La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

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giovedì 30 giugno 2016

Dentro e fuori la pancia della mamma

Mattina ore 8.40, in giardino, quattro chiacchiere con un gruppetto di "grandoni".
«Maestra, domani finisce la scuola?».
«Sì, domani sarà l'ultimo giorno. Vi ricordate quando siete arrivati eravate piccolini e adesso siete diventati grandi, pronti per andare alla scuola dei grandi».
«Però poi vine qua mio fratello».
«Hai ragione, a settembre arriverà il tuo fratellino. Sai che noi lo abbiamo visto quando era ancora dentro la pancia della tua mamma?».
«Anche a me mi avevi visto», interviene una bimba.
«Sì».
«E... e... perché l'hai vista?» domanda un bambino.
«Perché quando Lisa era nella pancia della sua mamma qui c'era la sua sorellina».
«A... a... anch'io però ero nella pancia di mia mamma».
«Certo, tutti prima eravamo nella pancia della nostra mamma. Anch'io ero nella pancia della mia mamma».
Davanti a questa mia affermazione, lui mi squadra, un po' preoccupato e riflessivo e sbotta:
«A.. a... ma, ma adesso no... no puoi perché s'è stretta».
«Non è perché si è stretta la pancia è perché quando si esce dalla pancia della mamma si diventa grandi, sempre più grandi e... ».
Salta su un altro «... e poi come fai a entrare, se sei grande?».
Arriva un nuovo amico, mi piantano lì e se ne vanno tutti a giocare.
















sinforosa castoro

mercoledì 29 giugno 2016

In dirittura d'arrivo

In questi giorni di fine scuola (la scuola dell'infanzia finisce il 30 giugno) noi insegnanti siamo alle prese con carte e scartoffie di ogni genere. Registri, Rubriche Valutative, relazioni finali, progetti per l'anno scolastico prossimo, verifiche, incontri, confronti - non sempre sereni, purtroppo - con colleghe e dirigente, collegio docenti in metà di mille e chi più ne ha...
Insomma, più che insegnanti ci sentiamo impiegate d'ufficio e i bambini? I bambini ci sono, eccome, e richiedono le nostre attenzioni, come durante tutto l'anno scolastico, del resto.
Com'è lontana la "scuola materna" d'una volta dove la priorità l'avevano proprio loro, i bambini, e la burocrazia si limitava alla compilazione del Registro e alla compilazione delle Schede di Valutazione finale; eppure quante attività si facevano anche allora.
Nostalgia di un passato? Assolutamente no, tuttavia mi domando a che servono tutte quelle carte (mail) moltiplicate all'infinito per raccontare quella che è, e che è sempre stata, la routine della scuola.
Che sia solo pubblicità? E se sì, a che pro?


Dalla rete

sinforosa castoro

lunedì 27 giugno 2016

Kintsugi

Chi conosce la tecnica del Kintsugi? In breve, è una tecnica di ceramisti giapponesi. Quando un vaso si rompe, anziché incollarlo alla belle meglio o gettarlo, si riempiono le linee di frattura con l'oro. Ecco che quel vaso rotto risorge a nuova vita e le crepe, addirittura valorizzate, rendono quel vaso, reso nuovo, ancor più prezioso.
Accogliamo e valorizziamo le ferite della nostra e dell'altrui vita e cerchiamo di ricordare che è attraverso le nostre e altrui  ferite e fragilità che entra in noi, e in chi ci sta accanto, il nuovo. Riempiamo di perdono quelle ferite e vivremo in pace.




Dalla rete





sinforosa castoro

domenica 26 giugno 2016

Opere della carne e opere dello spirito

Fra le letture che la Chiesa ci propone oggi, mi soffermerei sulla seconda, la lettera di Paolo ai Galati

Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. 
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso.
Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;
la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Gal. 5, 1. 5, 13-18.


Ma vogliamo vedere cosa indica Paolo per i desideri della carne e quelli dello spirito?
Basta concludere il capitolo quinto della lettera per avere un quadro attualissimo.


Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: 

  • fornicazione 
  • impurità
  • dissolutezza 
  • idolatria
  • stregoneria 
  • inimicizie 
  • discordia 
  • gelosia 
  • ire 
  • contese 
  • divisioni 
  • sette 
  • invidie 
  • ubriachezze 
  • orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è 

  • amore 
  • gioia 
  • pace
  • pazienza 
  • benevolenza 
  • bontà
  • fedeltà 
  • mansuetudine
  • autocontrollo; contro queste cose non c'è legge.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito. Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri. Gal. 5, 19-26




sinforosa castoro

venerdì 24 giugno 2016

Sfida 4 Strada

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: 
«For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).


Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in sei parole con tema La strada.
Questo è il mio.

E dopo quello schianto tutto tacque.


sinforosa castoro

Vai a leggere anche Sfida 3 e partecipa.

giovedì 23 giugno 2016

Delusione

Ma voi cosa ne pensate di una persona che da una parte si dimostra amica, collaborativa e dall'altra, di punto in bianco, quando meno ve l'aspettate, magari durante una riunione con colleghi e dirigente, vi prende a pesci in faccia, vi urla dietro, si erge a giudice di ogni vostra parola verbale o scritta che sia? 
Be', dopo un attimo di disorientamento e di rabbia "ragionata", in me rimane la delusione e anche un pizzico di ilarità, sì anche ilarità, perché assistere alla rabbia ingiustificata per mettersi in mostra davanti a terzi non è solo deludente è anche ridicolo.


Dalla rete

sinforosa castoro

mercoledì 22 giugno 2016

The Beatles. Across the Universe

Dicembre 1970.
Freddo e luci scintillanti per i viali della città in movimento.
Visioni di domani in elaborazione, che dilatano il cuore, fino a mozzare il fiato.





sinforosa castoro

martedì 21 giugno 2016

La Guida


Quella vecchietta ceca, che incontrai 

la notte che me spersi in mezzo ar bosco, 
me disse: «Se la strada nun la sai, 
te ciaccompagno io, ché la conosco. 
Se ciai la forza de venimme appresso, 
de tanto in tanto te darò 'na voce, 
fino là in fonno, dove c'è un cipresso, 
fino là in cima, dove c'è la Croce… ».
Io risposi: «Sarà … ma trovo strano 
che me possa guidà chi nun ce vede … ». 
La cieca allora me pijò la mano 
e sospirò: «Cammina!». Era fa Fede. 
Trilussa





















sinforosa castoro

domenica 19 giugno 2016

La domenica mattina

La domenica mattina 
canta allegra la gallina,
canta il gallo e il pulcino,
canta pure l'uccellino
e gli insetti canterini
fra zzz-zzz-zzz dentro ai giardini,
solo il micio fa miao miao
e il cane bau bau bau.
Cantan tutti in un bel coro
perché questo è un giorno d'oro
giorno d'oro e d'argento 
che si perde nel firmamento
perché questo è il primo giorno 
di una nuova settimana
che ritorna puntualmente 
la domenica seguente.












di sinforosa castoro

sabato 18 giugno 2016

Sfida 3 Dormire

Era famoso il Romanzo in sei parole scritto da Hemingway per vincere una scommessa: 
«For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate).

Chi ha voglia di partecipare? Un racconto in undici parole con tema Il dormire.
Questo è il mio.

Madido di sudore, occhi sbarrati: ahhh... era stato solo un incubo.


sinforosa castoro


Vai a leggere anche Sfida 2 e partecipa.

venerdì 17 giugno 2016

Peggy canterina

Com'è bello passeggiare... la la la la la la la...


Sul muretto della colonna... la la la la la la la...



E che acqua fresca, fresca... la la la la la la la...

Sono qui su questi fiori... la la la la la la la...


Patapunfetè son caduta... la la la la la la laaaaaa. 
«Sinforosaaa. Ahi, che male! Sinforosaaa».



sinforosa castoro

giovedì 16 giugno 2016

Notizie utili

È un motore di ricerca che aiuta a trovare parole e frasi in lingua inglese per esprimere un concetto. Ha uno sconfinato database di frasi prese da fonti davvero autorevoli: sito del The New York Times e dal sito di The Economist ed è stato inventato da tre giovani siciliani. E, importante, è gratutito.
http://ludwig.guru/
Provare per credere
http://ludwig.guru/s/provare%20per%20credere



Finalmente dal  maggio su RAI Yo Yo non c'è più la pubblicità e i bambini non saranno più bombardati dagli spot e, soprattutto, Calimero, Dinosauri, Peppa e compagni non saranno più interrotti. EVVIVAAA!!!




sinforosa castoro

mercoledì 15 giugno 2016

Letture estive

La scuola è finita, tranne quella per i più piccoli, la scuola dell'infanzia, e senz'altro maestre, maestri e professori avranno assegnato compiti e letture. Già, le letture delle vacanze estive!
Personalmente sono favorevole al consiglio di letture poiché, oggi più che mai, c'è bisogno di leggere, leggere e ancora leggere.
Essere favorevole, però, non significa obbligare un alunno a leggersi libri e libri, perché l'obbligatorietà rende l'azione del leggere, e di conseguenza il libro, una grande noia.
Semmai, l'insegnante dovrebbe avviare l'alunno all'interesse verso quell'argomento facendolo precedere da racconti fatti in classe.
Nella mia scuola, per esempio, con i bambini in uscita, i "grandi", per intenderci, è stata raccontata la storia delle dodici fatiche di Ercole. Dinanzi a immagini affascinanti di un libro adatto alla loro età e al racconto entusiasmante del personaggio Ercole, ecco che nei bambini si è accesa quella curiosità di saperne di più e così: «Dite alla mamma di comperare un bel libro che parla di Ercole... ».
Cari colleghi fate appassionare e incuriosire i vostri studenti, se vedranno in voi la passione alla lettura non potrete che contagiarli e poi saranno loro stessi a chiedervi consigli di lettura.



sinforosa castoro

martedì 14 giugno 2016

Lori Lieberman e Roberta Flack. Killing Me Softly with His Song.









Quale versione preferite? La prima di Lori, che fu la prima a registrarla nel 1971 o la seconda di Roberta, che la portò al successo nel 1973?
Io le adoro, tutte e due.


sinforosa castoro

lunedì 13 giugno 2016

Poesia per due amici che hanno deciso di sposarsi in Dio


POESIA PER DUE AMICI CHE HANNO DECISO DI SPOSARSI IN DIO

Amore, ti amerò per sempre. Nome di lei- nome di lui.
A - anche il mio cuore pare librarsi festoso nell'aria,
M - mentre ti accolgo, amore, illuminando la mia casa.
O - ora anche il tempo si è fermato e in ogni dove brilla la luce.
R - rinasce gioia e speranza che leggo nei tuoi occhi trasparenti.
E - entra, come un raggio di sole che riscalda, quel tuo amore semplice,
T - tessuto e ricamato come un diadema da quelle abili mani del Vasaio.
 I - Incastonato come pietra preziosa nel nostro anello sponsale,
A - adorna prezioso le nostre mani il Sì che abbiamo offerto a Dio dall'Altare.
M - Muoiono per sempre freddo e solitudine, trovando pace al tuo focolare;
E - e anche quando si fa sera, so che sei là ad aspettarmi, perché mi ami.
R - Raccontami, dove hai attinto quel riflesso e la dolcezza per volermi bene?
O - Oso pensare che fra le ali del vento hai varcato le porte dell'infinito
P - per cercarmi, sconvolgere la mia vita e stregare per sempre il mio cuore.
E - E così si è compiuto il miracolo di chi sa amare donandosi amore.
R - Restami accanto, camminiamo insieme, mano nella mano verso l'orizzonte;
S - sostieni il mio passo, dammi la vita, regalami un sorriso, perché l'amore è dono.
E - Esultiamo nei cuori che battono all'unisono e sfoceremo verso il mare aperto,
M - madre e padre, a immagine del Dio fecondo, daremo frutti come l' albero di vita.
P - Poveri o ricchi, che importa, se amandoci come siamo, tocchiamo il cielo con un dito,
R - restando immobili per contemplar felici gli occhi che sanno di mistero.
E - Eterno amore abbiamo giurato sull'altare, e così sia, per sempre innamorati.
  
Padre Gianni Fanzolato



sinforosa castoro

domenica 12 giugno 2016

Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato

In questa domenica XI del tempo ordinario, il Vangelo ci presenta la figura di Gesù che perdona i peccati alla peccatrice intrufolatasi in casa del fariseo Simone dove il Signore è ospite. Lc. 7, 36; 8, 3.
Le due figure, Simone e la peccatrice, sono agli antipodi ed è proprio Gesù che fa presente le differenze fra i due.
  • La peccatrice compie i gesti dell'ospitalità: lava i piedi dell'ospite, addirittura con lacrime di pentimento.
Simone, il fariseo, non compie tale gesto.
  • La peccatrice bacia i piedi di Gesù.
Simone, il fariseo, ha solo parole di critica e di giudizio verso la peccatrice e persino verso il Signore: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!".

Il Signore, come sempre, spiazza tutti con quelle sue parole che fanno riflettere Simone, il fariseo, e anche tutti noi, che sovente simo un po' come farisei. 
"Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco".

Ancora una volta, come già nella prima lettura 2 Sam 12, 7-10. 13, il Signore mostra la sua infinita misericordia. Un cuore pentito è gradito a Dio, che non desidera altro che la salvezza di tutti.

Davide, il più grande re di Israele, si macchia di peccati orrendi: l'uccisione dell'Ittita Urìa, marito di Betsabea, l'adulterio con con la moglie di Urìa, appunto. Attraverso le parole del profeta Natan, Davide riconosce il suo peccato e si pente per ciò che ha fatto. Davanti alla consapevolezza del peccato e al pentimento, il Signore non può che cancellare ogni macchia di peccato.
È bello leggere nella seconda lettura, che Paolo, altro grande peccatore dichiara: 
"Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno. In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano". 
Gal 2, 16. 19-21.



sinforosa castoro

sabato 11 giugno 2016

venerdì 10 giugno 2016

Angelo Custode

È un racconto cristiano medievale che veniva trasmesso come aiuto per far imparare e memorizzare alcuni passi della Bibbia ed episodi della vita di Gesù e dei santi, oltre a una riflessione sul ruolo dell'Angelo Custode nella nostra protezione contro gli stratagemmi del demonio.

C'era una volta un uomo, onesto e grande lavoratore, ma che non aveva successo in niente di ciò in cui si impegnava. Era devoto all'Angelo Custode e lo pregava tutti i giorni. Sempre più povero, l'uomo perse la pazienza e un giorno gridò disperato per il suo triste destino:
«Venga a me il diavolo, visto che l'Angelo Custode non vuole aiutarmi!».
Apparve allora un tipo alto, tutto vestito di nero, brutto e con la barba, con una voce rauca e sgradevole:
«Eccomi! Sono qui! Cosa vuoi da me?».
«Voglio diventare ricco».
Il diavolo indicò una grotta in cui c'era un tesoro sepolto e disse:
«Tra vent'anni tornerò a cercarti. Se non dirai le dodici parole dette e ritornate (riferimenti religiosi ricorrenti nelle preghiere cattoliche portoghesi e brasiliane), sarai mio per tutta l'eternità».
L'uomo iniziò a vivere tra feste e baldorie, circondato da amici e da donne.
Il tempo passò e una notte si ricordò del fatto che sarebbe stato condannato alle pene dell'inferno se non avesse saputo le dodici parole dette e ritornate.
«Dev'essere facile», si disse «le sapranno tutti».
Il giorno dopo chiese agli amici, ai vicini e a tutti gli abitanti della città, e non c'era nessuno che sapesse cosa fosse quello che domandava.
L'uomo divenne afflitto. Il tempo passava e nessuno sapeva quali fossero le dodici parole dette e ritornate. Abbandonò la vita che conduceva, fece penitenza e andò in tutto il mondo chiedendo. Non voleva morire per paura di dover incontrare il diavolo ed essere trascinato nel fuoco eterno.
Era già passato molto tempo da quando aveva abbandonato la vita di baldoria dei ricchi, vestiva con modestia ed elargiva elemosine. Un pomeriggio, andava per il bosco all'ora dell'Ave Maria. Si inginocchiò per pregare e alla fine vide un anziano che gli si avvicinava. Lo salutò e si incamminarono insieme verso il villaggio. Chiese all'anziano come si chiamasse.
«Mi chiamo Custode», rispose.
Chiese anche a lui delle dodici parole dette e ritornate, e l'anziano Custode gli disse:
«Io conosco le dodici parole dette e ritornate».
L'uomo rimase così contento che abbracciò l'anziano, rendendo grazie a Dio e dicendo che quello era un miracolo dell'Angelo Custode, la sua antica devozione.
«Quali sono le dodici parole dette e ritornate? Qual è la prima, amico Custode?».
«Custode sì, amico no! La prima parola detta e ritornata è la Santa Casa di Betlemme, in cui nostro Signore Gesù Cristo nacque per redimerci e salvarci».
«E le due parole dette e ritornate, amico Custode?».
«Custode sì, amico no! Le due parole dette e ritornate sono le due tavole di Mosè, sulle quali nostro Signore poggiò i suoi piedi divini e la prima è la Santa Casa di Betlemme».

«E le tre parole dette e ritornate, amico Custode?».
«Custode sì, amico no! Le tre parole dette e ritornate sono le tre persone della Santissima Trinità, le due sono le due tavole di Mosè e la prima è la Santa Casa di Betlemme».
«E le quattro parole dette e ritornate, amico Custode?».
«Custode sì, amico no! Le quattro parole dette e ritornate sono i quattro evangelisti, le tre sono le persone della Santissima Trinità, le due sono le tavole di Mosè e la prima è la Santa Casa di Betlemme».

mercoledì 8 giugno 2016

martedì 7 giugno 2016

Grifone

Il Grifone è un animale leggendario con corpo da leone, testa e ali di aquila, cioè la somma degli attributi del re degli animali e della regina dell'aria. Fu raffigurato in Egitto, in Mesopotamia ed è presente nei miti greci ed etruschi. Nella simbologia cristiana il Grifone fu associato alla persona stessa del Cristo. Con quella sua doppia natura s’immaginava avesse il governo della terra e del cielo e così il cristianesimo lo ebbe ad assumere a simboleggiare la natura umana e divina del Cristo.
In alcuni dipinti, il Grifone lotta con i serpenti e con draghi e custodisce il calice dell'Eucaristia, in altre assale bovini e ovini, questo a significare che anche lui, come molti altri animali, ha valenza positiva e negativa. Il Grifone fu rappresentato in molti blasoni nobiliari, militari e anche civili, proprio per questo suo potere espresso in questa sua doppia natura.




sinforosa castoro

lunedì 6 giugno 2016

Promesse elettorali

Io ti prometto una città che di più belle non ce n'è:
niente cattivi, niente immigrati, niente poveri né assillati,
una città con solo dei buoni, solo dei belli, solo fratelli,
solo chi ha soldi dentro le tasche,
solo chi vive in mezzo alle frasche,
e anche se poi siamo tutti ladroni, 
molto furbi e un poco bricconi,   
che importa a voi,
voi così sciocchi, 
che non capite 
e che volete solo padroni.



di sinforosa castoro

domenica 5 giugno 2016

Burattini

A proposito di Cappuccetto rosso. Ecco in azione due bimbi che raccontano ai loro compagni la storia della bimba disubbidiente.
Basta nascondersi dietro due tavolini, prendere dalla cesta dei Burattini quelli adatti eh... viaaa.























sinforosa castoro