La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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AGORÁ. È L'ANIMO CHE DEVI CAMBIARE NON IL CIELO SOTTO CUI VIVI. L.A.Seneca.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

giovedì 31 marzo 2016

I dieci ladri della tua energia 8-9-10

8 Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando.
9 Accetta. Non per rassegnazione, ma niente ti fa perdere più energia di litigare con una situazione che non puoi cambiare.
10 Perdona, lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore del ricordo. 
Dalai Lama

sinforosa castoro

martedì 29 marzo 2016

Mio papà è cattivo

«Maestra, sai che mio papà è cattivo?».
«Ma no, nessun papà è cattivo».
«Sì, è cattivo perché ha mandato fuori la mamma e ha tirato via l'anello e poi la mamma piangeva».
«Capita a tutti di litigare, poi, vedrai, faranno la pace».
«Sì, hanno fatto la pace».
«Hai visto? Devi stare tranquilla, a volte i grandi fanno proprio come voi bambini: litigano e poi fanno la pace».
«Sì» e mi si siede vicino.

Genitori, cercate di non fare scenate davanti ai figli, per loro è una sofferenza ed è destabilizzante. Vedere il papà o la mamma che litigano, si insultano, urlano e piangono li rende insicuri, paurosi. Dinanzi ai vostri figli la parola d'ordine è cautela, non dimenticatelo.



sinforosa castoro

sabato 26 marzo 2016

È Pasqua 2016

SEQUENZA

Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.



Buona Pasqua a tutti voi, amiche e amici di rete, a voi e a tutte le persone che vi sono care. 

sinforosa castoro

venerdì 25 marzo 2016

La Croce

La croce l'abbiamo inquadrata nella cornice della sapienza umana e nel telaio della sublimità di parola. L'abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce la siamo piantata nel cuore. Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini e incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo agli antipodi della sua logica. L'abbiamo isolata, sia pure con tutti i riguardi che merita.
Riflessione sulla II° Stazione della Via Crucis di don Tonino Bello









sinforosa castoro

giovedì 24 marzo 2016

Pecore

Che ne dite di queste pecorelle? Pensate che l'idea sia mia? No, l'idea l'ho trovata qui:
http://www.mycandycountry.it/2016/03/pasqua-creativa-pecorelle-fai-da-te-con-mollette-del-bucato.html
Certo, le mie non sono all'altezza del modello, ma sono ugualmente tenere e adorabili.












mercoledì 23 marzo 2016

Via Crucis

In questo giorno di lutto, in questo mercoledì Santo, ripropongo, in un unico post, una Via Crucis raccontata con le parole dei bambini.

I° Stazione. Gesù condannato a morte.
«L'avevano portato dal re perché volevano che il re lo mandava a morire sulla croce, ma lui non aveva fatto niente. Aveva guarito quello cieco e aveva fatto camminare quel signore che l'avevano portato sul lettino, perché non poteva camminare. Però il re dice "Se volete che lo mando sulla croce, allora va bene". Allora ci mettono in testa una corona, perché dicono "mica dici che sei un re?". Lo prendono in giro. La corona, però, non è come quella del re, è tutta fatta di spine che punge tutta la testa. E Gesù non dice più niente».

II° Stazione. Gesù porta la croce.
«Dopo, i soldati ci danno un legno lungo, lungo e lui lo mette così, sulla spalla; l'altro pezzo era già là, sulla montagna, quello dritto, in piedi (verticale) e lui deve portare quel legno lì fino sulla montagna e ci fa male la spalla, perché i soldati l'avevano anche frustato, prima, con la corda e i chiodi, in fondo, tutti a punta e ci sanguinava tutta la schiena. Poverino!».

III° Stazione: Gesù cade la prima volta
«Gesù cade, perché è stanco e poi il legno è pesante e lui è triste e ci sono lì i soldati che ci dicono: "Su, alzati" e dopo lui si alza».

IV° Stazione: Gesù incontra la Madre.
«... Dopo, Gesù incontra sua mamma, Maria, anche lei è triste perché vede Gesù tutto ferito e vuole aiutarlo, ma non ci riesce».

V° Stazione: Il Cireneo porta la croce
«... I soldati dicono a un uomo "Adesso porta un po' tu la croce", perché poi magari Gesù moriva prima di metterlo in croce e i soldati non volevano. Allora un signore prende lui il legno e Gesù lo guarda».

VI° Stazione: La Veronica gli asciuga il volto.
«... C'era tanta gente, ma una signora va vicino a Gesù e con il fazzoletto, grande, gli asciuga la faccia che era tutta piena di polvere e anche di sangue... ».

VII° Stazione: Gesù cade la seconda volta.
«La croce è pesante e Gesù, dopo un po', inciampa e cade ancora».

VIII° Stazione: Gesù conforta le donne.
«Tutti gridavano, c'era tanta gente a guardare, e Gesù sente delle donne che piangono. Piangono per lui, ma lui dice di non piangere più».

IX° Stazione: Gesù cade la terza volta.
«La strada è lunga e non finisce più e Gesù è stanco e cade ancora una volta».

X° Stazione: Gesù è spogliato.
«Quando arrivano sul monte, gli tolgono tutti i vestiti e Gesù è tutto nudo, poverino».

martedì 22 marzo 2016

Misericordia

È probabile che dietro agli incidenti di stamattina all'aeroporto di Bruxelles ci siano ancora attentati. L'orrore che si consuma ogni giorno accanto a noi pare senza fine e tragedie come quella di Valencia sono all'ordine del giorno. In un mondo che va alla deriva parlare di misericordia, in questo anno giubilare, sembra quasi fuori luogo e tempo, eppure bisogna farlo, e soprattutto cercare di viverlo.
Misericordia è un termine che traduce tre vocaboli ebraici: chesed, l'affetto paterno; rechem, l'affetto, la tensione materna e chen, la cura e la cordialità. Ecco, quando si pensa alla misericordia, come spesso ci rammenta il Papa, si dovrebbe pensare alle sfumature che racchiude questa parola. La misericordia è amore, amicizia, benevolenza, bontà, attenzione, affetto, tenerezza, perdono, pietà.


sinforosa castoro

lunedì 21 marzo 2016

Peggy stira

Ciaooo, sono qui ad aiutare Sinforosa a stirare le camicie. Lei è bravissima e anche veloce: le volta di qua e di là e poi stira davanti e dietro...


e il colletto e le maniche e poi le piega così bene, ma così bene... che sembrano uscite dal negozio.


Avete visto che brava che sono stata? L'ho aiutata a piegare bene bene questa qui azzurrina.
«Vieni, Peggy, la merenda è pronta».
«Vengo Sinforosa. Ciaooo, vado a fare merenda».

sinforosa castoro

domenica 20 marzo 2016

Percorso verso Pasqua

Dopo il racconto e la drammatizzazione degli ultimi istanti della vita di Gesù, i bambini e bambine "grandi" realizzano questo Cartellone che parte dall'entrata di Gesù a Gerusalemme fino alla Risurrezione, passando dalla lavanda dei piedi, all'ultima cena, all'orto degli ulivi, all'arresto, alla condanna, alla salita al Calvario, alla morte e sepoltura.





sinforosa castoro

sabato 19 marzo 2016

Papà stacca

Caro papà
per la tua festa
ho un'idea per la testa:
un posa-cellulare ti regalerò
che ti rammenti
stacca un po'.
Caro papà
quando tu sei con me
sono felice,
mi sento un re, 
nulla più mi fa paura
né il tuono 
né il lamnpo
né la notte scura
e se il monello/a
a volte io faccio
non arrabbiarti
ma  prendimi in braccio.



Alternanza: Posa-cellulare realizzato con bacchette di legno



di sinforosa castoro

venerdì 18 marzo 2016

Volare


Se non puoi volare, corri. Se non puoi correre, cammina. Se non puoi camminare, striscia... Ma con tutti i mezzi, continua a muoverti. 
Martin Luther King


sinforosa castoro

giovedì 17 marzo 2016

Pinocchio fai-da-te

Dopo aver letto-raccontato il Pinocchio di Collodi, ecco un Pinocchio facile facile da realizzare, con carta da giornale, nastro adesivo di carta e tempere colorate.





























E questo l'ho fatto io (L. anni 5)

























E questo l'ho fatto con mia sorella (L. anni 5)














sinforosa castoro

mercoledì 16 marzo 2016

Immigrati

Momento della conversazione con i bambini "grandi".
«Bambini, chi di voi ogni tanto vede il telegiornale?».
«Io sì».
«Anch'io, con  mia mamma e mio papà».
«E chi di voi ha visto tutte quelle persone che arrivano con le barche...».
Prende subito la parola il più intraprendente e irruente: «Sì, ho visto che vengono con le barche e poi affonda e tutti annegano».
«Non è vero non affonda sempre».
«Hai ragione, a volte le barche arrivano e ci sono tante e tante persone. Ma, secondo voi, perché tutte quelle persone vengono qui?».
Sempre lui: «Perché c'è la guerra e quelli dell'inis buttano le bombe e allora loro non hanno più le case, perché distruggono tutto, e scappano, altrimenti muoiono, eh!».
«Hai ragione. Nei loro paesi c'è la guerra e la guerra distrugge tutto, purtroppo...».
«Sì, perché buttano tutte le bombe e se poi le buttano anche qui distruggono tutto anche qui... speriamo di no (aggiunge a bassa voce, a una compagna vicina)».
«E noi cosa possiamo fare per aiutarli?».
«Dobbiamo darci le cose da mangiare».
«Sì, anche le coperte, perché fa freddo».
Sempre lui: «Ma poi se quelli dell'inis vengono qui e buttano le bombe, non c'è più niente».
«Stai tranquillo, nel nostro paese non c'è la guerra, siamo fortunati».
«Sì, è vero».












sinforosa castoro 

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