La Rete

LA RETE DIGITALE PUÒ ESSERE UN LUOGO RICCO DI UMANITÀ, NON UNA RETE DI FILI MA DI PERSONE UMANE.
Papa Francesco

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GRAZIE DELL'ATTENZIONE

giovedì 31 dicembre 2015

Buon Anno 2016



TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclamant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.



sinforosa castoro

mercoledì 30 dicembre 2015

No ai botti di capodanno


Fai che la festa sia anche per loro


Dal web

sinforosa castoro

Bomb di Gregory Corso

Ripensando ai fatti tragici dell'anno che sta per spegnarsi, mi è venuta in mente la famosissima poesia di Gregory Corso, Bomb, Bomba, una poesia famosa anche per la sua forma di fungo atomico. 
Gregory Corso, nato a  New York il 26 marzo 1930 e morto a Minneapolis il 17 gennaio 2001, ma le sue ceneri riposano a Roma, è stato un poeta della Beat Generation. La sua vita, come quella dei suoi colleghi poeti di quell'epoca (Kerouac, Ginsberg, Ferlinghetti, Burroughs), è stata un  vero e proprio romanzo tragico. 

BOMB
Incalzatrice della storia Freno del tempo Tu Bomba
Giocattolo dell'universo Massima rapinatrice di cieli Non posso odiarti
Forse che l'odio il fulmine scaltro la mascella di un asino
La mazza nodosa di Un Milione di A.C. la clava il flagello l'ascia
Catapulta Da Vinci tomahawk Cochise acciarino Kidd pugnale Rathbone
Ah e la triste disperata pistola Verlaine Puskin Dillinger Bogart
E non ha S. Michele una spada infuocata S. Giorgio una lancia Davide una fionda
Bomba sei crudele come l'uomo ti fa e non sei più crudele del cancro
Ogni uomo ti odia preferirebbe morire in un incidente d'auto per un fulmine annegato
Cadendo dal tetto sulla sedia elettrica di infarto di vecchiaia di vecchiaia O Bomba
Preferirebbe morire di qualsiasi cosa piuttosto che per te Il dito della morte è indipendente
Non sta all'uomo che tu bum o no La Morte ha distrutto da un pezzo
il suo azzurro inflessibile Io ti canto Bomba Prodigalità della Morte Giubileo della Morte
Gemma dell'azzurro supremo della Morte Chi vola si schianterà al suolo la sua morte sarà diversa
da quella dello scalatore che cadrà Morire per un cobra non è morire per del maiale guasto
Si può morire in una palude in mare e nella notte per l'uomo nero
Oh ci sono morti come le streghe d'Arco Agghiaccianti morti alla Boris Karloff
Morti insensibili come un aborto morti senza tristezza come vecchio dolore Bowery
Morti nell'abbandono come la Pena Capitale morti solenni come i senatori
E morti impensabili come Harpo Marx le ragazze sulla copertina di Vogue la mia
Proprio non so quanto sia terribile la MortePerBomba Posso solo immaginarlo
Eppure nessuna morte di cui io sappia ha un'anteprima così buffa Panoramo
una città la città New York che straripa a occhi desolati rifugio nel subway
Centinaia e centinaia Un precipitare di umanità Tacchi alti piegati
Capelli spinti indietro Giovani che dimenticano i pettini
Signore che non sanno cosa fare delle borse della spesa
Impassibili distributori automatici di gomma Ma 3° rotaia pericolosa lo stesso
Ritz Brothers del Bronx sorpresi sul treno A
La sorridente réclame del Schenley sorriderà sempre
Morte Folletto Bomba Satiro Bombamorte
Tartarughe che esplodono sopra Istanbul
La zampa del giaguaro che balza
per affondare presto nella neve artica
Pinguini piombati contro la Sfinge
La cima dell'Empire State
sfrecciata in un campo di broccoli in Sicilia
Eiffel a forma di C nei Magnolia Gardens
S. Sofia atletica Bomba sportiva
I templi dell'antichità
finite le loro grandiose rovine
Elettroni Protoni Neutroni
che raccolgono capelli Esperidi
che percorrono il dolente golf dell'Arcadia
che raggiungono timonieri di marmo
che entrano nell'anfiteatro finale
con un senso di imnodia di tutte le Ilio
annunciando torce di cipressi
correndo con pennacchi e stendardi
e tuttavia conoscendo Omero con passo aggraziato
Ecco la squadra del Presente in visita
la squadra del Passato in casa
Lira e tuba insieme congiunte
Odi e wurstel soda oliva uva
galassia di gala usciere togato
e in alta uniforme O felici posti a sedere
Applausi e grida e fischi eterei
La presenza bilione del più grande pubblico
Il pandemonio di Zeus
Hermes che corre con Owens
La Palla lanciata da Buddha
Cristo che picchia la palla
Lutero che corre alla terza base
Morte planetaria Osanna Bomba
Fa sbocciare la rosa finale O Bomba di Primavera
Vieni con la tua veste di verde dinamite
libera dalla macchina l'occhio inviolato della Natura
Davanti a te. li Passato raggrinzito
dietro dl te il Futuro che ci saluta O Bomba
Rimbalza nell'erbosa aria da tromba
come la volpe nell'ultima tana
tuo campo l'universo tua siepe la terra
Salta Bomba rimbalza Bomba scherza a zig zag
Le stelle uno sciame d'api nella tua borsa tintinnante
Angeli attaccati ai tuoi piedi giubileo
ruote di pioggialuce sul tuo scanno
Sei attesa e guarda sei attesa
e i cieli sono con te
osanna Incalescente gloriosa liaison
BOMBA O strage antifonia fusione spacco BUM
Bomba fa l'infinito una Improvvisa fornace
distendi il. tuo Spazzare che abbracci moltitudini
avviati orribile agenda
Stelle del Carro pIaneti carnaio elementi di carcassa
Fa' cadere l'universo salta ciucciante coi dito in bocca
sui suo da tanto da tanto morto Neanche
Dal tuo minuscolo peloso occhio spastico
espelli diluvi dl celestiali vampiri
Dal tuo grembo invocante
vomita turbini di grandi vermi
Squarcia Il tuo ventre o Bomba
dal tuo ventre fa' sciamare saluti di avvoltolo
incalza col tuoi moncherini stellati dl iena
lungo il margine del Paradiso
Bomba O finale Pied Piper
sole e lucciola valzeggiano dietro la tua sorpresa
Dio abbandonato zimbello
Sono la Sua rada falso-narrata apocalisse
Lui non può sentire le un-bel-giorno
profanazioni del tuo flauto
Lui è rovesciato sordo nell'orecchio pustoloso del Silenziatore
il Suo Regno un'eternità di cera vergine
Trombe tappate non Lo annunciano
Angeli sigillati non Lo cantano
Un Dio senza tuoni Un Dio morto
Bomba il tuo BUM la Sua tomba,
Che io mi chini su un tavolo di scienza
astrologo che guazza in prosa di draghi
quasi esperto dl guerre bombe soprattutto bombe
Che io sia incapace di odiare ciò che è necessario amare
Che io non possa esistere in un mondo che consente
un bimbo abbandonato in un parco un uomo morto sulla sedia elettrica
Che io sia capace di ridere di tutte le cose
dl tutte quelle che so e quelle che non so per nascondere il mio dolore
Che dica di essere un poeta e perciò amo ogni uomo
sapendo che le mie parole sono la riconosciuta profezia di ogni uomo
e le mie non parole un non minore riconoscimento,
che io sia multiforme
uomo che Insegue le grandi bugie dell'oro
poeta che vaga tra ceneri luminose
come mi immagino
un sonno con denti di squalo un mangia-uomini di sogni
Allora non ho bisogno di esser davvero esperto di bombe
Per fortuna perché se le bombe ml sembrassero larve
non dubiterei che diventerebbero farfalle
C'è un inferno per le bombe
Sono laggiù Le vedo laggiù
Stan li e cantano canti
soprattutto canti tedeschi
e due lunghissimi canti americani
e vorrebbero che ci fossero altri canti
specialmente canti russi e cinesi
e qualche altro lunghissimo canto americano
Povera piccola Bomba che non sarai mal
un canto eschimese io ti amo
voglio mettere una caramella
nella tua bocca forcuta
Una parrucca di Goldilocks sulla tua zucca pelata
e farti saltellare con me come Hansel e Gretel
sullo schermo di Hollywood
O Bomba in cui tutte le cose belle
Morali e fisiche rientrano ansiose
fiocco di fata colto dal
più grande albero dell'universo
lembo di paradiso che dà
un sole alla montagna e al formicaio
Sto In piedi davanti alla tua fantastica porta gigliale
Ti porto rose Midgardian muschio d'Arcadia
Rinomati cosmetici delle ragazze del paradiso
Dammi il benvenuto non temere, la tua porta aperta
né il grigio ricordo del tuo freddo fantasma
nè i ruffiani del tuo tempo incerto
il loro crudele sciogliersi terreno
Oppenheimer è seduto
nella buia tasca di Luce
Fermi è disseccato nei Mozambico della Morte
Einstein la sua boccamito
una ghirlanda di patelle sulla testa di calamari lunari
Fammi entrare Bomba sorgi da quell'angolo da topo gravido
non temere le nazioni del mondo con le scope alzate
O Bomba ti amo
Voglio baciare il tuo clank mangiare il tuo bum
Sei un peana un acmé dl urli
un cappello lirico del Signor Tuono
fai risuonare le tue ginocchia di metallo
BUM BUM BUM BUM BUM
BUM tu cieli e BUM tu soli
BUM BUM tu lune tu stelle BUM
notti tu BUM tu giorni tu BUM
BUM BUM tu venU tu nubi tu nembi
Fate BANG voi laghi voi Oceani BING
Barracuda BUM e coguari BUM
Ubanghi BANG orangutang
BING BANG BONG BUM ape orso scimmion
tu BANG tu BONG tu BING
la zanna la pinna la spanna
Si Si In mezzo a noi cadrà una bomba
Fiori balzeranno di gioia con le radici doloranti
Campi si inginocchieranno orgogliosi sotto gli halleluia del vento
Bombe-garofano sbocceranno Bombe-alce rizzeranno le orecchie
Ah molte bombe quel giorno intimidiranno gli uccelli in aspetto gentile
Eppure non basta dire che una bomba cadrà
sia pure sostenere che il fuoco celeste uscirà
Sappiate che la terra madonnerà in grembo la Bomba
che nel cuore degli uomini a venire altre bombe. nasceranno
bombe da magistratura avvolte in ermellino tutto bello
e si pianteranno sedute sui ringhiosi imperi della terra
feroci con baffi d'oro.
Gregory Corso



sinforosa castoro

martedì 29 dicembre 2015

MILLE POST

Questo e il mio millesimo post, be', è un discreto traguardo, almeno credo.
È un po' che ci penso: "Quando arriverò al mio millesimo post, farò un articoletto così magnifico, interessante, ben scritto, che frotte di nuovi lettori non desidereranno altro che di unirsi al mio blog". E invece! E invece non mi viene in mente nient'altro che chiedere scusa a tutti voi, cari amici lettori,
che avete avuto la pazienza di seguirmi fino al mio millesimo post, per tutti quegli articoli inutili, scritti male, non interessanti, noiosi che vi ho propinato. Scusa, perché non riesco a star dietro a tutti quei bellissimi blog, e post, a cui mi sono iscritta e allora... Allora non mi resta che dirvi MILLE grazie per aver supportato i miei MILLE articoletti.

sinforosa castoro

lunedì 28 dicembre 2015

La pecora nera

Era una notte gelida a Betlemme, come sempre a dicembre, e c'erano tante greggi di pecore che, come ogni giorno al calar della notte, avevano trovato posto negli ovili, quelle con il manto candido, ovviamente, mentre le altre, quelle con il manto nero, erano dovute rimanere fuori, all'agghiaccio, vicine le une alle altre per scaldarsi un po', d'altronde si era a quasi ottocento metri di altitudine!
Le regole di purità della legge ebraica su questo punto è molto chiara: le pecore dal manto candido, considerate purissime, al tramonto possono rientrare all'ovile, quelle col manto bianco e nero, non proprio pure ma quasi, possono ricoverarsi negli ovili, ma fuori dal centro abitato di Betlemme, e quelle col manto nero... e no, quelle col manto nero devono starsene fuori.


Sì è così che va per noi pecore nere. D'altra parte noi pecore nere qualcosa di diverso ce l'abbiamo: la nostra lana non piace molto agli uomini, anche se è calda e morbida come quella delle nostre compagne pecore bianche.
















Ma quella notte era diversa dalle altre, ve lo assicuro, lo si vedeva da quel cielo trapunto di stelle. A un tratto un angelo si avvicinò al nostro gregge. Noi pecore nere e i nostri pastori ci spaventammo, e non poco. Ma l'angelo ci rassicurò dicendoci che in Betlemme era nato un bambino, il Salvatore e che molte cose sarebbero cambiate, soprattutto per i più poveri e deboli, come noi pecore nere. Con i nostri pastori, noi pecore nere siamo state le prime a vedere e a sentire la Buona Notizia, le prime a vedere il Bambinello, proprio perché eravamo le uniche a essere fuori.


E fu così che davanti a quel bambino, a sua madre e suo padre, ringraziai il cielo di essere una pecora nera.






Riadattamento a
"Natale con la pecora nera di Claudio Imprudente. Messaggero di sant'Antonio dicembre 2015"

sinforosa castoro

domenica 27 dicembre 2015

Famiglia di Nazareth e famiglia

Oggi la Chiesa ci fa riflettere sulla famiglia, presentandoci il brano dal Vangelo di Luca 2,41-52 dove i genitori di Gesù, "angosciati", si accorgono di averlo perso.
Gesù, infatti, è rimasto al Tempio per "... occuparmi delle cose del Padre mio".
Certo la famiglia di Nazareth di primo acchito può apparire un modello troppo alto per noi, semplici famiglie, tuttavia se analizziamo il cuore di questa santa famiglia ci accorgiamo che anche Maria e Giuseppe hanno vissuto difficoltà non molto dissimili dalle difficoltà di molte nostre famiglie.

L'annuncio dell Angelo a Maria, e in seguito a Giuseppe, è garanzia che il figlio che in essa nascerà è nientedimeno che il Figlio di Dio in persona e allora: 
  • Perché per loro non c'è posto nell'albergo e quella mamma e quel papà devono accontentarsi di una umilissima mangiatoia fra persone equivoche e ai margini della società come lo erano i pastori a quei tempi? 
  • Perché quella famiglia, all'apice della gioia per la nascita del figlio, non può fare ritorno a Nazareth, nella sicurezza di una casa e un lavoro avviato, ed è costretta, invece, a lasciare il proprio paese, le proprie sicurezze, i propri parenti per un paese straniero? 
  • Perché in Egitto Giuseppe e Maria, emigrati e stranieri, hanno dovuto rimboccarsi le maniche per assicurare alla famiglia una casa e un lavoro?
  • E perché quel figlio, d'un tratto (per ogni genitore il figlio non è mai grande abbastanza per prendere decisioni autonome), dà già segni di autonomia "Perché mi cercavate? Non sapete che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?"
  • E perché Giuseppe non è stato in vita di più, almeno per poter condividere con la sua sposa gli anni della maturità del figlio e la sua morte e risurrezione?
  • E perché colei che è "Benedetta fra tutte le donne" ha dovuto soffrire prima per la morte dello sposo e poi per la morte di quel figlio ucciso, come malfattore?
L'avere Dio dalla nostra, quindi, non deve farci pensare - pretendere - a una vita in beata gaiezza, comodità e vantaggi. No. Come si è visto, se leggiamo la storia umana della più santa tra le famiglie, anche lei, la santa famiglia di Nazareth, ne ha passate di difficoltà, eccome! Ma in essa il primato lo ha sempre avuto Dio e solo Dio e ancora Dio.
Oggi, che la famiglia ha di fronte tante sfide e fare i conti con modelli non sempre compatibili con un vissuto di fede, la famiglia cristiana, la famiglia cioè che intenda essere in sintonia col Vangelo, è chiamata a testimoniare che Dio stesso si è preso la briga di mettersi fra gli sposi nel giorno del loro matrimonio e che qualsiasi difficoltà se affrontata con sempre più crescente maturità umana, affettiva, relazionale e di fede potrà essere superata, con l'aiuto di quel Dio, appunto, che si è fatto garante. 
Almeno, è questo ciò che auguro a ogni famiglia. 



sinforosa castoro

sabato 26 dicembre 2015

Pettirosso alla culla di Gesù

Un piccolo uccellino era entrato nella stalla a Betlemme e decise di fermarsi; era così bella quella famiglia! E quel bambino! Oh, lui era davvero un bellissimo bambino.  La notte, mentre la famiglia dormiva, l'uccellino notò che il fuoco si stava spegnendo. Devo fare qualcosa, si disse, altrimenti il piccolo Gesù sentirà freddo. Così volò giù, verso le braci, e con il movimento delle sue piccole ali, tenne il fuoco vivo. Per tutta la notte andò avanti a sbattere le alucce, per tenere al caldo Gesù Bambino. 



Al mattino l'uccellino fu premiato con un bel petto tutto rosso, simbolo dell'amore per il neonate re.

sinforosa castoro

giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale 2015

Buon Natale, dall'albero di Natale. A proposito, mi vedete? Sinforosa mi ha regalato il cappellino di Babbo Natale, mi sta proprio bene, eh? 
Buon Natale col pupazzo di neve




«Caro Babbo Natale, per favore, portami i doni che ti ho chiesto nella letterina. Grazie».


Buon Natale con la Renna.

Ma, soprattutto, Buon Natale con il presepe, perché se il Natale c'è è perché c'è lui. Chiii?
Ma il bambinello, no, Gesù Bambino! 


E allora... «Sì, Sinforosa, lascia fare a me, tu continua a cucinare», allora...
Buon Natale
Buon Natale 
Buon Natale
Buon Natale
Buon Natale
Buon Natale
Buon Natale
Buon Natale
Buon Natale 
Buon Natale
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI
A TUTTI


 da Sinforosa e Peggy

mercoledì 23 dicembre 2015

Happy Christmas John Lennon

In attesa del Natale, immergetevi in questo paesaggio fiabesco, sulle note di una bellissima canzone di John Lennon




sinforosa castoro

martedì 22 dicembre 2015

Venite adoriamo il Re Signore che sta per venire.

In questi giorni, in tutte le Chiese , si canta questo bellissimo canto in occasione della novena al Natale imminente, mi spiace non aver trovato un video musicale, ma sono convinta che molti di voi la conoscono.

Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire. 
Godi, figlia di Sion, 
esulta, figlia di Gerusalemme: 
ecco il Signore verrà, 
ed in quel giorno vi sarà gran luce, 
i monti stilleranno dolcezza, 
e dai colli scorrerà latte e miele, 
perché verrà un gran profeta, 
Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire. 

Ecco dalla casa di David 
verrà il Dio Uomo 
a sedersi sul trono; 
vedrete e godrà il vostro cuore.
Ecco verrà il Signore, 
il nostro Protettore, 
il Santo d'Israele, 
portando sul capo la corona regale, 
e dominerà da un mare all'altro 
e dal fiume ai confini estremi della terra.  
Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire.

Ecco apparirà il Signore 
e non mancherà di parola: 
se indugerà attendilo, 
perché verrà e non potrà tardare. 
Il Signore discenderà come pioggia sul vello: 
in quei giorni spunterà la giustizia 
e l'abbondanza della pace: 
tutti i re della terra adoreranno 
e i popoli lo serviranno.  
Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire. 

Nascerà per noi un Bimbo 
e sarà chiamato Dio forte: 
Egli siederà sul trono di Davide suo padre 
e sarà un dominatore 
ed avrà sulle sue spalle la potestà regale. 
Betlemme, città del sommo Dio, 
da te nascerà il dominatore di Israele 
la sua nascita risale 
al principio dei giorni dell'eternità, 
e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra, 
e quando Egli sarà venuto, 
vi sarà pace sulla nostra terra 
Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire. 


Alla vigilia si aggiunge 

Domani sarà cancellata la colpa della terra 
e regnerà su noi il Salvatore del mondo.
Il Signore è vicino, 
Venite adoriamo.
  Venite adoriamo il Re Signore 
che sta per venire. 




sinforosa castoro

lunedì 21 dicembre 2015

Angeli in creazione

Ogni bambino colora l'Angioletto e le maestre lo completano con occhi, bocca e capelli. 
Ecco il "Dono" di Natale per mamma e papà.
Buon Natale mamma.
Buon Natale papà.
















sinforosa castoro

domenica 20 dicembre 2015

Angioletto batti le ali

Angioletto che stai lassù,
batti le ali che nasce Gesù.
Batti le ali e canta una nanna,
che fai felice anche sua mamma.




di sinforosa castoro

sabato 19 dicembre 2015

Porta Santa. Giubileo Misericordiae Vultus. Parte 2°

... Segue

La Porta Santa è una porta murata che si trova nella Basilica di San Pietro, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, nella Basilica di San Paolo fuori le mura e nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Il Giubileo della Misericordia è iniziato l'8 dicembre scorso, giorno dell'Immacolata Concezione, con l'apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro in Vaticano da parte del santo Padre Francesco. La Porta Santa rimarrà aperta fino al 20 novembre, festa di Cristo Re dell'Universo.
Per il Giubileo della Misericordia Papa Francesco ha stabilito che ogni diocesi scelga una chiesa in cui aprire una "Porta della Misericordia" e ha ricordato che non è necessario recarsi a Roma per celebrare il Giubileo. Ovunque ci troviamo, dunque, possiamo vivere questo anno di grazia.



Continua...

sinforosa castoro

giovedì 17 dicembre 2015

Una domanda per soli adulti

Ciascuno di noi ha desideri inespressi e spesso ci ritroviamo a immaginare a quanto sarebbe bello che almeno uno dei nostri più profondi desideri si avverasse, magari nella notte di Natale. E allora, ecco una domanda riservata ai soli adulti. Che cosa vorresti che realizzasse per te Babbo Natale?




Caro Babbo Natale, la cosa che in questo momento desidero di più è...
A voi la parola.

sinforosa castoro

martedì 15 dicembre 2015

Babbo Natale che scendi dal camin

Babbo Natale che scendi dal camin
non devi fare più troppa confusion
il mio calzino è quello piccolin
quello grande è di papà.

A lui un trenin
la pipa invece a me
questa volta non ti sbagliar.
A lui un trenin
la pipa invece a me
questa volta non ti sbagliar.

Babbo Natale che scendi dal camin
qualche regalo in più cerca di lasciar
il mio calzino è quello piccolin
quello grande è di papà.

Qui tutti gli uomini
chiedono aumenti e tu
un aumento non mi negar.
Qui tutti gli uomini
chiedono aumenti e tu
un aumento non mi negar.






sinforosa castoro

domenica 13 dicembre 2015

Giubileo Misericordiae Vultus. Parte I°

Per i cattolici, il Giubileo è un tempo straordinario di grazia. Il primo Giubileo fu indetto da papa Bonifacio VIII nel 1300 ma l'origine di questo evento straordinario lo si trova già nell'Antico Testamento. La legge di Mosè , infatti, prevedeva un Anno Santo, ogni cinquant'anni, in cui fosse restituita l'uguaglianza a tutti i figli di Israele.
Dal secolo XV la Chiesa stabilì che l'Anno Santo ordinario fosse indetto ogni venticinque anni. Il papa, tuttavia, può indire Giubilei straordinari in occasione di eventi o periodi storici particolari.
Con la Bolla pontificia il papa indice il Giubileo. Nella Bolla del Giubileo straordinario della Misericordia - Misericordiae Vultus - che si è aperto il giorno dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre scorso e a cinquant'anni esatti dalla chiusura del Concilio Ecumenico Vaticani II, che si concluse l'8 dicembre del 1965,
papa Francesco osserva: «Misericordia: è la via che unisce Dio e l'uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato».

Continua...

sinforosa castoro

sabato 12 dicembre 2015

Santa Lucia. Poesia

Santa Lucia che vieni dal cielo
sul davanzale ho messo il mio cero
una fiammella ti guiderà
lungo la strada fino in città.

Sento il suono del tuo campanello
un po' di fieno per l'asinello 
corro di corsa nel mio lettino
ad aspettare che arrivi il mattino.

Nel sogno arrivi col carrettino
pieno di giochi e in cima un trenino
e sul mio tavolo io troverò
tutti i giocattoli che sognerò.




di sinforosa castoro



venerdì 11 dicembre 2015

Presepe sì. Presepe no

In questi ultimi tempi si sono scatenate discussioni intorno all'opportunità o meno di realizzare il presepe a scuola. Dalle mie parti non ci si è posto il dilemma: il presepe è stato allestito, come ogni anno, in bella mostra, all'ingresso della scuola, con il contributo dei bambini che si sono dati da fare nel collocare statuine, spostarle, ricollocarle un po' più in qua, un po più in là. E poi le luci (che stanno accese per tutta la giornata scolastica) e per finire la neve, che col calore delle lucine profuma di borotalco.
E i bambini di religione islamica - che fra l'altro sono davvero numerosi -?
Loro non hanno certo aiutato ad allestire il presepe, tuttavia sono rimasti piacevolmente sorpresi nell'ammirare quel minuscolo paesaggio in miniatura che ci ricorda il... Natale. Sì, perché se abbiamo addobbato la scuola e tutte le sue finestre, se abbiamo preparato cartelloni, se abbiamo realizzato un dono per mamma e papà, se stiamo imparando canzoni e danze per la grande Festa che radunerà a scuola i genitori di tutti i bambini - anche i genitori dei bambini islamici - è perché duemilaquindici anni fa è nato un bambino speciale: Gesù, il Figlio di Dio Padre e questo è un fatto che, presepe o no, rimane nella storia.
E allora... Allora, buon presepe a tutti.



sinforosa castoro

giovedì 10 dicembre 2015

La mia santa Lucia

«Maestra, lo sai che santa Lucia mi porta Elsa».
«.Davvero? Che bello».
«Invece, a me porta il microfono di Elsa».
«A me la macchina che va da sola, verde».
«Io voglio il Tablet».
«Sai che è venuta ieri sera. Ho sentito il campanello. Io preparo la ciotola con dentro l'acqua».
«Mia mamma mette anche le carote. L'asinello mangia le carote».
«Anche il fieno. Quando ero piccolo ci hai dato il fieno per l'asino».
«Sì, sì, ve lo darò anche quest'anno e poi ricordatevi di mettere sul davanzale una bella candela accesa così, se c'è la nebbia, santa Lucia trova subito la strada e poi ricordatevi di andare a letto presto».
«Sììì, io vado a letto subito così lei viene subito, da me».
«Anch'io vado a letto e poi vado a svegliare mia mamma per vedere se è arrivata santa Lucia. E poi... e poi è arrivata».




Leggete la storia di santa Lucia.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/25550

sinforosa castoro

martedì 8 dicembre 2015

Tota pulchra


Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
Tu gloria Ierusalem.
Tu laetitia Israel.
Tu honorificentia populi nostri.
Tu advocata peccatorum.
O Maria, O Maria.
Virgo prudentissima.
Mater clementissima.
Ora pro nobis.
Intercede pro nobis.
Ad Dominum Iesum Christum.


Tutta bella sei, Maria,
e il peccato originale non è in te.
Tu gloria di Gerusalemme, tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori.
O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima,
Madre clementissima,
prega per noi, intercedi per noi
presso il Signore Gesù Cristo.



sinforosa castoro

lunedì 7 dicembre 2015

Alberi di Natale: dimensioni, quantità, colore, spazio grafico

Dimensioni, quantità, colore, spazio grafico.
Materiale: fogli, forme colorate e punteggiate, pastelli a matita.

Disegnamo un Albero di Natale con una pallina piccola verde in alto. Una pallina media arancio in mezzo. Una pallina grande azzurra in basso.


Incolliamo su un Albero di Natale due palline grandi gialle in alto. Due palline piccole blu in basso. Due palline medie arancio in mezzo.



sinforosa castoro

venerdì 4 dicembre 2015

Peggy non sa tenere un segreto

Ehi... Ehi... EHIII! Dico a voi.
Sì, sono qui nascosta, dietro la lanternina con le lucine, è bella, vero? 
Domani Sinforosa non ci sarà. 
Perché? 
Eh, non posso mica dirvelo. È una sorpresa.
Volete saperlo?
Non posso, altrimenti che sorpresa è?




Allora, in questi giorni c'è una nebbia, una nebbiaaa... bellissima. 
Sì, sì, ho detto BELLISSIMA. Sì, lo so che è pericolosa e bisogna stare molto, molto attenti se si va in giro, ma a me piace, tantissimo. 
Quando me ne vado in giro con Sinforosa nessuno ci vede e io vedo tutto come attraverso un tulle, con tutte quelle luci di Natale che sembrano dei brillantini. A me piace tanto il tulle e i brillantini e a voi?



Volete sapere perché Sinforosa non ci sarà?
Ho detto che non posso dirvelo adesso, ma non preoccupatevi, fra qualche giorno vi racconterò tutto, però non ditelo a Sinforosa!
«È Sinforosa? Con chi sto parlando? Ma con nessuno, sto giocando a "maestra"».
sinforosa castoro

giovedì 3 dicembre 2015

Libro di Rut

Ho sempre amato molto questo minuscolo libricino della Bibbia, perché pur raccontando una storia di secoli fa (è stato scritto, forse, nel III secolo a.C.?)  l'ho sempre trovato di grande attualità.
È una storia di immigrazione.
È una storia d'amore fra persone diverse per cultura e religione.
È una storia tra una nuora e una suocera che decide di unire la sua vita a quella dell'anziana donna per solidarietà (non è un esempio meraviglioso?).
È una storia di speranza.
È una storia che, come tutte le storie personali e non, è guidata da Dio.
È la storia di Rut.

Il libro di Rut è uno dei più brevi della Bibbia: solo quattro capitoletti che narrano le vicende di una famiglia, la famiglia di  Elimèlekh, sua moglie Noemi e i figli Malon e Chilion che, a causa della carestia,  si trasferisce da Betlemme nel paese di Moàv. 
In questa terra straniera, i figli si sposano con due donne "straniere" moabite: Rut e Orpà. Purtroppo tutti gli uomini della famiglia muoiono e le tre donne rimangono vedove. Mentre Orpà decide di rimanere nella sua terra, Rut deciderà di seguire la suocera Noemi in terra di Israele, rinunciando così al suo popolo e alle sue divinità e divenendo lei stessa "straniera" in terra di Israele. Qui, incontrerà...

Nella genealogia di Gesù, quindi, c'è anche il nome di Booz e di Rut (bisnonna del re Davide), una donna "straniera" moabita, questo per dire che Dio non fa distinzione di popolo, cultura, fede. 
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.

Abramo generò Isacco. 
Isacco generò Giacobbe. 
Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.
Giuda generò Fares e Zara da Tamar.
Fares generò Esròm. 
Esròm generò Aram.
Aram generò Aminadàb. 
Aminadàb generò Naassòn.
Naassòn generò Salmòn.
Salmòn generò Booz da Racab.
Booz generò Obed da Rut.
Obed generò Iesse. 
Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa.
Salomone generò Roboamo. 
Roboamo generò Abìa. 
Abìa generò Asàf.
Asàf generò Giòsafat.
Giòsafat generò Ioram.
Ioram generò Ozia.
Ozia generò Ioatam. 
Ioatam generò Acaz. 
Acaz generò Ezechia.
Ezechia generò Manasse.
Manasse generò Amos. 
Amos generò Giosia.
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel. 
Salatiel generò Zorobabèle.
Zorobabèle generò Abiùd. 
Abiùd generò Elìacim.
Elìacim generò Azor.
Azor generò Sadoc.
Sadoc generò Achim. 
Achim generò Eliùd.
Eliùd generò Eleàzar. 
Eleàzar generò Mattan. 
Mattan generò Giacobbe
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici.
Da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici.
Dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici. Mt, 1,1-17

Buona lettura.







Elimèlekh, il giudeo che va ad abitare fra i Moabiti in tempo di carestia, ha un nome che significa "il mio Dio è re"
Noemi significa "piacevolezza", ma in Rut 1, 20, dopo essere rimasta vedova, dice "chiamatemi Mara", perché Mara significa "amarezza".
Maclon e Chilion, i nomi dei due figli di Noemi, significano "malattia" e "consunzione".
Orpà, la nuora che abbandona Noemi, significa "voltare le spalle".
Rut può derivare da una radice che significa "amica".
Booz, il nuovo marito di Rut, significa "forza".
Obed, il figlio nato da Booz e Rut, che sarà nonno del re Davide, significa "servo" (sottinteso "del Signore"), e richiama misteriosamente la profezia del "servo di Jhwh" composta dal secondo Isaia e riguardante la stirpe del re Davide.

sinforosa castoro

mercoledì 2 dicembre 2015

martedì 1 dicembre 2015

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