La Rete

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Papa Francesco

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sabato 31 ottobre 2015

Ragni neri

Punteggiamo.
Pieghiamo le striscioline.








 Incolliamo le zampette.


Con matita completiamo occhi, naso e bocca ed ecco...



... Tanti ragnetti per la festa di Halloween.


sinforosa castoro

venerdì 30 ottobre 2015

Gioia e differenze

Solo Dio sa creare gioia nelle differenze.
Papa Francesco 
27 ottobre 2013




sinforosa castoro

N. B. Ho aggiornato il post F A N T A S I A 

giovedì 29 ottobre 2015

La bella tartaruga

Questo bellissimo e utile articolo
http://petalidiciliegiosperanza.blogspot.it/2015/10/ricordati-di-respirare.html
di Maria Laura Zavagno del bellissimo Blog Petali di ciliegio... mi ha fatto venire in mente una bella canzoncina per bambini che parla del valore della lentezza.

"La bella Tartaruga"
cantata da Bruno Lauzi nel 1975
La bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa
chi lo sa
due foglie di lattuga e poi si riposerà
ah ah ah
ah ah ah
la tartaruga
un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che mi sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente
e allora rallentò
la tartaruga
dall'ora in poi lascia
che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò
la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa!
La bella tartaruga nel mare va perché
ma perché
ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè
eh eh eh
eh eh eh
la tartaruga
lenta com'è
afferra al volo la fortuna quando c'è
dietro una foglia lungo la via
lei ha trovato la per là
la felicità
un bosco d'insalata
un mare di frittata
spaghetti alla chitarra per passare la serata
Un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa.



sinforosa castoro

mercoledì 28 ottobre 2015

Il velo fantastico

Copre tutto col suo velo
col suo velo trasparente
col suo velo silenzioso
col suo velo portentoso.
Lei nasconde case e vie
automobili e ferrovie
gente a piedi e in bicicletta
gente in bus e in motoretta.
Se cammini in mezzo a lei
ti nascondi per benino
puoi giocare a tutte l'ore
coi fantasmi a nascondino.
Lei trasforma tutto il mondo
appannato per magia
perché incanta tutti noi
con la sua fantasia.
Sì lo so hai indovinato
e sei bello accontentato
nebbia oggi e poi domani
ti farà da compagnia.
Nel suo velo passerai
per incanto svanirai
nel suo velo ovattato
tutto intorno è già cambiato.






















di sinforosa castoro

martedì 27 ottobre 2015

Peggy va a Roma. 5° Parte

... Sì, sì, 
lo so che dovevo finire di raccontarvi il viaggio di Roma, ma mi sono stufata e allora faccio in fretta, anche perché il giorno dopo abbiamo girato, girato e girato così tanto che ero davvero stanchissima. Però voglio farvi vedere che bella colazione abbiamo fatto. Sentite il profumino?



Sul treno, di sera, tardi, mi sono addormentata nella borsa di Sinforosa...



e il mattino dopo ho fatto un bel bagnetto con tutti i panni e















... poi ero così pulita e profumata! Ci voleva proprio un bel bagnetto dopo quel lungo, faticoso e bellissimo viaggio.



«Come dici, Sinforosa? Dovevo far vedere altre foto e raccontare cosa abbiamo visto? Ma dai! Intanto tutti sanno che Roma è bellissima e prima o poi tutti ci vanno. È pronta la cioccolata? Sì-ì? Arrivoooo».


sinforosa castoro

domenica 25 ottobre 2015

Fantasmi

A grandi passi si sta avvicinando la festa di Halloween e a scuola, oltre a canti e danze, si preparano semplici oggetti, i più realizzati con materiale di recupero.
Bicchierini usati
cartoncino nero di recupero da un vecchio calendario.
Punteruoli e feltri.
I bambini "grandi" punteggiano occhi e bocca dei fantasmini. Li incollano ai bicchierini ed ecco realizzati tanti fantasmini simpaticissimi da appendere alle finestre.






sinforosa castoro





http://inartesy.blogspot.it/2015/10/link-party-halloween-da-inartesy.html

sabato 24 ottobre 2015

F A N T A S I A

Oggi a tavola si parlava di fantasia e mi è stata rivolta questa domanda: che rumore fa la fantasia? Prima di dirvi a quale rumore-suono associo la parola fantasia voglio sentire le vostre risposte e aggiungerei anche: che colore ha la fantasia? Io ho già risposto a tutte e due le domande e voi, chi ha voglia di rispondere?

sinforosa castoro

Venerdì 30 ottobre 2015
È arrivato il momento di comunicarvi le mie risposte.
Il suono-rumore della Fantasia è come quando si apre una bottiglia di acqua gasatissima: frizza.
La Fantasia ha il colore dell'arcobaleno.
Grazie a tutti coloro che hanno risposto
sinforosa castoro

Mara L.
Ieri alle ore 22:17
 
Rispondi
è difficile rispondere a queste domande , per me molto dipende ai miei stati d'animo, ovvio per te, insegnante d'infanzia, è più facile associare un rumore e un colore preciso per la 'Signora Fantasia' , i bimbi sono più 'duttili' in questo gioco bello e reale....in questo momento , per me, 'fantasia' è il parlottio quieto tra amici da tempo lontani, e occhi blu speranza di una amicizia perduta e ritrovata...ciao +sinforosa c:)))
ps: il mio pc è ostico a rispondere nel tuo blog , forse ho bisogno di ripetizioni.........:))))

venerdì 23 ottobre 2015

Agnello

Agnello
Con l'offerta del figlio Isacco al Signore, Abramo donava a Dio la cosa più preziosa che aveva: suo figlio. A quei tempi si offrivano a Dio gli stessi figli, cioè la cosa più preziosa che si possedeva. Ma tutti noi sappiamo che Dio ferma la mano di Abramo e Isacco è salvo e da quel momento non ci saranno mai più sacrifici umani, solo di animali.
Gli Ebrei erano pastori e per loro le pecore erano preziose e importanti, per questo venivano sacrificati gli agnelli, per donare a Dio qualcosa di puro e prezioso. Nella Bibbia questi animali sono nominati tante volte. Oltre all'episodio citato, in Esodo troviamo l'episodio dell'uccisione dell'agnello per la Pasqua ebraica, in Isaia il profeta profetizza che verrà sulla terra un agnello speciale cioè Gesù Cristo che "come agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori, non aprì la sua bocca".
Nei Vangeli Giovanni Battista indica Gesù come "l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo". Gesù stesso utilizza questi docili animali per le sue parabole.
Gesù è quell'agnello che si sacrifica per l'intera umanità. D'ora in poi non vi saranno mai più sacrifici, né umani né di animali poiché Dio, Gesù dichiara, "vuole tributi di amore e non di morte". Gesù, che è venuto per mostrare il vero volere del Padre, è il vero e unico Agnello sacrificale.





sinforosa castoro

giovedì 22 ottobre 2015

The Blues Brothers

Chi si ricorda di questo film?




Prendetevi una sera e guardatelo con tutta la famiglia e poi alzatevi dal divano e... ballate.

sinforosa castoro

mercoledì 21 ottobre 2015

La Madonna con gli stivali

Lei ha tre anni, simpaticissima, cocciutissima e vivacissima, intelligente, pratica e con un linguaggio forbito. Se ne va in giro col ciuccio in bocca e, sempre con il "tappo" in bocca, parla, discute, si ribella, ragiona, picchia, spinge, sorride, si fa coccolare...
«Maestra, ieri sono andata da Gesù».
«Che bello! Sei andata in Chiesa con la mamma e il papà?».
Lei annuisce, mentre il ciuccio traballa fra la lingua e il palato in quella sua bocchina semiaperta in un sorriso radioso.
«E mi hai visto?».
Annuisce, di nuovo, sorridendo.
«E hai visto la statua della Madonna? Hai visto com'è grande?».
Di nuovo annuisce, con quell'espressione angelica.
«E che vestito aveva la Madonna?».
«Aveva tutto il vestito colorato e gli stivali... col tacco» dice con gli occhi che parlano prima della bocca  ingombra dal ciuccio.

Me la sono proprio cercata.


sinforosa castoro

martedì 20 ottobre 2015

La nipotina che non saluta la sua nonna

Lei arriva con due dei suoi nipotini, è una nonna energica e tuttofare, entra in aula e vede l'altra nipotina, quella che è già arrivata a scuola, e la chiama.
«Vai» le dico io, «vai a salutare la nonna». Lei fa no con la testa.
«Ma, non vedi che la nonna vuole salutarti? Salutala, no!». A quel punto lei fa un cenno, poco convincente, di ciao con la manina stando a debita distanza.
La nonna, mesta, è ancora sulla porta ad aspettare quell'abbraccio che non arriverà.
Io incito, di nuovo: «Perché non vai a salutare la nonna? Sei un po' monellina, eh!».
A quell'ennesimo rifiuto della nipote la nonna sbotta, delusa e arrabbiata: «No, lei non c'entra. È il papà e la mamma che non vogliono la nonna» e se ne va con le lacrime agli occhi senza voltarsi indietro.

Cari genitori, qualunque sia il motivo di divergenza con i vostri genitori, non lasciate che questo impedisca ai vostri figli di amarli. I nipoti devono avere la possibilità di amare nonne e nonni.
Parlatevi, chiaritevi, voi siete adulti, potete farlo, dovete farlo e poi cercate di amarvi e sarete tutti più felici.



sinforosa castoro

lunedì 19 ottobre 2015

NO NO e NOOO

A scuola i capricci sono all'ordine del giorno. Ma di anno in anno sembra che aumentino a vista d'occhio bambini e bambine che pare non abbiano mai sentito pronunciare la parolina NO. I genitori fanno sempre più fatica a dire un bel NO fermo, sicuro, senza ripensamenti. Certo è molto più facile dire dei sì. Sì al giocattolo nuovo quotidiano. Sì alla tele accesa per tutto il tempo in cui sei in casa. Sì a girovagare durante il pranzo o la cena. Sì al vestito che vuoi indossare tu. Sì a tutto quello che combini. Sì, sì, sì, e poi? E poi il bimbo entra in una comunità e si scontra con tanti altri bambini che come lui sono abituati solo e soltanto a dei sì, e allora scoppiano rissa, bisticci, pugni e schiaffi che volano, pianti isterici, in una parola capricci.
Quando scoppia un capriccio il bambino strilla, urla, sputa, si ribella, si butta a terra, tenta di strapparsi di dosso magliette o quant'altro (ricordo una bimba che si era graffiata tutta la faccia). Si può ben capire che per un genitore non è bello vedere il proprio bimbo comportarsi in quel modo, affrontare quella sofferenza e allora tenta di evitare ed evitargli  tutto questo accontentandolo, sempre. Niente di più sbagliato, perché facendo così si innesca un meccanismo per cui il bambino sa che se fa un capriccio ottiene ciò che vuole e poco dopo capirà che basterà solo accennare al capriccio per vedersi accontentato.
Come fare? Prima regola: non dare peso al capriccio. L'educatore (genitore, insegnante) deve solamente restare fermo sulle decisioni prese e non far caso al bimbo che in quel momento strilla, sputa, sferra calci e pugni, si dibatte, si rotola per terra. Nel giro di pochi minuti il bimbo si accorgerà che le sceneggiate messe in atto non producono l'effetto desiderato e cambierà strategia. È in quel momento che l'educatore, serenamente e senza accennare al capriccio, dovrà cercare di farlo ragionare e fargli capire che non ha bisogno di capricci per ottenere qualcosa, ma che non può ottenere sempre tutto ciò che vuole. Sereni, è più facile di quanto si pensi. Provare per credere e fatemi sapere.




sinforosa castoro

domenica 18 ottobre 2015

Api, mosche e cani

Api e mosche.
Nel racconto di Sansone, che uccide un leone a mani nude, si narra che dopo qualche giorno ritorna a "vedere la carcassa dell'animale e trova che dentro le api avevano fatto un favo pieno di miele".
Naturalmente quelle che Sansone trovò non erano api (le api, così precise e pulite, non farebbero mai il nido in carne in putrefazione), bensì mosche del gruppo dei Sirfidi,  mosche molti simili alle api per via delle loro strisce gialle e nere e che con quell'aspetto tengono lontani uccelli predatori. Per le  mosche, infatti, quella carcassa era la loro casa e il loro ristorante. È in un ambiente simile che le mosche si nutrono e depongono le larve. E come mai Sansone vede del miele? Sansone, convinto di aver visto delle api, è convinto di vedere il miele, che in realtà non c'è.
Anche il grande poeta Virgilio si stupì per il prodigio della giovenca.
Una giovenca fu uccisa in sacrificio agli dei e lasciata lì a putrefare. Dopo qualche giorno si vide che dalla sua bocca usciva uno sciame di api, che api non erano.
È così che per i popoli antichi l'ape divenne il simbolo della vita che rinasce dalla morte e dalla decomposizione.
Cane
I popoli antichi lo immaginavano come l'animale della soglia. Nell'antica Grecia a guardia dell'Ade (il regno dei morti) ringhiava il cane a tre tesate Cerbero. In Egitto Anubis, il dio dalla testa di sciacallo, accompagnava i defunti negli inferi. Per gli ebrei il cane era un animale impuro poiché, come il maiale, cercava cibo anche nella spazzatura e spesso e volentieri mangiava persino il suo rigurgito.
Nel cane di oggi vive l'antico lupo affamato e nonostante i cani di allora fossero come quelli di oggi: affettuosi, giocherelloni, socievoli, nell'antichità la povertà era tale che nessuno li nutriva e così erano costretti a mangiare carogne e cadaveri. Agli uomini piace sopravvivere, ma non capivano che piace anche al cane e perciò lo giudicavano con disgusto.
















sinforosa castoro

sabato 17 ottobre 2015

Peggy va a Roma. 4° Parte

...Dopo cena abbiamo camminato, camminato, camminato e abbiamo visto Roma di notte. Guardate un po' qua che meraviglia!















giovedì 15 ottobre 2015

L'anello del Tempo

Ho trovato in un cassetto 
un anello assai speciale:
è l'anello di quel Tempo
che teniamo sempre a bada.
Or lo voglio più veloce,
or lo voglio assai lento,
ieri, oggi e poi domani,
oggi, ieri e poi domani;
è così per tutti i dì,
che lo voglia oppure no,
anche quando le lancette di orologi
sono ferme e fisse lì; 
lui, il Tempo, 
avanti va.
Perché il Tempo
è un anello,
è un anello assai speciale, 
senza inizio senza fine:
c'era prima che c'ero io,
ci sarà dopo di me,
fino a che il suo Creatore 
gli dirà : 
«Fermo lì, 
il tuo Tempo ormai è finito,
ora inizia un nuovo Tempo, 
che finire non può più.
Sarà un tempo assai migliore:
gioia, pace e tanto amore.
Vuoi saper che nome avrà?
Avrà nome Eternità».



di sinforosa castoro

mercoledì 14 ottobre 2015

Animali nel Medioevo

Anzitutto, che cos'è un bestiario? È un libro che descrive animali o bestie e che nel Medioevo aveva una funzione didattica, quella, cioè, di raccontare di animali, reali o fantastici (ma per l'uomo del Medioevo non c'erano queste distinzioni tra reale e fantastico, dobbiamo tenerlo a mente), per meglio comprendere la vita umana. 
Uno dei più significativi bestiari risale al II e III secolo d. C. in greco (ma in seguito tradotto in armeno, etiopico, siriano e latino) e chiamato Il Fisiologo. Questo testo cerca di descrivere il mondo della natura in chiave cristiana, attingendo  da filosofi greci e latini, tra cui Aristotele, di naturalisti quali Plinio il Vecchio e da autori minori, come il poeta Lucano.
Il Fisiologo spopolò così tanto che nel Duecento un'infinità di bestiari si diffusero nei vari idiomi volgari (Fonte Bestiario Medievale Frate Indovino)
In questa rubrica cercheremo di scoprire il significato di alcuni animali che possiamo incontrare leggendo l'Antico e il Nuovo Testamento o entrando in Chiese o in Basiliche.
Spero possa interessarvi.















sinforosa castoro

martedì 13 ottobre 2015

Tristezza

E' necessaria l'infelicità per capire la gioia,
il dubbio per capire la verità...
la morte per comprendere la vita. 
Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene. 
Madre Teresa di Calcutta



sinforosa castoro

lunedì 12 ottobre 2015

Pugni e schiaffi

Giardino ore 14. Lui è un "grandone" un po' manesco, corre verso di me: «Maestra, lui mi ha dato un pugno qua» e fa segno al collo.
L'altro, quello che ha sferzato il pugnattone, è un "grandone", anche lui manesco (purtroppo oggigiorno i bambini non parlano più, picchiano di brutto e basta).
«Vieni un po' qui».
Arriva, tenendo per mano un bambino "mezzano".
«Come mai gli hai dato un pugno?».
«E, perché lui ha dato gli schiaffoni a lui (e indica un bambino poco distante) e a lui e poi Fabrizio ha dato uno schiaffone sulla faccia a Diego».
«E, ma i pugni non si danno, lo sai. Dovevi venire subito dalla maestra. E tu fammi vedere. Ma guarda che guancia rossa!».
«Te l'ho detto che Fabrizio ci ha dato uno schiaffone. Sì, ma io c'ho dato un pugno anche a lui, così impara quello lì... ».
«Eh no! Te l'ho detto, i pugni non si danno, mai».
Lui neanche mi ascolta, ha la faccia corrucciata di uno che sta facendo lavorare in fretta e furia la mente e infatti, dopo un minuto, mi guarda e sbotta: «No! A Fabrizio non c'ho dato il pugno, adesso vado e ce lo do».
«No. Adesso venite tutti qui e state seduti cinque minuti a riflettere, perché non si danno né pugni né schiaffoni. Ok?».
E, rassegnati, si siedono, tutti quanti.




sinforosa castoro

domenica 11 ottobre 2015

Vendi quello che hai e seguimi

In quel tempo,  mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?". Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre". Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza". Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dello ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi". Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!". I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: "Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: "E chi mai si può salvare?". Ma Gesù, guardandoli, disse: "Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio". Pietro allora gli disse: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutta e ti abbiamo seguito". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli c sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che  non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna". Mc. 10,17-30

Quello che mi ha sempre colpito in questo brano di Marco è la relazione fra Gesù e quel tale che si avvicina e lo interroga sulla vita eterna.
Gesù gli consiglia il da farsi, ma quel tale "...rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto". 
Gesù non gli offre né un comando né un precetto, bensì una relazione  "Allora Gesù, fissatolo, lo amò..." che resta, però, non ricambiata.
Il Signore ci offre continuamente il suo amore. Cerchiamo di riconoscerlo e di accoglierlo, per non essere afflitti, come quel tale.



sinforosa castoro

sabato 10 ottobre 2015

Peggy va a Roma. 3° Parte

Eravamo rimasti che io avevo tanta fame e anche Sinforosa aveva fame, e anche le sue amiche. 
«Andiamo prima in piazza Navona» mi dicono, tutte, in coro.
«E va bene!» e così cammina... cammina... cammina... «Ma chi è quella, Sinforosa?».
«Non avere paura, Peggy, è solo dipinta sul muro».






















Cammina... cammina... cammina... eccoci in piazza Navona. Però è proprio bella eh? E quante cose da vedere.































venerdì 9 ottobre 2015

giovedì 8 ottobre 2015

Saluto alle virtù

SALUTO ALLE VIRTÙ
[256] 1 Ave, regina sapienza,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa e pura semplicità.
2 Signora santa povertà,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa umiltà.
3 Signora santa carità,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa obbedienza.
4 Santissime virtù,
voi tutte salvi il Signore
dal quale venite e procedete.
[257] 5 Non c'è assolutamente uomo nel mondo intero,
che possa avere una sola di voi,
se prima non muore [a se stesso].
6 Chi ne ha una e le altre non offende,
tutte le possiede,
7 e chi anche una sola ne offende
non ne possiede nessuna e le offende tutte (Cfr. Gc 2,10).
8 e ognuna confonde i vizi e i peccati.

[258] 9 La santa sapienza
confonde Satana e tutte le sue insidie.
10 La pura santa semplicità
confonde ogni sapienza (Cfr. 1Cor 2,6; 3,19) di questo mondo
e la sapienza della carne.
11 La santa povertà
confonde la cupidigia, I'avarizia
e le preoccupazioni del secolo presente (Cfr. Mt 13,22).
12 La santa umiltà
confonde la superbia
e tutti gli uomini che sono nel mondo
e similmente tutte le cose che sono nel mondo.
13 La santa carità
confonde tutte le diaboliche e carnali tentazioni
e tutti i timori carnali.
14 La santa obbedienza
confonde tutte le volontà corporali e carnali
e ogni volontà propria,
15 e tiene il suo corpo mortificato per l'obbedienza
allo spirito e per l'obbedienza al proprio fratello;
16 e allora l'uomo è suddito e sottomesso
a tutti gli uomini che sono nel mondo,
17 e non soltanto ai soli uomini,
ma anche a tutte le bestie e alle fiere,
18 così che possano fare di lui quello che vogliono
per quanto sarà loro concesso dall'alto del Signore (Cfr. Gv 19,11).

S. Francesco di Assisi


sinforosa castoro

mercoledì 7 ottobre 2015

Con il Rosario

Oggi si fa memoria della Madonna del Santo Rosario, a ricordo della vittoria di Lepanto (1571), che fermò l'espansione dell'impero ottomano.
San Pio V attribuì quello storico evento alla preghiera che il popolo cristiano aveva elevato a Maria con il Rosario. Ma dobbiamo fare un passo indietro.
Nel 1212 san Domenico di Guzman, a Tolosa, vide la Vergine Maria che gli consegnò il Rosario, per combattere l'eresia albigese. Fu così che il Rosario divenne la preghiera più diffusa per contrastare le eresie e vincere i musulmani. A Lepanto, mentre si moriva per Cristo, per la Chiesa e per la Patria, si recitava il Santo Rosario; i prigionieri remavano ritmando il tempo con le decine dei misteri. La vittoria, 23 giorni dopo, fu attribuita alla Madonna. I musulmani tagliavano le teste, come oggi.
 San Grignon de Montfort diceva: «Nel Cielo, come ricompensa alla profonda umiltà di Maria, Dio le ha dato il potere e l'incarico di riempire di santi i troni lasciati vuoti dalla superbia degli angeli ribelli».
Le grazie passano per Maria, "Aiuto dei Cristiani".
I forzati ai remi nella flotta furono liberati; sbarcarono a Porto Recanati e salirono alla Santa Casa di Loreto, per offrire le loro catene alla Madonna e farne cancellate agli altari delle cappelle. Lo stendardo fu donato alla chiesa di Maria a Gaeta.
Non dimentichiamo che con il Rosario si invoca la Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la guida di lei, associata in modo speciale all'incarnazione, passione e risurrezione del Figlio di Dio.


Da un Giornalino Parrocchiale

lunedì 5 ottobre 2015

Quo vadis

Ieri riflettevo un po' sull'agire del Signore nella vita di ciascuno, che si creda o no.
"Le sue vie non sono le vostre vie".
"I suoi pensieri non sono i vostri pensieri".
"Uno semina e l'altro raccoglie".
"Ti porterò dove non vuoi andare".
Lo so, non è mai bello estrapolare frasi dal contesto, ma coloro che conoscono un po' la Scrittura sanno di cosa sto parlando.
Ebbene, mio caro Signore, io spesso dimentico queste parole e ho aspettative, o meglio speranze, sulle vie che dovrò percorrere a venire, facendomi un sacco di pensieri sui pro e contro, sperando di vedere un poco i frutti del mio seminare e invece...
E invece Tu mi stai mostrando altre vie, altre novità inaspettate delle quali non mi sono ancora potuta fare nessun pensiero e/o aspettativa, sconvolgendo così tutte quei pensieri-speranze-aspettative che mi ero, per benino, "programmata".
Sì, ancora una volta devo riconoscerlo, sei Tu il Signore della storia, e non solo quella con la s maiuscola, anche della mia, di quella di ciascuno.
Fai in modo che ognuno se ne renda conto e per questo si lasci andare fra le tue braccia, che portano, certamente, a un porto sicuro, anche se per un po' ci si può sentire disorientati.
In fondo, Signore, è questo il gusto bello e sempre nuovo della vita: percorrere le Tue vie.



sinforosa castoro

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