisione, dialogo e gratitudine.
  • Il pubblicano, al contrario, sta dinanzi al Signore talmente cosciente dei propri peccati che se ne sta in disparte, con gli occhi bassi. È lì, davanti a Dio, solo per essere perdonato e la sua preghiera è dettata dal desiderio di ricostruire quel legame fratturato dai peccati commessi, è dettata dall'amore, dal desiderio di intimità col suo Signore.
Gesù conclude dicendo che il pubblicano ritornò a casa giustificato. Che la nostra preghiera sia una preghiera solidale, e non di condanna o giudizio, e di infinita umiltà e abbandono nelle braccia di un Padre che ci ama di un amore infinito e incondizionato.


Dalla rete

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sabato 22 ottobre 2016

Castello Cioccolato


Incolliamo nella sagoma tanta polvere di cacao (scaduto).
"Che bello! È morbido e profumato e colora di marrone".


Incolliamo la polvere di cacao anche su strisce di carta.
Coloriamo foglie col pastello verde.


Intanto coloriamo il castello...


... e creiamo i personaggi.


Incolliamo gli alberi della foresta e il castello.


Incolliamo i personaggi.


Manca solo il re, la regina e il principe...


... e che il Castello prenda vita, in tante storie, filastrocche, canti, danze, eh...


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venerdì 21 ottobre 2016

Pipì papà

Si sa che nella scuola dell'infanzia anche imparare a fare pipì può impegnare settimane o mesi. Ci sono bambini che si rifiutano di utilizzare il "nuovo e sconosciuto" waterino e trattengono la pipì fino a quando se ne ritornano a casa e non valgono a niente gli inviti da parte delle maestre, con tutte le argomentazioni possibili e immaginabili, e quelle dei compagni.

In bagno, prima di pranzo. Lei ha cinque anni, e si atteggia da donnina, lui un piccolino, un vero bebè, rotondetto, con un collo sottile e una bella testina tonda tonda. Lui non vuole fare pipì.
«Su, dai, vai anche tu, guarda tutti i tuoi amici come sono bravi. Se non vuoi stare in piedi ti siedi».
Lui va davanti al waterino, lo osserva, riflette, si allontana (come se il water fosse un mostro in grado di mangiarlo) e dice, convinto: «No. Pipì, papà».
«Ma su dai, poi ti rimane dentro tutta la pipì».
Lei, che ha osservato e ascoltato tutto, mi guarda, sbuffa, esasperata, ed esclama:
«Ecco perché c'hai la testa così grande».
Lui la guarda e ripete: «Pipì, papà».

Eh... i bambini!

Dalla rete
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mercoledì 19 ottobre 2016

Scatti

Una fotografia può far accendere la fantasia, può far sognare, sconcertare, lasciare allibiti, fare piangere, sorridere. Una fotografia è lo scatto di un frammento di vita reale o una scheggia di immaginazione, è una finestra aperta sul mondo o sulle luci e ombre che si muovono dentro di noi. Una fotografia è tutto un mondo che si racconta in uno scatto.
E allora, questa foto cosa vi suscita? Cosa fa scattare dentro di voi? Dove vi porta? Raccontatelo.


sinforosa castoro

martedì 18 ottobre 2016

Il corpo umano

Ritratto impronta


Dopo aver parlato, guardato i libri, considerato, raccontato a cosa servono gli organi del nostro corpo, 
realizziamo gli organi.

                                                                                       
 Ricomponiamo il corpo mettendo gli organi al loro posto e rivestiamo il corpo.
Se alziamo i vestiti, però, ecco sotto tutti gli organi al loro posto.


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Attesa

In attesa del post di oggi...

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lunedì 17 ottobre 2016

Sfida educativa

Sfida educativa. Ricominciamo dalla famiglia.

In che cosa si differenzia il ruolo educativo dei padri e delle madri?
Madre è il nome della cura, della presenza, del desiderio che sa rendere unica e insostituibile la vita del figlio. Madre è il nome della cura che sa ospitare una vita, darle valore, sottrarla all'insignificanza. Padre è il simbolo della Legge, custodisce il senso virtuoso e non repressivo del limite.Senza senso del limite non c'è senso di desiderio. È il grande problema del nostro tempo. Il tramonto del padre ha spento il desiderio. Senza Legge il desiderio diventa solo capriccio, puro arbitrio.
Massimo Recalcati, psicoanalista e saggista, in una bella intervista, che consiglio di leggere integralmente, rilasciata a Famiglia Cristiana nel n.41 del 2016






sinforosa castoro

domenica 16 ottobre 2016

L'uccellino Passerino

Questa mane in giardinetto
ho trovato un uccelletto 
era bello e piccolino
si chiamava passerino.
A volare faceva così, così, così.
A cantare faceva cip cip, cip cip, cip cip.
A mangiare faceva tic tic, tic tic, tic tic.
Ma un cattivo cacciatore
con lo schioppo fece PUMMM!!!
L'uccellino poverino cadde a terra e poi morì
L'uccellino poverino cadde a terra e poi morì.
Non è vero non son morto
son caduto dallo spavento
l'uccellino passerino 
 ora vola in libertà
l'uccellino passerino
 ora vola in libertà.

Dalla rete

Questa famosa canzoncina si canta e si mima nelle scuole dell'infanzia da decenni. Chi se la ricorda?

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sabato 15 ottobre 2016

venerdì 14 ottobre 2016

Bob Dylan testi

THE TIMES THEY ARE A CHANING'
Venite intorno a me, voi tutti
ovunque vagate,
e ammettete che le acque
intorno a voi sono salite,
e accettate che presto
sarete inzuppati fino all’osso.
Se per voi il tempo
ha qualche valore,
allora è tempo di cominciare a nuotare
o affonderete come pietre.
Perché i tempi stanno cambiando.
Venite, scrittori e critici
che profetizzate con le vostre penne
e tenete gli occhi bene aperti.
Non vi sarà data un’altra scelta.
E non parlate troppo presto,
perché la ruota sta ancora girando
e nessuno può dire
chi sarà estratto.
Il perdente di adesso
sarà domani il vincitore,
perché i tempi stanno cambiando.
Venite, senatori e deputati,
ascoltate, vi prego, il richiamo.
Non vi fermate sulla soglia,
non bloccate l’ingresso,
perché colui che ha cercato di rallentarci
ci rimetterà.
C’è una battaglia
fuori che infuria
e presto scuoterà le vostre finestre
e farà tremare i vostri muri.
Perché i tempi stanno cambiando. 
LIKE A ROLLING STONE
Tanto tempo fa ti vestivi così bene,
Da giovane gettavi una moneta ai mendicanti, vero?
La gente ti chiamava, diceva
‘Attenta bambola! Sei destinata a cadere.’
Tu pensavi che stessero tutti scherzando,
Eri solita ridere
Di tutti quelli che vivevano come fannulloni.
Ora non parli così ad alta voce,
Ora non sembri così orgogliosa
Nel tuo dover elemosinare il tuo prossimo pasto.
Come ci si sente?
Come ci si sente
Senza una casa?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?

Sei andata alle scuole più prestigiose,
tutto bene, signorina solitaria.
Ma sai che ti piaceva solo ubriacarti!
Nessuno ti ha mai insegnato come vivere per la strada
Ed ora dovrai abituartici.
Dicevi che non saresti mai scesa a compromessi
Con il vagabondo misterioso, ma adesso ti rendi conto
Che lui non sta vendendo alcun alibi,
Mentre tu fissi nel vuoto dei suoi occhi
E gli chiedi ‘Facciamo un accordo?’
Come ci si sente?
Come ci si sente
a essere sola?
Senza un posto dove andare?
Come una completa sconosciuta,
Come una pietra che rotola?
MISTER TAMBOURINE
Ehi, Mister Tambourine,
suona una canzone per me.
Non ho sonno
e non ho un posto dove andare.
Ehi, Mister Tambourine,
suona una canzone per me.
Nel tintinnare del mattino
camminerò con te.
Sebbene sappia che l’impero della sera
è ritornato nella sabbia,
svanito dalla mia mano,
lasciandomi in piedi accecato
ma ancora senza sonno.
La mia stanchezza mi sorprende.
i miei piedi sono segnati.
Non ho nessuno da incontrare
e le antiche strade vuote sono
troppo morte per sognare.
Portami in viaggio sulla
tua nave magica ondeggiante.
I miei sensi sono denudati,
le mie mani non sentono la presa,
i piedi insensibili per camminare
aspettano soltanto che i tacchi
incomincino a vagare.

sinforosa castoro

giovedì 13 ottobre 2016

Bob Dylan premio Nobel

Si dice i casi della vita! Oggi ci ha lasciati, all'età di novant'anni, un premio Nobel per la letteratura, nel 1997, l'originale e il fuori degli schemi drammaturgo, scrittore, regista e chi più ne ha... Dario Fo. E proprio oggi, 13 ottobre 2016, un grande, originale e fuori degli schemi cantautore è stato insignito del premio Nobel per la letteratura: Bob Dylan.
Dylan, settantacinque anni compiuti il 24 maggio scorso, ha saputo creare un nuovo modo di fare poesia e letteratura e quelle parole sono diventate canzoni e ballate stupende, indimenticabili.
Dylan ha saputo tradurre in musica le tensioni sociopolitiche degli anni sessanta e i versi degli autori della beat generation. Un bel premio a una bella persona.



sinforosa castoro

mercoledì 12 ottobre 2016

Sam Cooke. A change is gonna come

Stamattina vi lascio con questo capolavoro, e i seguenti, perché vi accompagni in questo nuovo giorno.




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martedì 11 ottobre 2016

Validare, dare significato e regolare le emozioni

Prime settimane di scuola e la scuola scoppia di emozioni. I bambini non sanno dare voce alle loro emozioni, non sanno raccontarle ed ecco emergere e dilagare grida, pianti sommessi o urlati, comportamenti provocatori, oppositivi, disturbi psicosomatici, insomma di tutto e di più.
È importante che l'adulto (genitore, insegnante) sappia validare, dare significato, orientare e regolare queste emozioni "ribelli":
  • Dimostrando al bambino di riconoscere la sua emozione.
  • Chiedendogli di raccontare ciò che lo disturba in quel momento.
  • Cercando di fargli prendere coscienza di cosa ha scatenato in lui quella specifica emozione. 
Molto utili, al fine di offrire al bambino esempi concreti e non solo parole astratte, sono:
  • I racconti, le fiabe attraverso le quali il bambino riconosce e rielabora le sue stesse emozioni.
  • L'uso di burattini, là dove il burattino inizia a dialogare col bambino e attraverso quel dialogo fa comprendere, orienta e spiega il perché di tali emozioni.
  • La drammatizzazione, soprattutto quella del cambio dei ruoli.
  • La rappresentazione pittorica e/o grafica. 


Dalla rete

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lunedì 10 ottobre 2016

Dov'è Peggy?

Eccomi sul treno diretta a...


... su, dai, chi indovina? Eccomi su questa bella colonna marmorea...


È una bella piazza dove c'è una bel Duomo, e suuu! Dove sono?



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domenica 9 ottobre 2016

Chiarimenti intorno al blog

Miriam mi chiede perché il mio blog tocca così tanti argomenti: "...non pensi di disperdere lettori? I blog delle maestre dovrebbero trattare di scuola. Quelli dedicati al cibo alla cucina e così via. In questo modo potresti avere più lettori, più specifici e non così vari e inconcludenti". E poi mi chiede perché i miei post sono così brevi.

A parte, cara Miriam, che i lettori del blog non sono affatto inconcludenti, vari sì, e questo è un punto di forza, secondo me, ma inconcludenti proprio no. I "miei" lettori sono persone che dicono la loro su svariati argomenti e i loro interventi sono puntuali e pertinenti agli argomenti trattati e questo è un arricchimento per me e per tutti coloro che passano di qui.
Questo blog, e lo dico nella presentazione, e da sempre, è scritto da una maestra d'infanzia, sì, ma non è un blog sulla scuola dell'infanzia, sia ben chiaro. Nelle mie intenzioni era creare uno spazio in rete dove le persone, giovani e meno, potessero trovarvi qualcosa di interessante, divertente, ma anche di attuale, di leggero, insomma, un blog vario, come dici tu, come vari e tanti sono gli interessi dell'autrice.
Sul perché i miei post siano essenzialmente brevi è presto detto. La rete offre un' infinità infinita di parole e sovente queste sono disattese dai lettori perché semplicemente troppe. La comunicazione, a mio parere, oggigiorno deve essere breve, sebbene di contenuto, per incentivare il lettore a leggere, per disincentivarlo ad andare oltre, a passare oltre. E così scrivo post sintetici, anche su argomenti che richiederebbero più parole, per non stancare il lettore, per invogliarlo a leggere. Se ci riesca o no non posso dirlo io, questo spetta al lettore, io me lo auguro e nel momento in cui dovessi stancare desidererei saperlo per poter magari aggiustare il tiro. Non so se ho risposto alle tue perplessità, lo spero tanto.

Dalla rete
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sabato 8 ottobre 2016

Alleati e nemici

Cinque alleati e cinque nemici nella costruzione di "Cieli nuovi e terra nuova", proposti dal presidente RnS Salvatore Martinez.
Pazienza, non pigrizia.
Prudenza, non paura.
Purezza, non passività.
Pregare, non protestare.
Pane, non pietre.


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venerdì 7 ottobre 2016

Esopo

Si dice che Esopo sia vissuto nel VI secolo a.C. nell'antica Grecia, che sia stato uno schiavo e poi liberto, tuttavia non si ha prova certa della sua esistenza, alcuni sostengono che sia un personaggio fantastico a cui sono attribuite le famose favole. Quello che è certo, infatti, è che c'è una collana di favole di animali che passa sotto il nome di Favole di Esopo. (Corpus fabularum Aesopicarum).
Come si è detto in questo Post la favola si differenzia dalla fiaba per svariati elementi. Le immagini che ci offre Esopo nei suoi racconti semplici e naturali rispecchiano le caratteristiche della favola dove alla fine primeggia una morale. Imitatori di Esopo furono Fedro e La Fontaine.
Ecco alcune di queste favole che si possono trovare anche in rete.
  • La volpe e il cane
  • Il leone, il cinghiale, gli avvoltoi
  • Il lupo e la capra
  • Il leone chiuso a chiave a l'agricoltore
  • Il leone vecchio e la volpe
  • La vipera e la lima
  • Il leone e la rana La volpe dallo stomaco gonfio
  • Il toro e la zanzara

Dalla rete
Busto raffigurante, forse, Esopo, dello scultore Lisippo vissuto in Grecia tra il 360 e il 316 a. C


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Leggi anche la Prima parte e commenta, se vuoi.

giovedì 6 ottobre 2016

La mamma sgrida il papà

«Maestra lo sai che mia mamma sgrida sempre mio papà?».
«Lo sgrida? E perché?».
«Eh, perché lui arriva sempre tardi».
«Può succedere. Magari c'è traffico».
«Ma no, lui arriva sempre tardi e mia mamma ci sgrida e ci dice tutte le parole».
«Ma tu devi dirle 'mamma non arrabbiarti'».
«E ma lui arriva sempre tardi!».
«Ma secondo te ha ragione la mamma o il papà?».
«Mia mamma».


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mercoledì 5 ottobre 2016

Richie Havens. Freedom. Woodstock 1969




Richard Havens, nato a Brooklyn il 21 gennaio 1941 e morto a Jersey City il 22 aprile 2013, è stato un cantante e chitarrista statunitense cresciuto professionalmente sulla sfondo del folk del Greenwich Village, il medesimo di artisti come Bob Dylan e Joan Baez. Fu proprio Richard Havens a salire per primo sul palco di Woodstock (1969) dove suonò e cantò tutto il suo repertorio. Alla fine improvvisò una versione di Motherless Child  aggiungendo la parola freedom ripetuta all'infinito: fu un successo internazionale.


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martedì 4 ottobre 2016

Santa Ermelinda

Ermelinda nasce a Lovenjoul nel Brabante (l'attuale Belgio). Ancora giovane decide di non accettare alcuna proposta di matrimonio e mette a disposizione dei più poveri la ricchezza che i genitori le avevano riservato. In ricerca si silenzio e solitudine, si ferma nell'attuale villaggio di Beauvechain, dove si dedica alle pratiche religiose. Due uomini, fratelli e signori del luogo, tentano di rapirla durante la sua preghiera notturna, ma lei, avvertita da un Angelo, riusce a fuggire e a raggiungere Meledert dove muore a soli quarantotto anni verso la fine del VI secolo. 
Il nome Ermelinda è di origine tedesca, si divide in Erme potente e linda da linta /scudo quindi, in cielo, abbiamo  uno scudo del potente.
Santa Ermelinda si festeggia il 29 ottobre.


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lunedì 3 ottobre 2016

Grazie



Dio ti ha fatto un regalo di 86.400 secondi, oggi.
Ne hai speso uno per ringraziarlo?
 
William Arthur Ward


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